Appunti da GustoNudo 2012

Nonostante la neve sono riuscito a fare un giro al Circolo Mazzini, nella giornata di lunedi. Luogo interessante, non eccessivamente grande e quindi poco dispersivo.

Diversi gli assaggi, che qui commenterò solo con brevi impressioni, figlie dell’istantenea del momento. In un contesto come può essere quello di un salone, faccio fatica degustare pienamente un vino, mi limito a capire se mi “prende” oppure no. Per una relazione più approfondita vi rimando ai post che inserirò dopo le bevute di alcuni “campioni” acquistati ;).

Calcabrina: bingo! Mai assaggiato il suo Umbria Rosso (2007) da sagrantino in purezza, ma mi ha lasciato di stucco. Corposo, equilibrato, succoso…ne ho preso una bottiglia per “studiarlo” meglio ;)….

 

 

I Clivi: presente allo stand “generico” della distribuzione GustoNudo. Decisamente sapida la Ribolla 2010, quasi salata. L’ho sentita parecchio questa sensazione, forse perchè è un gusto al quale non sono molto abituato, tipico di questi terreni calcarei. Entra in bocca come un’onda e lascia i suoi residui salini sulla lingua, così come il Merlot 2004, che risulta essere però un pò più equilibrato.

Lieselhof: (anch’esso allo stand generico) delicata la Schiava, di un colore rubino scarico, con profumi fruttati e dolci. Interessante il Julian, derivante da uva Bronner (vitigno creato dall’università di Friburgo, un incrocio di 80 varietà diverse), corposo e con una buona mineralità.

La Biancara: i vini Maule non tradiscono le aspettative, fresco e delicato il Masieri 2011 (appena imbottigliato),  di corpo e minerale il tipico Sassaia 2010. Aggiungerei un ulteriore punto esclamativo sul So San  2008 (ma non  giurerei sull’annata) da uve tocai rosso in purezza, che assaggiavo per la prima volta. Vino di una gradazione alcolica impressionante (non ve la dico per non spaventarvi e perchè potreste giungere a conclusioni sbagliate) che all’assaggio non si fa sentire assolutamente, amalgamata in modo perfetto nella struttura del liquido. Superbo.

Cascina Tavijn: Barbera d’Asti 2009 davvero di buon equilibrio, mi è parsa invece ancora un pò scorbutica la 2007 barricata (in botti vecchie), comunque apprezzabile proprio perchè non “sa” di legno. Molto piacevole e fruttato il Ruchè, che porta al naso e in bocca sensazioni di dolcezza (N.B. non dolci, è un vino secco).  

Avrei assaggiato volentieri anche il rosso di Monte di Grazia (il bianco lo avevo provato al Vinitaly lo scorso anno) e Sorelle Palazzi, ma non ce l’ho fatta (guidavo ndr) .

Ho inoltre portato a casa una bottiglia di Filippo Manetti aka Vigna San Lorenzo (uvaggio di sangiovese, malbo, cabernet e merlot) e de La Mercareccia (Syrah in purezza). Vi dirò non appena bevuti.
Stay tuned!

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