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Il vino in Uruguay

17/02/2012

Molto meno noto dei “cugini” Cile e Argentina, anche l’Uruguay vanta una produzione vinicola di rispetto, di cui, almeno io, poco sapevo.

Situato tra il 30° e il 35° parallelo, come i più noti Paesi viticoli di Argentina, Cile, Australia e Sudafrica, gode di un’influenza marittima simile a quella di Bordeaux, che dà vini di media alcolicità (12°-12,5°), fruttati e freschi, con una discreta presenza tannica, che però risulta poco aggressiva.

Il vitigno principe è il Tannat (quello che in Europa  è coltivato fin dai Romani nelle zone del Madiran e Irolguey) che fu introdotto nel Paese nel 1870 da immigranti baschi, che rappresenta circa 1/3 delle vigne del Paese.
Coltivato principalmente nella regione di Canelones, a sud del Paese, dà vini corposi e austeri, adatti ad accompagnare piatti di carne. Viene in genere vendemmiato a mano e affinato in botti per ammorbidirne i tannini aspri. Spesso è tagliato con altri vitigni quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, e Syrah.

Anche in Uruguay è presente una “Strada del Vino” (Los Caminos del Vino) articolata tra diverse cantine,  e istituita nel 2005 proprio per promuvere i prodotti vinicoli del Paese. Nel 2011 si stima che il turismo enologico abbia portato circa 30.000 visitatori da tutto il mondo.
Altre attività promozionali aiutano lo sviluppo del vino e della viticoltura in Uruguay: ricordiamo alcuni festival importanti come quello che riguarda la vendemmia del Tannat in giugno, la potatura in agosto e i vini “novelli” in novembre.

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