Il vino naturale è aceto?

Quando si parla di vino naturale mi sento spesso obiettare che non esiste, che l’unica cosa davvero naturale è l’aceto, e lì mi vien voglia di chiudere il discorso e voltar gallone.
Eccheppalle!
Su, cerchiamo di avere un pò più di elasticità mentale.
Sembra che a volte si voglia fare ostruzionismo gratuito, pignoleria a tutti i costi.
Sappiamo bene che treccanicamente parlando potrebbe essere anche vero, ma non è questo il punto di discussione. Cerchiamo uscire da questi luoghi comuni e definizioni stereotipate, anche perchè mi sembra (e spero) che nessun viticoltore naturale abbia mai affermato che lascia le uve sulla pianta in attesa che si trasformino in bottiglie!

Per vino naturale non si intende un vino che nasce per magia, ma un vino prodotto assecondando la natura e non contrastandola o dominandola.
Poi è interessante discutere in merito ai risultati, ai vignaioli, alle possibili frodi etc… , ma senza tirare fuori la solita fola dell’aceto. Si rischia di diventare noiosi e poco costruttivi.

Anche perchè se proprio vogliamo essere pignoli mi ci metto pure io.
Il dizionario tra le altre, dà anche questa definizione della parola naturale:
“che riguarda la natura, che deriva dalla natura o che è conforme ai suoi principi”.
Direi che allora anche il vino può rientrare in questa descrizione, o no?  😉

Comunque ognuno la pensi come vuole, ma per me il vino naturale può esistere (e qualcuno lo fa davvero), e sono anche disposto ad accettare qualche piccolo difetto (piccolo eh…) pur di bere un prodotto che rispetti maggiormente la natura e l’uomo, e in merito vorrei citare una frase che credo sia inerente, e se non lo è comunque mi piace.
Si tratta di un’affermazione di Sebastiano Cossa Costiglioni, proprietario dell’azienda agricola Querciabella, che ho “scippato” dal sempre interessante blog di Vittorio Rusinà:

“Mi pongono spesso un’obiezione: non esistono dimostrazioni scientifiche dell’utilità o dell’efficacia delle pratiche biodinamiche. Rispondo subito che, d’altro canto, siamo sommersi da studi che dimostrano incontrovertibilmente quanto l’agricoltura convenzionale sia dannosa. Non solo per l’ambiente e per il pianeta, ma anche perchè pesticidi, fertilizzanti e fungicidi sono tossici e spesso carcinogenici, sia per chi lavora, sia per chi consuma i prodotti finali. Se volessimo basare le nostre pratiche di coltivazione sull’evidenza scientifica, l’agricoltura convenzionale dovrebbe venire immediatamente bandita.”

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