Campania Rosso 2011 – Ciro Picariello

Pubblicato 11/02/2014 di primobicchiere
Categorie: degustazioni

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campania rosso picariello

Cena in territorio reggiano.
E’ bastata una rapida scorsa alla carta dei vini per capire che erano 3 le bottiglie su cui orientare la mia scelta: Dolcetto di San Fereolo, Campania Rosso di Picariello e Nero d’Avola di Marabino.
Il Dolcetto di Nicoletta Bocca mi è ben noto, la sua esclusione è dovuta unicamente al fatto che la mia cantina ne è ben fornita e preferisco sempre orientarmi verso terreni ancora sconosciuti.
Per questo la scelta di Picariello (che batte Marabino solo perché gli autoctoni campani mi stuzzicavano più del nero d’avola), memore anche degli ottimi incontri precedenti con il suo fiano.

But the curiosity kill the cat (cit.).
Impatto timido, anche al naso è poco intenso con profumi fruttati indistinti.
L’ingresso in bocca è soft, si coglie una leggera tannicità ma il liquido è un po’ indolente. Il gusto pare omologato, con una personalità non ben definita.
Pian piano col passare dei minuti si apre un po’ ma senza elevazioni verticali tali da invogliare il palato.
Stavolta il potenziale di questi vitigni autoctoni campani (aglianico, sciascinoso, piedirosso) non è stato totalmente espresso.

2014: il vino sommerso

Pubblicato 29/01/2014 di primobicchiere
Categorie: Uncategorized

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La Cantina di Sorbara dopo l'alluvione

La Cantina di Sorbara dopo l’alluvione

Alla natura non si comanda. Ma è la complicità umana, arrogante e superficiale, che trasforma un evento naturale in un disastro. E per favore non scarichiamo le colpe sulle nutrie.
E fu così che anche il mondo del vino emiliano, modenese in particolare, conobbe la forza distruttiva dell’acqua.
La produzione di Lambrusco in provincia rischia di essere gravemente compromessa.
Alla storica Cantina Sociale di Sorbara, ad una settimana dall’esondazione del Secchia, un reparto è ancora sott’acqua (compresa una parte delle bottiglie di vino) e i motori di molte apparecchiature sono da buttare.
Non è andata meglio alla Cantina della Volta, in quel di Bomporto, duramente colpita dall’esondazione del Naviglio e alla Soc. Agricola Bellei Aurelio e figli, sempre a Sorbara, i cui stabilimenti sono stati sommersi da quasi 2 metri di acqua.
Si è salvato fortunatamente Alberto Paltrinieri dell’omonima cantina, i cui stabilimenti e vigneti sono solo stati lambiti dalla piena.
Senza tener conto degli immani danni a campi e vigneti.
Chi viene da quelle zone racconta di scenari da battaglie belliche.

Puoi vedere il video QUI

Malvasia Istriana 2012 – Primosic

Pubblicato 30/12/2013 di primobicchiere
Categorie: degustazioni

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Primosic Malvasia Istrianaf

Come tanti anche io sotto le feste sono stato vittima del famigerato virus intestinale. Fortunatamente colpito solo di striscio, ma in modo sufficiente da essere inibito alla mescita per un po’.
L’astinenza si è chiusa quindi con questa bottiglia, ordinata in osteria per 16,50 euri.
Vino privo di difetti enologici.
Se ne ricorda la spiccata mineralità sapida. Poco altro.
La prima cosa che ho pensato dopo l’assaggio è stata “…potrebbe essere confuso con centinaia di altri vini”.
Assenza di anima, di personalità.
Delusione totale.
Peccato.

IMHO.

[foto dalla rete]

Lambrusco Montericco, errata corrige

Pubblicato 10/12/2013 di primobicchiere
Categorie: viticoltura

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lambrusco montericco

L’altro giorno curiosavo senza scopo tra i meandri del sito del Registro delle varietà di vite.
Tra i vari vitigni nel vasto elenco anche il Lambrusco Montericco, coltivato principalmente ai piedi delle colline reggiane.
La scheda ampelografica però attribuisce a tale vitigno un fiore ermafrodita regolare quando in realtà pare possieda antere sterili, per cui non in grado di autofecondarsi.

[Foto: catalogoviti.politicheagricole.it]

“Vino in Valle” a Modena!

Pubblicato 19/11/2013 di primobicchiere
Categorie: degustazioni

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Vino in valle

Anche Modena entra finalmente tra le tappe del “Vino in Valle Tour”!
Sabato 23 novembre sarà lieta ed onorata di ospitare Enofaber, all’anagrafe Fabrizio Gallino, che ci presenterà il suo libro “Vino in Valle” narrandoci le storie dei vignaioli eroici della Valle d’Aosta e introducendoci alle meraviglie di questo territorio anche grazie ad assaggi di vini e prodotti valdostani.
L’evento si svolgerà alle ore 11.30 presso Archer, il nuovo locale di Marina Bersani, sito in Via Cesare Battisti 54 nel centro storico della città Ducale. Un ringraziamento particolare va anche a Stefano Malagoli che con abile maestria si è prodigato per mettere in piedi questo avvenimento.

Merlot “Vigna Ghilotto” 2010 – Casa ElvirA

Pubblicato 13/11/2013 di primobicchiere
Categorie: degustazioni

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Gaetano Zarantonello e la sua famiglia lavorano con passione i vigneti di Casa ElvirA, a San Germano dei Berici.
Il nome dell’azienda è stato ispirato da tale Elvira, madre di 14 figli, vista come sinonimo della generosità della terra. Dal 1987 ElvirA coltiva i propri vigneti con rispetto per la natura seguendo i dettami dell’agricoltura biologica.

merlot casa elvira

Annuso questo merlot 2010 e subito mi ritornano alla mente ricordi bucolici, di cantine di un tempo, del vino del contadino dietro casa. Note di frutti di bosco miscelati a sentori di sottobosco e fieno fresco, appena tagliato.
Lontano da i soliti indistinti merlot morbidoni e ruffiani, questa bottiglia si rivela esuberante, snella, con una leggera rusticità. Pare forse più giovane di quello che è in realtà e la freschezza balsamica la rende estremamente bevibile e godibile, tanto che la mescita risulta davvero facile.
Un vino che non ti aspetti, davvero una bella bevuta.

L’uva bicolore non è una chimera. Anzi sì.

Pubblicato 08/11/2013 di primobicchiere
Categorie: viticoltura

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uva chimera

Il grappolo d’uva qui sopra non è vittima di acinellatura. Sia gli acini bianchi che quelli rossi sono giunti a perfetta maturazione.
Non è nemmeno la strana creazione di manipolazioni di laboratorio.

Si tratta bensì di un fenomeno naturale. Raro ma naturale.
Stiamo parlando della chimera, fenomeno il cui nome si ispira probabilmente alla mitologia che così indicava un mostro il cui corpo era formato da parti di animali diversi.

uva bizzarria

Come ben si sa tutte (o quasi) le viti sono innestate, portainnesto di vite americana ed epibionte di vite europea. Se per caso nel punto d’innesto si viene a formare una gemma avventizia questa genererà un ramo con frutti (e anche foglie) il cui fenotipo presenterà caratteri sia del genotipo del nesto che di quello del portinnesto.

uva bizzarria

Probabilmente quando Giorgio Gallesio (1772-1839), botanico e pomologo italiano, dipinse nella Pomona Italiana l’Uva Bizzarria aveva come modello un grappolo soggetto al fenomeno della chimera.