Inzolia experiment: Cantine Barbera

Qualche tempo fa lessi questo esperimento di vinificazione con lieviti indigeni fatto da Marilena Barbera presso la sua cantina. Mi incuriosì a tal punto che da allora divenne per me un chiodo fisso provare le due versioni di questo vino. Finalmente dopo tanto temporeggiare sono mi sono deciso a recuperare bottiglie di annate diverse: la 2009 vinificata con inoculo di lieviti selezionati e la 2011 vinificata con pied de cuve di lieviti indigeni.
Il 2009 è stata l’ultima annata in cui alle Cantine Barbera hanno utilizzato i lieviti selezionati.
La prova degustativa è stata interessante.
Inizialmente ero indirizzato per un assaggio alla cieca ma mi sono dovuto arrendere alla diversa dimensione delle bottiglie.😉

inzolia cantine barbera

Già il colore potrebbe destare qualche curiosità: decisamente più carico e vivace il 2011 che si presenta di un bel giallo dorato rispetto al paglierino tenue del 2009.
Il 2009 ha profumi lievissimi che ti riportano su un pontile con la brezza marina che ti accarezza. Mare, in tutto le sue sfaccettature.
In bocca il ’09 mi è sembrato un po’ etereo mentre il ’11 appare più deciso e intenso con una intensa sapidità dritta e pungente. Per intenderci dopo un sorso di 2011 riassaggiando subito dopo il 2009, questo ti dava l’idea di essere spento.
Il 2011 rimane in piedi decisamente bene, fiero, sorretto da mineralità prorompente ma anche da una discreta rotondità che avvolge il palato.

Impressioni condivise poi con l’artefice di queste bottiglie che mi spiega quanto incidono i lieviti autoctoni nella personalità e anche nella durata del vino. I lieviti selezionati si esprimono immediatamente e danno subito una “botta” olfattiva al vino, finché è giovane. Poi gli aromi si ossidano molto velocemente. Infatti il 2009 è caratterizzato da un naso molto flebile.

dietro le case barbera

Il 2011, che è stata un’annata più calda del 2009, avrebbe dovuto essere più ossidato, e invece si esprime ancora molto bene, e tiene. Marilena ipotizza anche che qualche anno in più in bottiglia avrebbe potuto giovargli, e comunque alla lunga tengono molto di più e hanno una maggiore estrazione, dovuta alla fermentazione a temperature più elevate (a Menfi con temperature diurne tra i 30 e i 40 gradi non è possibile fermentare sotto i 18 gradi con i lieviti indigeni. La sua cuvée parte intorno ai 22-25°).  Il fatto è che i lieviti vivono naturalmente proprio in un ambiente caldo mentre i lieviti selezionati sono stati – appunto – selezionati per partire dalle criomacerazioni…
Marilena dice anche di aver notato che le temperature più elevate di fermentazione non incidono negativamente sulla tenuta del vino, mentre i profumi da lieviti autoctoni risultano più fini ma con durata nel tempo inferiore.

Ovviamente questo esperimento di doppia degustazione risulta approssimativo per la variabile annata che tanto influisce sull’uva e l’ambiente. Ma dà un ottimo spunto di discussione sul diverso operato dei lieviti….
P.S. questo esperimento degustativo avrà (non so bene quando) un sequel con il MicroCosmo (da uve perricone). Sempre due annate pre e post lieviti indigeni. Stay tuned!
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10 commenti su “Inzolia experiment: Cantine Barbera”


  1. Andrea! Che bello leggere questo articolo…
    La cosa che mi ha entusiasmata è sentire come le mie impressioni vengano confermate, a distanza, da chi degusta le due annate concentrandosi sul risultato delle fermentazioni con i due differenti tipi di lieviti.

    Una sola piccola chiosa sulle bottiglie: hai notato che la 2011 è in una bottiglia più bassa e più leggera. E’ una delle cose che stiamo facendo per ridurre l’impatto del nostro lavoro sull’ambiente: pur consapevoli dell’importanza della presentazione a scaffale (gli esperti di marketing insegnano che la confezione è molto importante, pure troppo secondo me) abbiamo tuttavia deciso di utilizzare contenitori più leggeri, che riducono le emissioni durante il trasporto e comportano meno materiali da smaltire.

    Piccoli passi, come al solito…
    Grazie ancora.

    Baci,
    M.


  2. Lodevole esperimento Andrea, la prova pratica è sicuramente la migliore strada per non essere dogmatici.
    Non ti nego però che per un talebano come me ; ) fa piacere sapere “vincenti” i lieviti indigeni vs selezionati.
    Il percorso intrapreso di Marilena Barbera lo trovo molto interessante, chiederemo lumi anche a Riccardo Avenia fresco ospite in Sicilia.

    ps.
    ci aggiorniamo per vederci, vediamo se ce la si fa entro luglio

    ps bis.
    ti mando dm su twitter


    • Anche io “tifo” per gli indigeni lo sai ma deve essere il calice a parlare, e questi “esperimenti” sono una manna per un curioso come me.🙂

      Ok, dai vediamo se ce la si fa in tempi brevi.


  3. Divertente confronto, anche se trattandosi di annate differenti non si può non tenerne conto.

  4. Roberto Cardarelli Says:

    Salve,
    scrivo di impulso, dopo aver letto questo articolo, per fare i complimenti a chi l’ha scritto; da profano mi è sembrato un esperimento molto interessante.
    In realtà scrivo colto dalla nostalgia perché sono appena tornato dalla splendida Sicilia e con grande rammarico non sono riuscito a visitare le Cantine Barbera (che avevo trovato segnalate sul libro “Vino Critico” ed ero molto curioso di conoscere) essendoci arrivato un quarto d’ora dopo la chiusura… e penso di essermi perso un ottimo assaggio!

    Infine ne approfitto per ringraziare questo blog che ho conosciuto perché ha segnalato un’iniziativa sui vini naturali che abbiamo organizzato lo scorso giugno a Reggio Emilia; trovo sempre molto interessanti questi “incroci di percorsi” e spero possano portare a scambi di conoscenze e occasioni di formazione, magari proprio sui vini naturali e sui vignaioli che noi, come distretto di economia solidale, cerchiamo di sostenere.

    Roberto


    • Ciao Roberto, e grazie per le belle parole immeritate.
      Effettivamente si, un esperimento interessante anche se la variabile annata lo rende poco valutabile.

      Infine ti faccio io i complimenti per l’evento di Reggio Emilia al quale mi ero iscritto e avrei voluto fortemente partecipare, ma all’ultimo minuto un imprevisto personale me lo ha impedito. Speriamo ve ne siano altri.
      Tra l’altro sono in contatto con… (non ricordo il nome) un ragazzo del sito DES che mi ha proposto di scrivere qualche degustazione sul sito stesso a partire da quest’autunno. Questo magari (essendo io di Modena) potrebbe portare al reciproco scambio di conoscenze e opinioni al quale auspicavi anche tu.🙂

    • Marilena Says:

      Ciao Roberto,
      mi spiace davvero di non averti incontrato! Per me non è mai un problema fare degustazioni fuori orario o nei giorni festivi, ma devo saperlo prima perchè giugno e luglio sono spesso fuori…
      Tu che zone d’Italia frequenti?🙂 magari riesco a farti sapere quando organizziamo una degustazione in un luogo che possa esserti comodo…
      Grazie per la pazienza, a presto spero!
      Marilena

      • Roberto Cardarelli Says:

        Grazie Marilena per la disponibilità,
        in effetti avrei dovuto contattarti prima di passare! Comunque conto di tornare in Sicilia e, in ogni caso, se organizzate qualcosa dalle parti di Reggio Emilia, dove abito, fammi sapere. Magari dopo ti scrivo direttamente alla mail delle Cantine così poi hai i miei riferimenti.

        Per Andrea: ho parlato ieri sera con Marco che è la persona del sito DES che ti ha contattato, quindi anche con te magari ci sentiamo via mail per organizzare davvero qualcosa in autunno.

        A presto, ciao!
        Roberto


      • Ottimo Roberto, a presto allora!🙂


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