Villa Favorita 2012: Sebastien Riffault

Questi sono forse i vini che mi hanno impressionato di più. Non perchè gli altri assaggiati fossero meno buoni, ma per l’originalità e il grande carattere.

Sebastien Riffault ha un viso simpatico e bonario, ha solo 31 anni e ha “smantellato” la cantina con il sistema tradizionale di fare vino ereditato dal padre, già avviata e con un sicuro guadagno, per mettersi in gioco e produrre vini naturali. I risultati gli hanno dato pienamente ragione.
Il suolo dei suoi vigneti è arato con il cavallo, in modo da non soffocare il terreno e da non reprimere l’attività microbica che porta vita al terroir. Non utilizza fertilizzanti, né concimi chimici, e nemmeno acaricidi ed insetticidi.
Anche in cantina cerca di vinificare nel modo più naturale possibile,  non utilizzando enzimi nè facendo correzioni di acidità. I vini non sono chiarificati nè filtrati e l’utilizzo dei solfiti è utilizzato in dosi minime e solo per alcune tipologie.

Purtroppo non ho potuto interagire più di tanto, visto che il mio francese (molto) elementare era alquanto arrugginito (eufemismo).
Ho comunque intuito il vitigno (Sauvignon Blanc) e che 3 dei vini provati erano senza solfiti (il primo un pò ne aveva), e mentre mi riempiva il calice mi è sembrato dicesse una parola tipo “calcarèe” (l’assonanza perlomeno era quella, che io ho un pò forzosamente associato a “territorio calcareo”, mah…)  per i primi 3, ma non per l’ultimo.

Ecco la sequenza dei vini assaggiati:
Les Quarterons 2009: l’unico bianco con una lieve aggiunta di solfiti, profumi erbacei, fresco e dinamico con una buona mineralità.

Akméniné 2009: grande naso, profumi molto intensi di ortaggi, note ossidate e terrosi. In bocca è ricco, pieno, profondo e succoso. Niente solforosa aggiunta.

Auksinis 2009: anche questo mi lascia senza fiato all’olfazione, profumi terrosi, netti che penetrano intensi nel naso.Verdure, minerali, grande il bagaglio olfattivo intrinseco. In bocca non tradisce, buon corpo e dinamicità accompagnati da un’ottima mineralità. Pieno e polposo.

Skeveldra 2009: “skelvedra” significa roccia in lituano, nazionalità della moglie di Sebastien. Questo è l’unico dei tre non accompagnato da quel famoso “calcarèe” detti in precedenza. Equilibrato con una discreta morbidezza, accompagnato da profumi fini e puliti.

Annunci
Explore posts in the same categories: degustazioni, gite fuori porta

Tag: , , , , , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: