Vino senza solfiti a Gualdora

gualdora

Stefano è un ragazzo milanese che lavorava nelle telecomunicazioni. Un giorno di qualche anno fa, durante un viaggio di lavoro in Africa gli venne un’illuminazione.
Al rientro a casa si licenzia, acquista podere e casale nei luoghi dove, da bambino, passava le estati sui campi, a cavallo del trattore dello zio, e decide che lui è nato per fare il vino.
Si laurea in enologia e nel 2009 ecco la sua prima vendemmia.

La vitivinicoltura dell’azienda cerca di rispettare il più possibile la natura, utilizzando pochi trattamenti ed unicamente a base di rame e zolfo. Anche in cantina l’impatto della mano del vignaiolo è ridotto ai minimi termini. Bandito ogni additivo e utilizzo di solfiti ridotti al minimo.
Questa filosofia è però globale qui a Case Gualdora, dove si utilizzano i pannelli solari per ricavare l’energia per l’abitazione e unicamente la legna per scaldare le mura domestiche. Perchè si è convinti che non solo il vino debba essere sostenibile, ma anche tutta la nostra vita.

Esposizione a sud, collinare, per le vigne.
Nessuna irrigazione, nemmeno in questo torrido 2012.
Circa 10.000 bottiglie in totale, non sufficienti ancora per far quadrare i conti.
Per ora però Stefano non si vuole allargare. Così riesce ad avere tutto sotto controllo, in ogni momento.
Già perchè la vite, perchè dia buoni frutti, va seguita ed accudita, ed in vigna ed in cantina c’è solo lui.

I suoi vini regalano belle emozioni.
Tra tutti spiccano il Malvasia Blanca 2011 (in onore della sua bimba, nata proprio con la prima vendemmia), un frizzante di grande aromaticità  perfetto per gli aperitivi, e i Gutturni frizzante e fermo, che fanno della tipicità e della bevibilità il loro inno.

senza solfiti gualdora

A breve  imbottiglierà un rosso (principalmente Croatina, più un po’ di Merlot) senza nessuna aggiunta di solfiti. Una sfida che già all’assaggio dalla vasca sembra interessante. Trionfo di  profumi ed un sorso fruttato che rinfresca, anche se una sottile scia vanigliata, non pesante ma presente, data dal legno rimane, per il mio palato, un po’ aliena nell’equilibrio del fluido.

Ma oltre ai suoi vini che sono davvero godibilissimi, Stefano è da ammirare per le sue scelte ed il suo approccio con l’ambiente. Se vi trovate sulle strade piacentine, passate a trovarlo. Il suo entusiasmo e la sua solarità vi cattureranno.

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