Archive for the ‘Uncategorized’ category

Vino e Carbon footprint

21/07/2014

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(Informazioni tratte da un articolo di Agricoltura24 del mese scorso).

Da studi fatti pare che il valore medio dell’impronta di carbonio calcolata su una bottiglia di vino generico si attesti sui 2,2 ± 1,3 kg di CO2. In base a questo dato, il contributo del settore vitivinicolo al CF annuale globale delle attività umane a livello mondiale può essere approssimativamente stimato in 0,3%, un valore che non deve assolutamente essere trascurato.
Per quanto riguarda il settore della vitivinicoltura biologica rispetto a quella convenzionale, numerosi studi condotti con l’intento esplicito di confrontarle, hanno riscontrato che il valore medio del CF calcolato per il vino biologico è inferiore di circa il 25% rispetto a quello del vino convenzionale. Questa discrepanza potrebbe essere dovuta ad un uso maggiore di sostanze sintetiche in fase viticola per quanto riguarda la viticoltura convenzionale.

Non mancano i detrattori che invece sottolineano che le differenze fra le due pratiche viticole sarebbe invece minima a causa della maggiore resa della viticoltura convenzionale soprattutto su larga scala, dove le tradizionali pratiche viticole ed enologiche possono comportare minori emissioni di gas serra per ettaro rispetto ai casi di produzione biologica.

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Vinitaly 2014 and Co.

28/03/2014

vivit-vinitaly

Si sta avvicinando uno dei periodi più attesi dagli enofili di tutto il mondo, quello che vede l’avvento di 3 tra le più importanti fiere del settore in Italia.
Il prossimo weekend il triangolo Verona-Cerea-Sarego sarà teatro in contemporanea di Vinitaly, ViniVeri e VinNatur.
Quest’anno per me ci sarà l’onore (e l’onere) di raccontare e, soprattutto, far assaggiare i vini della Fattoria La Maliosa al Vi.Vi.T., il padiglione con tendenze natural-bio del Vinitaly.

fattoria la maliosa

Ho accettato (e ringrazio per questo l’incosciente Niccolò Desenzani per aver proposto il mio nome e l’Azienda nella persona di Antonella Manuli per la fiducia accordatami) la proposta ancor prima di conoscere i vini perché interessato e intrigato dal connubio che si è formato da poco più di un anno con l’agronomo piemontese Lorenzo Corino (proprio nei giorni della fiera verrà presentata la prima annata seguita interamente da lui in vigna ed in cantina) di cui ho sentito solo ottime parole (da Luigi Fracchia in primis).
Anche se nei giorni di vigilia sicuramente un mix di orgoglio e ansia da prestazione mi assalirà (io matricola sarò all’altezza? Ai posteri l’ardua sentenza…) sono convinto che sarà un’esperienza davvero meritevole.

Quindi, se per caso in quei giorni bazzicate il salone magari ci si vede allo stand 75 del padiglione 12 e si fa una sbicchierata assieme! 😉

 

Storie di vino quotidiano

18/03/2014

cheap wine

Pochi giorni fa ero in un supermercato, una catena che non frequento abitualmente ma comoda per la mia posizione geografica del momento.
E proprio in questi luoghi a me non usuali sono solito fare una capatina verso la corsia dei vini, senza un vero motivo valido se non quello di scuriosare nell’illusione di trovare qualche buona bottiglia.
Poi noto un cliente che con fare deciso e sicuro afferra 6 bottiglie (una alla volta non tutte assieme), 4 di vino rosso e 2 di bianco, come se gli fossero estremamente familiari, come se fosse il suo vino preferito.
Alzo poi lo sguardo e con gli occhi incrocio il cartellino sopra il pallet su cui stazionavano le bottiglie e mi rendo conto che, forse, mi sbagliavo.
Le bottiglie in questione erano vini spagnoli, tempranillo il rosso e airen il bianco, e il cartello indicava a caratteri cubitali il prezzo: 1,19€ cad.
(sospirone)
Istintivamente ho cercato di capire le motivazioni di quella scelta.
Le motivazioni più insite e arcane intendo (un paio d’anni di Psicologia qualche strascico evidentemente lo hanno lasciato).
Cioè se lo fai per il prezzo non è meglio spendere 7 euri e rotti per una bottiglia di qualità migliore? Bevi un po’ di meno ma godi un po’ di più.
O forse….chissà….quel vino gli piaceva davvero e allora io sto sblaterando per nulla.
E dovrei imparare a farmi più spesso i cavoli (siamo in fascia protetta) miei.

2014: il vino sommerso

29/01/2014
La Cantina di Sorbara dopo l'alluvione

La Cantina di Sorbara dopo l’alluvione

Alla natura non si comanda. Ma è la complicità umana, arrogante e superficiale, che trasforma un evento naturale in un disastro. E per favore non scarichiamo le colpe sulle nutrie.
E fu così che anche il mondo del vino emiliano, modenese in particolare, conobbe la forza distruttiva dell’acqua.
La produzione di Lambrusco in provincia rischia di essere gravemente compromessa.
Alla storica Cantina Sociale di Sorbara, ad una settimana dall’esondazione del Secchia, un reparto è ancora sott’acqua (compresa una parte delle bottiglie di vino) e i motori di molte apparecchiature sono da buttare.
Non è andata meglio alla Cantina della Volta, in quel di Bomporto, duramente colpita dall’esondazione del Naviglio e alla Soc. Agricola Bellei Aurelio e figli, sempre a Sorbara, i cui stabilimenti sono stati sommersi da quasi 2 metri di acqua.
Si è salvato fortunatamente Alberto Paltrinieri dell’omonima cantina, i cui stabilimenti e vigneti sono solo stati lambiti dalla piena.
Senza tener conto degli immani danni a campi e vigneti.
Chi viene da quelle zone racconta di scenari da battaglie belliche.

Puoi vedere il video QUI

Fornovo, assaggi sparsi

06/11/2013

fornovo

Anche quest’anno non me lo sono fatto mancare. A Fornovo c’è sempre bella gente, ottimi vignaioli e si respira un’aria cordiale. E quest’anno direi assaggi sopra la media.
Comincio con la doverosa segnalazione della presenza di Francesco Guccione che ritorna in pista alla grande con 5 vini, 3 rossi e 2 bianchi davvero di pregevole fattura. Per le mie papille Perricone e Catarratto su tutti.
A fianco a lui Nicoletta Bocca ci regala un Dolcetto San Fereolo ’09 (non ancora in commercio) campione assoluto di bevibilità!

Da Cascina Tavijn sono rimasto folgorato dal loro Vino Rosso, blend di barbera e ruché, che si fa bere e ribere e dalla Bandita (barbera in purezza), meno affabile del precedente per la mancanza del seducente ruché, ma comunque da farne scorta.
Grazie a Mauro Cecchi ho conosciuto i vini di Fabbrica San Martino, ottimi rossi davvero! Ammetto sinceramente che molto spesso mi sono imbattuto in sangiovesi potenti, pesanti e di non facile beva. Ma questi sono di ben altra fattura, buona finezza e sorso decisamente scorrevole. Complimenti!
Varcando le Alpi interessanti assaggi da Bertrand Jousset, simpatico vignaiolo della Loira. Il suo Singuliere, chenin blanc da vigne centenarie, ha un’acidità prorompente e il Premier Rendez-vous è uno chenin base davvero glu-glu.
Fornovo non è solo vino ma anche social per cui, pur conoscendone a memoria i prodotti, non possono mancare le tappe dagli amici Marco Rizzardi (aka Crocizia). la cui Besiosa ’12 non tradisce mai ma proprio mai, Laura Cardinali, che fa un Solata ’11 per me sempre vincente, e Vittorio Graziano, che con il Ripa di Sopravento ’10 (bianco rifermentato da vari vitigni) si distingue in ogni situazione.

Spesa a grappoli

08/10/2013

L’altro giorno leggendo il titolo di questo post ho provato a fare il giochino e vedere quanti sarebbero i vini premiati da Bibenda che effettivamente acquisterei.
Risultato impietoso: su 520 premiati solo 58 finirebbero nel mio paniere.

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Ciò non significa che non amo tutti quei 462 vini scartati, anzi la maggior parte non li ho neppure assaggiati.
La mia è una scelta “a sentimento” che mi indirizza verso gli altri 58 per motivi diversi: perché ne condivido la filosofia produttiva o perché conosco la cantina o ancora perché ne ho sentito bene da palati fidati.

Questo non esclude il fatto che se capitasse l’occasione non disdegnerei di provare anche gli esclusi (e magari ricredermi).

Sono solo pensieri ad alta voce. Un tempo anche io mi affidavo a certi giudizi per la scelta di un vino. Ora informandomi e condividendo maggiormente idee e impressioni sono altri i canali che seguo per l’acquisto di una bottiglia.

P.S. Potrebbe seguire una riprova a guida Gambero Rosso conclusa e valutare se è più affine al mio palato. 😉

Paradossi (passeggiando tra i filari di gaglioppo di Sergio Arcuri)

25/09/2013

Qualche giorno di relax in Calabria per ricaricare le pile prima di tornare alla routine quotidiana invernale.
Si passeggia assieme ai fratelli Arcuri tra i vigneti dell’azienda. Quelli di gaglioppo che corrono verso il mare, in quel di Cirò.
Il colpo d’occhio è spettacolare.

E non si può fare a meno di notare che a fianco dei suoi filari c’è un altro vigneto.
Quest’ultimo viene trattato con prodotti chimici di sintesi per combattere le avversità biotiche mentre le uve di Sergio e Francesco vedono solo (poco) rame e zolfo.
A rigor di logica l’uva trattata dovrebbe essere perlomeno sana.
Eppure….

vigneto trattato                                                vigneto non trattato

gaglioppo arcuri

uva trattata                                                          uva non trattata

Ricordiamo che l’uva è la base fondamentale per il vino che sarà.

A questo punto, chi ancora non l’avesse fatto, qualche domanda sulla necessità/efficacia/garanzia/utilità dei prodotti chimici dovrebbe porsela.