Pagadebit “Vigna delle Rose” 2010 – Podere Vecciano

Il Pagadebit, ovvero la versione del Bombino Bianco in Romagna, è vitigno un tempo utilizzato per pagare i debiti grazie alle sue elevate e costanti rese e favorite anche dalla sua bassa sensibilità nei confronti delle malattie. Una leggenda narra che un contadino impiantò questo vigneto e con le sue uve riuscì a pagare i successivi debiti derivanti da altri investimenti. Da qui l’ovvio nome di questa varietà.

pagadebit podere vecciano

Un colore appena dorato ammanta il bicchiere sprigionando odori intensi e penetranti. Erba fresca e fiori di campo portano un po’ di primavera. Pungenze di biancospino e semi-dolcezze di mela, e pesca non ancora a piena maturità. Poi la mineralità, iodata, marina avvolge tutto il calice.
In bocca è sapido, salino con una vena alcolica ben pulsante. Si distende bene avvolgente e pulente, con spigolature levigate e pacifiche. Lascia con un finale ammandorlato. Ricordo non lunghissimo se non per quella netta, decisa sapidità che prevale. Ad ogni modo sorprende il suo sorso piacevole.
Forse non possiede la stoffa del campione, ma si propone sicuramente come un ottimo gregario.
Costo: 5 euri in enoteca.

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7 commenti su “Pagadebit “Vigna delle Rose” 2010 – Podere Vecciano”


  1. A cinque euri in enoteca, forse il pagadebit non lo è più così pagadebit o no?
    Io rimango sconvolto dall’incredibile rapporto qualità prezzo che i vini emiliani hanno mantenuto! Vini da 4,00 5,00 che ne valgono almeno il triplo.


    • In effetti non hai tutti i torti, se vendono a questi prezzi ne devono vendere di bottiglie per pagare i debiti!😀
      Questa è stata una bella sorpresa, mi aspettavo un vino semplice, a ridosso dell’anonimo, un pò per il prezzo e un pò per la storia che questo vitigno si porta dietro. Invece è un vino che si fa decisamente rispettare. Non avendo però esperienze con la tipologia, nel dubbio una nota di merito al produttore gliela darei, che sicuramente ha saputo estrarre personalità da questa uva.


    • Credo comunque che le alte rese (soprattutto in certe zone poco rinomate e per certi vitigni non esaltati) che abbiamo qui in Emilia favoriscano la calmierazione dei prezzi. Questa bottiglia era comunque l’ultima rimasta sullo scaffale.

  2. mauro1999 Says:

    Qualche anno fa sono venuto a conoscenza proprio di questo vino e produttore grazie a Bob oste dell’Ecosteria Cortemanlio a Cormano (gioco in casa…) che essendo originario di quelle zone propone e valorizza vini di quei territori.
    Mi trovi d’accordo Andrea, vino semplice ma piu’ che dignitoso soprattutto quando le temperature esterne si alzano 😉


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