Subconscio – Azienda Agricola Marton

La primavera è arrivata tutta in un colpo. O forse è stata defraudata dall’estate. Il giorno prima il freddo richiamava il giaccone e dopo meno di 24 ore era già tempo di t-shirt. Questo sole tanto agognato ha rappresentato un’ottima scusa per inaugurare la saga degli aperitivi estivi, indi perfetta occasione per stappare una bollicina rosé.

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La Marzemina Bastarda è varietà autoctona nel trevigiano, ormai pressoché scomparsa dai vigneti nonostante sia relativamente poco sensibile alle malattie. La si trova però come uva principale nell’uvaggio del Subconscio, vino a rifermentazione naturale prodotto all’Azienda Agricola Marton e affinato sui propri lieviti (indigeni) in vasche di cemento dopo una macerazione di circa 12 h sulle bucce. Niente diserbanti né fitofarmaci in vigna, fermentazione senza controllo della temperatura e nessuna aggiunta di SO2 in cantina.

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Il Subconscio appare di un bel rosato vivo, con una leggera velatura data dal residuo presente in bottiglia. Rimanda freschezza al naso, con le sue note di rosa, lievito e fragoline di bosco. Dritto e minerale, con una bollicina croccante e avvolgente. Fluido, scattante, scorrevole, scende giù che un piacere mentre le papille salivano di gioia. La bevibilità è attributo dominante del suo curriculum corroborata da un guizzo amarognolo finale che gli dona personalità. Un gran vino “glu-glu”, ottimo da aperitivo, perfetto da tutto pasto.
Nota in calce: l’etichetta che indica i componenti contenuti all’interno della bottiglia sarebbe da prendere ad esempio.

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15 commenti su “Subconscio – Azienda Agricola Marton”


  1. M’hai fatto venir sete! Un appunto: scrivi no so2 in cantina, ma i 43 mg/l dichiarati in etichetta fano pensare che un’aggiunta ci sia stata! Mica è un crimine, nè! Comunque lo voglio.


    • Quella dei solfiti l’ho riportata perché letta in etichetta, anche se la tua osservazione è molto logica.
      Davvero bella beva, mi ha soddisfatto!
      P.S. lo trovi anche da Vinoir, io l’ho ordinato lì😉


  2. Ne ho portato a casa una bottiglia da Villa Favorita, mi era piaciuto molto, giusto per la beva invitante.
    Mi sa che non durerà molto in cantina….


  3. qualcuno di voi ha chiesto il perchè di questo nome?
    so2 non aggiunti con 43 … alla faccia della rifermentazione, non voglio sapere cosa c’era di valori in vasca!🙂 cmq Nic, teoricamente è possibile ….


    • In realtà non so il perchè del nome, ma forse il fatto che l’azienda sia sita a Conscio può essere un indizio.

      Spiegami questa cosa del “…cosa c’era in vasca” che da profano non l’ho capita🙂

    • gian paolo Says:

      ciao, tecnicamente come?la mia limitata esperienza sia come “aggiuntore” che nn “aggiuntore di bisolfito mi dice che 43 sono un po’ tantini per imputarli ai lieviti indigeni.ci sono in commercio anche lsa che producono abbondanti dose di so2 ,tipo il lab. san polo,con cui lavora un mio collega di castelvetro.ripeto 43 mg/l sono niente come solforosa ma un aggiunta forse è stata fatta???!!!bisognerebbe chiederlo al vignaiolo.ciao e scusate gli errori ma sto scrivento con mia figlia in braccio e sto provando ad addormentarla…magari provo con la so2 aggiunta o lieviti selezionati:):)🙂 buona serata a tutti

      • fabioduff Says:

        anche il mio punto di vista è diciamo … dubitativo, nel senso che anche a me pare davvero strana (per la tipologia di vino e di terroir) la quantità di solfiti non aggiunti presenti. però ci sono 3 elementi da valutare:
        1. il produttore scrive che non ha aggiunto (e quindi bisogna, fino a prova contraria, dargli atto);
        2. io non conosco terreni, piante e uve del produttore;
        2. in base alla “ricchezza” della materia ammostata, teoricamente (e sottolineo teoricamente) è possibile. se vedete gli altri valori … non è un vino peso piuma, nonostante immagini una bevibilità da secchiate (sarei curioso di sapere, ad esempio, il residuo zuccherino prima della bottiglia e quindi della rifermentazione …). per questo posso pensare che lieviti di grande forza, “abituati” ad adattarsi, vivere, mangiare e morire in masse molto ricche, siano capaci di produrre tanta roba, anche tanta “””sporcizia””” (vedi SO2) ;))

      • gian paolo Says:

        Fabio la So2 nn è sporcizia e nn è il demonio ,basta usarla con criterio e giusta dose.perchè nn mi passi a trovare che ne parliamo …andrea è passato e nn l’ho neanche picchiato🙂 :)sebbene avesse idee diverse dalle mie -e magari meno esperienza-
        Quello che bisognerebbe sapere è come i lieviti producono solforosa e dove la prendono ….a “usta” direi che il terreno centra poco .Ma nn ho esperienza o quasi -micro prove fatte da me –
        ciao e apresto.GP


      • eddai non me li spaventare che poi non vengono😉 e poi guarda che Fabio ci sa e ti tiene testa, non è sprovveduto come me che bevo tutto ciò che racconti😀😀


  4. gp, pensavo di aver messo abbastanza virgolette su sporcizia, ma evidentemente non sono bastate😉 sono anche io convinto che non sia il demonio, almeno quella prodotta naturalmente durante la fermentazione. quella aggiunta invece, intesa come sanificatrice e assicuratrice della commercializzazione senza rischi delle bottiglie, la vedo già meno di buon occhio e soprattutto la sento tanto, al naso ed in testa.
    ma queste sono opinioni totalmente soggettive.
    detto questo GP, il terreno c’entra, sempre. soprattuto se i lieviti non sono selezionati, in quei casi c’entra ancora di più. così come risulta fondamentale l’igiene in cantina (tini, attrezzi, locali, pavimento, vasche, …).
    mi piacerebbe un sacco venire a trovarti, magari riusciamo a combinare ….
    su una cosa però devo rimproverarti: avevi la possibilità di pestare andrea e non lo hai fatto … male, la prossima volta non commettere lo stesso errore!🙂🙂


    • ehi! non mettergli strane idee che è il triplo di me, poi credo abbia fatto qualche specie di arte marziale. sol che mi sfiora mi divide in 2😀

      • gian paolo Says:

        a parte tirare calci ,pugni ,ginocchiate e gomitate da 22 anni a questa parte nn faccio niente di strano…tornando sul discorso perchè mi stà molto a cuore dirvi ciò che ho imparato sulla mia pelle.-odio chi parla avanvera ,chi spara cazzate solo per fare colpo e chi fa i lavori alla “carlona”..tanto poi ci pensa la natura a rimediare…..
        Usando il Bisolfito in pigiatura non solo protegge il mosto da ossidazioni ,ma chi volesse usare i lieviti indigeni-chiedere ad Armin Kobler se volete sapere dove realmente sono questi benedetti lieviti-si facilita il lavoro di quelli che io chiamo i lieviti buoni e si inibiscono altri che farebbero solo un lavoro di merda …..tanto è quella che si sentirebbe nel bicchiere.5 g/ hl di meta bisolfito facilitano i Saccharomyces cerevisiae a portare a buon fine la fermentazione.
        ciao e quando volete passare siete i benvenuti e la mia cantina è aperta a tutti. buona serata GP


  5. Io Andrea non ho capito bene se questo vino lo fà il produttore di Costadilà.
    Il banco era il suo, mi viene il dubbio che sia un’altra ditta, ma alla fine è suo.
    Un pò come il Bellotti Bianco non c’è scritto Cascina degli Ulivi.
    Tu che dici ?
    Ne sai qualcosa?


    • In realtà credo siano 2 aziende diverse, poi non so se collaborano in qualche modo. Bisognerebbe provare a chiedere a Vinoir che lo commercializza e me lo ha consigliato


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