Racconti andalusi: un Migas al Cortijo Veleta

Il Cortijo Veleta è stata una delle nostre mete gastronomiche più gettonate durante la vacanza andalusa.
A pochi chilometri da Riogordo, sulla Carretera A356.
Trovato quasi per caso, la sera del nostro “trasloco” a Riogordo (nome quanto mai azzeccato! 😉 ) dopo una prima settimana a Vejer de la Frontera.
Affamati dopo aver vagato per quasi un ora nel nulla alla vana ricerca di un luogo di ristoro, ecco che ci appare come per magia un piccola insegna con coltello e forchetta che invita a salire per una stradina buia e sterrata.

La via tetra è come uno specchio magico che conduce ad una cascina (Cortijo appunto) che ci fa brillare gli occhi.
Un porticato, 4 tavolini e una pace quasi surreale ci accolgono a braccia aperte.
E’ bastato un secondo per capire che quello era il nostro piccolo Eden!

Lì abbiamo trascorso 4 sere su 7 (le altre 3 era chiuso 😉 ) tornando alle brande sempre sazi e ampiamente soddisfatti.

Qui abbiamo bevuto la miglior sangria della vacanza.
Fresca, fruttata, leggera, rianimatrice.
Ad ogni turno ne andava via una bacinella (perchè proprio dentro ad una bacinella veniva servita) come se niente fosse.

Ed è qui che abbiamo fatto il nostro incontro con un’ entità quasi mitologica: il (la ? ) Migas a la bestia, piatto caratteristico del luogo.
Per giorni lo abbiamo richiesto al cameriere, sempre sentendoci rispondere che non lo facevano perchè era un piatto invernale, “muy fuerte“…
Ma l’ultimo giorno eccoci accontentati, prima ancora di partire con le ordinazioni, sorridendo il nostro amico cameriere ci annuncia gongolante e soddisfatto che quella sera avevano il Migas.
Preparato appositamente per noi.
Non possiamo non ordinarlo, anche se le varie tapas giornaliere ce lo sconsiglierebbero.

Il piatto arriva in tavola.
Otto occhi che lo guardano sbarrati, e poi si guardano a vicenda…qualcuno accenno ad un “oh oh..” di finta preoccupazione seguito da una risata.
E un pensiero comune mai svelato: addio! 
Il Migas a la bestia del Cortijo Veleta è così composto:
Lombo di maiale (tenerissimo!);
Uovo all’occhio di bue;
Briciole (una montagna) di pane passate nell’olio;
varie Salsiccette;
Peperoni grigliati.

Leggero.
Ma ottimo.
Torniamo a casa rotolando e boccheggiando, satolli e felici ben consci che lo avremmo sicuramente digerito in Italia quel piatto.
E parecchi giorni dopo.
E da quel giorno il Migas è diventato un tormentone.

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