Vini di vignaioli 2011


Il ponte appena trascorso ha visto protagonista questa rassegna sui vini naturali in quel di Fornovo di Taro.
Sono riuscito a farci una scappata nella giornata di lunedi.

Parecchia gente in visita (almeno rispetto a quello che credevo), non me lo aspettavo, ma mi ha fatto piacere vedere che c’è gente interessata a queste tipologie di vino.
Lo spazio era davvero ridotto, e ogni tanto capitava qualche ingorgo.

Sono riuscito a soddisfare qualche mia curiosità di assaggiare produttori (i loro vini ovviamente!) che avevo “puntato” da un pò di tempo, ma che ancora non ero riuscito a provare.

In primis Massavecchia, con il suo Sangiovese e il bianco (profumatissimo) da uve Malvasia di Candia e Vermentino.
Poi abbiamo scambiato 2chiacchiere interessanti con Nicoletta Bocca di San Fereolo, nonchè assaggiato il suo bianco di Riesling e Gewurztraminer (due “anomalie” per le Langhe, ma il risultato premia decisamente) e il suo Dolcetto “nebbioleggiante” (un paio di bottiglie sono poi arrivate fino alla mia cantina 😉 ).
Fino ad arrivare alla degustazione dei vini (e dell’olio, che direi strepitoso. Magari gli dedicherò un post tutto suo..) di Arianna Occhipinti ( e anche qua un Nero d’Avola mi ha seguito fino a casa).
In mezzo un paio di tappe anche da Dario Princic (assaggiando due orange wine di Toca..ops Friulano  😉 e Ribolla. Minerali, di spessore, con una buona acidità. Notevoli.) e per un Brunello al Podere Santa Maria (notevole, peccato non avesse bottiglie da “arraffare”).

Siccome a fianco c’erano anche gli stand enogastronomici, per fare un pò di fondo non abbiamo disdegnato un panino con prosciutto cotto affumicato, tagliato al coltello.

L’unica cosa che non amo di questi eventi è l’inevitabile mancanza di rapporto stretto con i produttori. Il caos regna sovrano e, a maggior ragione in una location come era quella di Fornovo, stretta e  asfittica, spesso dovevi lottare per arrivare anche solo a vedere il banchetto.
E non va certo meglio a chi propone i suoi vini, che si trova assalito da attacchi incrociati di persone che allungano bicchieri per un assaggio.
Ok si è li per assaggiare i vini, ma la cosa più interessante (a maggior ragione rispetto ai vini naturali) sarebbe conoscere la realtà e il lavoro dell’azienda. Il perchè di determinate scelte.

Ma se Maometto non va alla montagna… mi sono ripromesso che appena capita l’occasione, una capatina da un paio di produttori “adocchiati” la faremo.

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