Funghi contro la malattia di Pierce

glassy-winged sharpshooters

glassy-winged sharpshooter

Qui da noi sentiamo spesso parlare di Mal dell’esca, Flavescenza dorata, Legno nero, e ancor più di oidio e peronospora. Ma fortunatamente le nostre vigne non hanno ancora incontrato la Malattia di Pierce, a detta di molti tra le più devastanti della vite. 
Scoperta nel nel 1892 da Newton B. Pierce questa malattia batterica sta creando non pochi problemi soprattutto alla viticoltura statunitense (ma è stata riscontrata anche in Asia, Sudamerica e in Kosovo).
California e Florida sono tra le più colpite, e il Texas ha praticamente azzerato la sua viticoltura.
E pare che Chardonnay e Pinot nero siano particolarmente sensibili a questa malattia.
Veicolato da una cicalina, SharpShooter (letteralmente cecchino) Glassy-Winged (GWSS), o Homalodisca vitripennis, questo batterio (Xylella fastidiosa) si annida, si moltiplica e si sposta nei vasi xilematici (quelli che portano acqua e sali minerali dalle radici alle foglie per intenderci) ostruendoli e portando la pianta alla morte (in alcuni casi anche in una sola stagione).
La vite dal canto suo adotta qualche strategia di difesa, che in alcuni casi si rivela però un arma a doppio taglio. Infatti forma delle tille, estroflette cioè le cellule compagne dei vasi xilematici all’interno dei vasi stessi per ostruirli per impedire lo spostamento del batterio. Quando l’infezione è localizzata il danno alla pianta è minimo, ma in caso di infezione grave questo “autoblocco” dei vasi infetti porta al collassamento della pianta stessa.

xylella fsatidiosa

xylella fsatidiosa

Dapprima l’unico metodo di gestione erano gli insetticidi contro la cicalina vettore, ma ad oggi studiosi statunitensi stanno provando tecniche di difesa naturale attraverso l’utilizzo di funghi (vedi l’Ampelomyces Quisqualis contro l’oidio), in quanto pare che funghi scoperti all’interno di viti selvatiche siano antagonisti di Xylella fastidiosa.  Sono stati infatti identificati diversi funghi che inibiscono la crescita del batterio in cultura.
Hanno inoltre ipotizzato che in ambiente naturale le viti sono resistenti, o quantomeno ben tolleranti, alla malattia di Pierce proprio perché i microrganismi che abitano il vitigno non consentono al batterio di moltiplicarsi.
Chissà che non sia veramente la natura l’unico vero rimedio alle malattie.

sintomi di malattia di Pierce su foglia di merlot

sintomi di malattia di Pierce su foglia di merlot

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