Langhe tour: Ezio Cerruti e il “Sol”

La nostra 2giorni nelle Langhe termina con un dulcis in fundo (in tutti i sensi): visita ad Ezio Cerruti ed il suo passito “Sol”.

Dopo un lauto pranzo alla “Trattoria del Campo” in quel di Mango, proseguiamo il nostro viaggio per  Castiglione Tinella, dove ad attenderci c’è Ezio.
L’arrivo è quantomeno rocambolesco. Il fido navigatore ci segnala di utilizzare l’ingresso sul retro proprio dove era appena stato seminato il prato!
E così siamo riusciti a farci riconoscere da subito, con un solco degno del peggior Attila!

Dopo le scuse d’obbligo, ci accomodiamo in veranda con Ezio e la sua famiglia.
Il pomeriggio trascorre in modo estremamente piacevole, tra le chiacchiere e i sorsi di Sol, mentro Tino, la sua gatta scorrazza in giardino.
Il Sol è l’unico (per ora…) vino prodotto da Ezio. Deriva da uve moscato in purezza, lasciate appassire sulla pianta (ebbene si, sulla pianta!) dopo il taglio del tralcio: “Questo tipo di appassimento è possibile grazie al microclima di questa zona, spesso molto ventilato” ci dice Ezio.
Lui ha 6,5 ettari vitati a Moscato, ma solo quelle vigne meglio esposte producono il Sol, le altre uve le vende. Il Sol in annate negative (es. 2002) non viene prodotto. La concentrazione di solfiti è di 50 mg/l (contro i 400 di un Sauternes…), e la lavorazione è svolta in modo totalmente natuarle, sia in vigna che in cantina

Ezio apre in sequenza il 2007 e il 2006, (delicato e rotondo il primo, intenso e corposo il secondo). La cosa più immediata che dimostra questo vino (senza perdersi in sproliloqui sommelleriani su profumi, persistenze etc…) è quella che, a differenza di molti altri passiti, non stanca, n0n è mai stucchevole.
Le due bottiglie si sono svuotate come fossero acqua fresca in un pomeriggio di caldo afoso.

ci fa visitare la sua cantina, appena messa a nuovo, e ci omaggia di un paio di pacchi di tajarin di Mauro Musso (che ci ripromettiamo di andare a trovare nel prossimo giro in Langa).

Prima di congedarci però mi viene una domanda:
– “Come mai il nome Sol?”. 
“Non ha un motivo specifico. Ognuno lo può leggere come meglio crede. Può essere il sole, può derivare dalla musica di cui sono un grande appassionato (Frank Zappa su tutti… ndr). Avevo fatto un sondaggio tra amici per trovargli un nome ed è uscito veramente di tutto!” ride Ezio.
– “A me era venuta l’idea che siccome era l’unico vino che produci…”
– “Anche. In realtà un piccolo aneddoto c’è. Un giorno mi trovavo a sfogliare i miei 1700 vinili, e mi saltò all’occhio ‘…in Sol minore’. Quell’episodio fu la miccia. Ma in realtà Sol può volere dire tante cose”.

Sicuramente meno delle emozioni che regala.

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