A che servono i sondaggi???

L’altro giorno leggevo questo sondaggio:
Da “vino da tavola” a “vino da favola”: il 71% degli eno-appassionati distingue nettamente tra le bottiglie da bere tutti i giorni e quelle destinate alle occasioni speciali.

Partendo dal presupposto che credo che i sondaggi, soprattutto quelli fatti on-line (come, presumo, questo) a cui tutti possono accedere, siano abbastanza inutili, questo ci dice che:
“…ben il 71% degli amanti del buon bere opera infatti un netto distinguo nel proprio stile di consumo, separando il vino da bere tutti i giorni da quello da stappare in ricorrenze particolari…”
Grazie tanto, non credo ci volesse Einstein per capire che, soprattutto tra gli appassionati di vino (se è vero che sono questi che hanno risposto al sondaggio), si faccia una netta distinzione tra le bottiglie. Si perchè purtroppo nei sondaggi, e soprattutto quelli on-line, chiunque può rispondere, per questo credo che il risultato finale sia, per usare un eufemismo, ingannevole.

Si prosegue:
“…la variabile che distingue il “vino da tavola” e il “vino da favola” è principalmente il prezzo..”
Ok, anche stavolta mi sembra che la risposta fosse scontata, cos’altro poteva essere?? Continua poi con un elenco di prezzi che si è disposti a pagare con relative percentuali di acquirenti (probabilmente ha risposto anche Silvio, perchè c’è un 1% disposto a spendere 30 € per il vino da tutti i giorni! )

 E ancora:
“La maggioranza degli enonauti (74%) considera “equo” il prezzo pagato per il vino quotidiano, a fronte di un 26% che lo ritiene troppo elevato. Per il vino “speciale” la percentuale si abbassa: il 61% giudica il prezzo equo, a fronte di un 39% che lo considera eccessivo.”
Questo secondo me non ha molto senso, perchè se sei disposto a spendere 5 euro per il vino da tutti i giorni vuol dire che il prezzo per te è equo, altrimenti ne prenderesti uno che costa meno. Se poi vuoi bere Barolo tutti i giorni e spendere un euro a bottiglia…eh caro mio….anch’io vorrei guadagnare senza lavorare (vabbè che c’è chi lo fa…sic!).

La domanda andava fatta forse diversamente:
“Il vino che bevi vale i soldi che spendi?”

Tra qualche giorno magari mi soffermerò anche a rispondere anche a questo.

In conclusione, a mio umile parere, hanno perso tempo loro a fare il sondaggio e io a leggerlo…

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