Alla ricerca del buon vino

No, non temete, non sto impropriamente tentando un sequel del più noto racconto di Mario Soldati.
E’ che ultimamente mi è capitato di trovarmi spesso a cena fuori.
Locali diversi per tipologia e regione, e in ciascuno di questi il mio palato non si è sicuramente potuto lamentare.
Dalla semplice Osteria con menù fisso (gnocco e tigelle) al ristorante con piatti più vari ed elaborati, in ogni dove la mia pancia ne è sempre uscita vincitrice .

Purtroppo però qualcosa mancava per dare pieno appagamento ai miei sensi.
Già perchè in ognuno di questi locali trovare del vino buono era peggio che cercare un ago in un pagliaio bendati!
E stiamo parlando anche di locali dove si è speso un cinquantino a cabeza (mangiando forse una delle migliori fiorentine del modenese), non di fantozziani gigi-il-troione qualunque.
Si, purtroppo la carta dei vini è sempre risultata mancante o gravemente insufficiente!

E mi chiedo perchè?
Perchè viene data così poca importanza ad una parte fondamentale del pasto come sono le bevande?
Anche se il cibo è ottimo la cena rimane incompiuta se non viene accompagnata da un calice di buon vino.
Ma è possibile che i ristoratori, proprio quelli che fanno di cibo e vino il loro lavoro, siano così superficiali e non lo capiscano?
E non è una episodio endemico di questi giorni, frequentemente mi sono imbattuto in luoghi gastronomici dove la carta dei vini era pressochè marginale (eufemismo), riempita da un’accozzaglia di bottiglie dozzinali e redatta da far spavento (non voglio fare il puntiglioso, ma se in una carta leggete Chianti e basta sapete quello che state ordinando?).

O forse sono io che ho la calamita per questi ristoranti.
Comunque spesso mi sono dovuto accontentare di tanti buoni piatti senza l’adeguato accompagnatore.
Più volte sono stato tentato di ordinare solo acqua, e molte altre ho scelto il cosiddetto “vino della casa” optando per il male minore.
E mi continuo a chiedere perchè…

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6 commenti su “Alla ricerca del buon vino”

  1. Hazel Says:

    Fai il cafone e portati il vino da casa come faccio io! Troppe volte mi sono depresso come te a guardare la carta dei vini:(

  2. Mugellesi Ivano Says:

    Per noi che amiamo il vino sarebbe normale una carta ricca di chicche particolari, ma quanto tempo dedichiamo alla nostra passione, internet fiere, cantine? non credo che un ristoratore abbia il tempo se non è un apassionato un pò enostrippato, senza contare i costi di magazzino in questo momento.Il cliente medio quanto vuole spendere per una buona bottiglia? Sabato scorso in un ristorante ENOTECA in romagna bella carta dei vini tanti romagnoli anche d.annata ricari giusti nomi importanti e non qualcosa bio,complice il caldo la scelta cade sulle bollicine 4 franciacorta 0 trento doc 0 oltrepo’ 3 champagne! Io la vedo cosi tenere fermi dei soldi in vino costa purtroppo.Ciao Ivano.


    • Probabilmente hai ragione, dipende anche dalla passione del ristoratore, ma credo che migliorando quell’aspetto (magari anche col supprto di una persona dedicata a ciò) il suo locale ne gioverebbe sia in termine di immagine che di qualità. E anche il problema costo, come giustamente affermi, è vincolante nelle scelte del ristoratore stesso.


  3. Non sei il solo Andrea, anche a me capita spesso.
    Sarà forse che siamo più attenti a certe cose.
    A volte, data la confusione e la mancanza di dati, chiedo di farmi vedere lo scaffale con le bottiglie e scelgo a vista 🙂
    Non parliamo poi della conservazione.
    Molti locali sono ben forniti e, spesso, basterebbe poco tempo per correggere la lista vini ed aggiungere qualche indicazione in più.
    Mi sono anche proposto per sistemare la carta gratuitamente, ma senza risultato.
    I ristoratori non tengono conto che potrebbero guadagnare molto da una corretta vendita delle bevande.


    • Ciao Daniele, che piacere ritrovarti! 😀
      Vedo con piacere che non sono l’unico a pensarla in un certo modo, e mi trovo perfettamente d’accordo con te: con una considerazione più accurata delle bevende (scelta, redazione della carta etc…) il locale ne guadagnerebbe sia economicamente che anche in immagine.
      C’è chi questo non lo riesce a capire, ma penso anche che ci sia anche chi non ha le conoscenze o il tempo necessario per fare ciò. In quest’ultimo caso ti dovresti istruire, o se economicamente te lo puoi permettere assumi qualcuno che lo faccia al posto tuo.


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