Barbera d’Asti 2009 – Giuseppe Ratti

barbera Giuseppe Ratti

Sapevo a cosa andavo incontro stappando questa bottiglia, avendo già assaggiato la sua barbera a #barbera3 e a Terroirvino. E proprio per questo ne bramavo il momento.
L’annata 2009 ha un residuo carbonico deciso e persistente, che a tratti anestetizza la lingua. Forse un pizzico maleducato. Anche qui come nell’annata successiva è chiara la nota salmastra al naso, come di olive, di salamoia, che si mescola ad una brezza balsamica e a note di macchia boschiva.
Come un grande atleta è agile e scattante. La sapidità salina ritorna anche all’ingresso in bocca, per poi lasciar spazio a una piacevolissima dolcezza fruttata. Alcolicità perfettamente bilanciata nel liquido. Il sorso è parecchio scorrevole, de soif come direbbero i cugini d’oltralpe.
Il giorno successivo la carbonica è praticamente sparita e la beva diventa compulsiva. Decisamente!

P.S. Sarò sempre grato a Niccolò Desenzani che mi ha omaggiato di cotanto tesoro.

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8 commenti su “Barbera d’Asti 2009 – Giuseppe Ratti”


  1. Adesso ti tocca andare a trovare Giuseppe Ratti, parlando con lui e vedendo dove vive (il suo territorio) per un attimo il tempo si fermerà.

  2. Hazel Says:

    Cosa mi fai ricordare! Ha stregato tutti quella barbera a Terroir Vino.E’ da un po’ che anch’io penso di andarlo a trovare,sempre che faccia ancora vino.
    Per Pino Ratto purtroppo Andrea sei un po’ fuori tempo massimo,ha smesso da qualche anno e nessuno ha preso il suo posto se non qualche banca senza cuore…

  3. Marina Says:

    purtroppo non potremmo più assaporare quel vino..unico e prezioso come lui


    • Ahimè!😦
      Se penso che solo poco più di un mese fa ero a Variglie da lui…

      • Marina Says:

        io l’ho conosciuto sul finire dell’estare..ha regalato alla onlus che rappresento decine di bottiglie del suo preziosissimo nettare, facendoci assaggiare le sua composta di mele e cdi cachi, chiacchierare con lui non solo è stato arricchente a livello umano,..il tempo si è fermato, sul tavolo di pietra in fondo al cortile con gli ultimi raggi di sole a illuminare le nostre chiacchiere


      • Già, casa sua a Variglie era un “mondo parallelo”, e il suo vino una meraviglia.


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