Barbera, un percorso evolutivo (personale)

arcobaleno

Memore di letture pre-adolescenziali, la barbera mi ha sempre evocato Trinchetto il burbero padre di Braccio di Ferro che se ne tracannava bottiglie come se non ci fosse un domani. E con lui gli associavo l’idea di un vino da bettola, il classico vinaccio da dar da bere (in tutti i sensi) agli sfortunati avventori. Seguono poi una serie di assaggi sgangherati che rafforzano questo mio pregiudizio.
Invece venne il giorno che provai il Mounbè di Cascina degli Ulivi (ok non è barbera in purezza) e fui costretto a resettare tutte quelle pseudocertezze che mi ero costruito attorno a questa uva.
Successivamente la 2009 di Beppe Rinaldi corrobora il pensiero che in realtà le idee sbagliate che mi ero fatto fino ad allora sulla barbera erano dovute da conoscenza scarsa e assaggi sbagliati.
Poi arriva #barbera3 che mi apre un mondo, quello della barbera appunto, a me ancora semisconosciuto. 
Quando ho saputo che alle #ddb di TerroirVino Luigi, Vittorio e Niccolò avrebbero riproposto una nuova degustazione di barbera mi sono balenati per l’anticamera del cervello un paio di pensieri-dubbi (in verità ancor prima di conoscerne il programma definitivo):
1) il timore che fosse una degustazione-clone di #barbera3 (subito credevo venissero riproposte le medesime bottiglie).
2) mi sono detto: “il livello toccato a #barbera3 difficilmente sarà raggiungibile con altre bottiglie”.
In ogni caso ci tenevo a partecipare.
Come sarà andata?
Lo scoprirete domani su queste pagine, stay tuned!😉

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8 commenti su “Barbera, un percorso evolutivo (personale)”


  1. Il Mounbè fa parte di quelle Barbera tradizionali tagliate con varietà tanniche che ne aumentano le capacità di tenuta nel tempo, come ho detto a Genova, anche il 900 era taglaito con Croatina e Ratti con grignolino, la fine del taglio è stata la naturale conseguenza dei disciplinari doc e docg, Corino ne fa una in blend con nebbiolo etc…Aspetto domani con impazienza.


    • Infatti quando alla ddb parlavi di quella di Ratti mi è proprio venuto in mente Bellotti.
      Forse ha ragione Vittorio Graziano (un antimonovitigno) quando dice che se un tempo facevano vini con blend un motivo ci doveva pur essere. Anche il Grasparossa tradizionalmente non superava il 50-60% di percentuale di Lambrusco, il resto erano altri vitigni (ancellotta, malbo…).
      Poi sono venute le DOC e…come dice lui i vini si fanno in ufficio non più in vigna.


  2. non per fare l’avvocato del diavolo del monovitigno… ma esistono ottimi vignaioli che da ogni vitigno fanno un vino il primo nome che mi viene in mente è camillo donati che anche voi ben conoscete ; )


    • Ti do perfettamente ragione Mauro, anche io non sono così estremista. Ci sono tanti monovitigno degni di lode.
      Sono però d’accordo con l’idea che non si debba fare per forza un monovitigno solo per il mercato, ma si debba seguire l’uva. Sui colli bolognesi ora si imbottiglia in purezza il Negrettino, vitigno autoctono spesso usato per assemblaggi perchè ruvido, scortese, spigoloso. Solo che adesso va di modo così…
      Ognibene (Gradizzolo) dice che vende più quello che la barbera.


      • capisco cosa intendi Andrea la furia delle mode dei vitigno autoctoni a qualsiasi costo, giusto ?
        se cosi forse una scelta del mercato piu’ che del vignaiolo…


      • Esatto proprio così. Fare un vino perchè lo chiede il mercato e non perchè ci credi.
        Come l’invasione estrema dei vitigni internazionali.


  3. Restando sul percorso personale barbera, ti svelo il mio per sommi capi:
    le prime maltrattate dalla quantità a tutti i costi (oltrepò soprattutto) poi verso fine ’90 scopri i vari Ai Suma, Bricco dell’Uccellone, Spinetta (Asti e Alba), Clà di Vercesi del Castellazzo tutte con troppo legno ad ingentilire ma anche a nascodere il vitigno.
    Per qualche tempo non la cercai (la Barbera) e lei non cercò me… ma all’improvviso mi imbatto in quelle amorose (cit.) di Donati e Crocizia e fu amore ed infine Mounbè/Belotti, Crealto pochi mesi fà e siamo all’attualità con le fantastiche #ddb di #terroirvino che mi hanno ampliato l’orizzonte, indicato una via e probabilmente appiccicato uno sguardo un po’ ebete e un titolo da film:
    ” Stregato dalla Barbera”

  4. whyne Says:

    L’ha ribloggato su Whyne.


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