Le sedie di Dozza

In una fresca serata di giugno (per i pignoli l’8 giugno 2010) ho partecipato ad una serata sui vini naturali, guidata dal “guru” Sandro Sangiorgi (direttore della rivista Porthos)  in quel di Dozza.

 Tutto ebbe inizio qualche settimana prima, quando  in seguito al mio abbonamento alla rivista Porthos e all’iscrizione al loro sito mi arriva una newsletter via email dove mi comunicano questo evento.

Cavoli, penso, è qui vicino, si potrebbe approfittarne… (anche se la quota partecipativa non è certo incoraggiante.)

Alla fine però curiosità e interesse hanno prevalso (stranamente) sulla mia avidità paperoniana e, previo consulto con la mia compagna (il termine fidanzata mi sembra un termine più adolescenziale), decidiamo di partecipare. E lei acconsente di accompagnarmi in questa avventura, forse più rassegnata che realmente interessata.

 L’evento si tiene all’interno della splendida Rocca, cuore dell’Enoteca Regionale, luogo pittoresco e poetico.

Verso le 21.00 Sangiorgi inaugura la serata, che si concluderà ben oltre l’1.00.

Ben 11 vini, quasi tutti naturali (ebbè era il tema della serata!), arrivano uno dopo l’altro sulle nostre tavole e nei nostri bicchieri.

La degustazione viene diretta in modo magistrale da Sangiorgi, che non tralascia il minimo dettaglio e condisce ogni assaggio con curiose e interessanti informazioni.

Ad ogni bicchiere, un gioco di sguardi di coppia mi lascia intendere che quello che lei sta ascoltando è poco più che arabo (non che a me fosse molto più chiaro, ma tentavo inutilmente farglielo credere).

Con la coda dell’occhio, ogni tanto la vedevo vacillare pericolosamente, complice forse una dura giornata lavorativa, lo stomaco pressoché ancora a digiuno (avevamo fatto solo un piccolo break nel parcheggio fuori paese con un po’ di riso freddo, preparato prima di partire con lo scopo preciso di fare un po’ di “fondo” prima delle degustazioni) ma, soprattutto, le sedie di legno, (che dire scomode sarebbe un eufemismo),  sicuramente rubate a qualche sala di tortura cinese.

Ma ad un tratto i suoi occhi s’illuminano d’immenso e d’improvviso si rianima, come un fiore all’alba di un nuovo giorno…stavano portando il cibo!

 Di lì a poco la serata si esaurisce (così come i vassoi delle cibarie), e ci orientiamo nuovamente verso casa.

Chiacchierando sulla via del ritorno, cerca di convincermi (e forse ci riesce) che la serata è comunque stata interessante, ma la condicio sine qua non perchè possa concedere un eventuale prossimo remake è sicuramente la presenza di comode poltrone!

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One Comment su “Le sedie di Dozza”

  1. vino rosso ed orata Says:

    Si…in effetti concordo pienamente con la signora:imposibile trascorrere una piacevole serarte a degustare ottimi vini impiccati alle sedie di legno pieghevoli della festa dell’unità!


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