Savennières 2009 – Patrick Baudouin

Savannieres Baudouin

Prima d’ora non avevo mai fatto caso ai prodotti distribuiti da Mineral Wine, e devo ringraziare Luigi per il suggerimento. Ho scoperto vini che hanno stuzzicato la mia curiosità, tra cui questo chenin blanc stappato giusto un paio di sere fa.

Patrick Baudouin coltiva i suoi ettari di vigna lungo la Loira seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Questo vino è figlio di vigneti di circa 35 anni, frutto del “lavoro” di lieviti indigeni in cantina, subisce una lieve filtrazione prima dell’imbottigliamento e la SO2 totale si aggira intorno ai 40 mg/L.
Al naso colpisce l’acidità prorompente, agrumata, in particolare sono note di lime ad elevarsi. Poi anche pungenze di erbe aromatiche. Sul fondo escono ricordi di birre acide, quelle belghe, da fermentazione spontanea.
Anche in bocca troviamo una bella acidità viva, fresca, tagliente, avvolta da un velo setoso e accompagnata da una mineralità subordinata.
Sul finale si ritrova quella chiara assonanza lambiccheggiante.
Beva agile e scorrevole per un sorso di ottimo equilibrio.
Davvero un bell’approccio per me con lo Chenin Blanc.

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4 commenti su “Savennières 2009 – Patrick Baudouin”


  1. I vigneti di Patrick, se la lingua non mi ha tradito, sono su terreni scistosi, non così normali in Loira e le scisti dovrebbero avere PH tendente all’acido per cui questi vini hanno una componente più intensa di acidità malica poco compensata dalla rotondità e fruttosità intrinseca dello Chenin (acidità non data dall’acidità del terreno ma questi terreni rendono più dura la vita alle vigne che quindi hanno profili di maturazioni diversi rispetto a terreni calcarei).
    Insomma sono una leggera anomalia, molto interessante dello Chenin.
    Ah tutti i suoi bianchi sono fermentati in barrique usate e tutti fanno malottica (immaginiamo l’acidità che hanno i mosti!).


    • Grazie Luigi per la delucidazione. Ammetto che avevo pensato potesse essere una peculiarità del vitigno questa acidità lambiccosa.
      Infatti quando sul sito ho letto malolattica svolta ho pensato: “Chissà se non la faceva!”.
      Comunque è un’acidità che fresca e scorrevole, da non giudicare assolutamente aggressiva.

  2. FrancoFavero Says:

    Sono innamorato dello Chenin Blanc, per la sua mineralità, la sua acidità che lo fa migliorare nel tempo. Provato , bevuto e ribevuto in diverse annate il Savennieres Roches aux Moines : 1992, 1994 (incredibili le declinazioni dello zafferano!) e annate fino al 2010.Agricoltura naturale, negli ultimi anni spesso considerato la miglior espressione del Savennieres dalle guide francesi. Ma quel che vale è….che mi è piaciuto moltissimo!
    Emozioni da provare!


    • Per me forse il primo questo, e ho incontrato quello “particolare”. Queste decise note di acidità sono dovute ai terreni su cui sorgono le viti di Patrick.


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