Posted tagged ‘abbinamento’

Pinot Gris “Le Plantse” 2010 – Didier Gerbelle

20/02/2012

Sono solo 2,8 gli ettari vitati nei pressi di Aymavilles coltivati da Didier Gerbelle, diplomato enotecnico ad Alba nel 2006. Proprio da quell’anno rileva azienda vitivinicola di proprietà prima dei nonni e poi dei genitori, ed inizia a vinificare in proprio.

Il Pinot Gris “Le Plantse” 2010 rispecchia nel bicchiere le caratteristiche del vitigno, con un colore giallo paglierino tendente al grigio-ramato.
I profumi minerali danno ricordi di ardesia e silice al naso, assieme a profumi di fiori di campo, erba fresca e mela.
Anche in bocca la sapidità è grande e preponderante, ma è una mineralità più secca, meno limacciosa, che differenzia secondo me i vini di montagna da quelli costieri. Questa è la caratteristica principale del “Le Plantse“, vino leggero e fresco, che mi stupisce quando leggo sul retroetichetta un’alcolicità di 14°! Mai lo avrei immaginato all’assaggio, l’alcol non si avverte e rimane perfettamente amalgamato nella struttura del vino che è in piena sintonia con la tipologia, dando al vino un connotato delicato e beverino.

Per i fans degli abbinamenti direi che è perfetto per piatti come: linguine panna e salmone, pesce, sformati di patate e verdure.

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Sagrantino di Montefalco passito 2006 – Arnaldo Caprai

12/02/2012

Stavolta, contrariamente a quellò che faccio solitamente, ho scelto questa bottiglia proprio in base al piatto che avevo in tavola. Una coppia di amici ha portato un salame dolce di cioccolato, e ciò ha reso la mia scelta “obbligata” (anche perchè era l’unico rosso dolce che avevo in cantina 😉 ).

Questo Sagrantino passito ha un colore scuro, rubino con qualche accenno granato.
I profumi sono delicati, non particolarmente intensi, dove a farla da padrone è la frutta, con ciliege cotte e marmellata di amarene, sentori balsamici e una leggera nota di cacao.
In bocca è pieno, caloroso, morbido, piacevole la polposità che si riesce a masticare, con un tannino ancora un pò rude,  mordace e asciugante su lingua e gengive, anche se in modo non particolarmente aggressivo. Vino di carattere ancora un pò austero, che dopo la deglutizione rimane ad aggirarsi per il palato per un buon tempo ancora.

Incredibilmente felice l’abbinamento con il salame di cacao amaro: vino e dolce si affrontano fieri e leali ed escono a braccetto senza nè vinti nè vincitori, lasciando una bocca pulita e bramosa.

L’invenzione della gioia

10/01/2012

Questo libro mi ha sorpreso. Conoscendo (e stimando) l’autore sapevo della sua maniacale minuziosità nello studio delle parole, e quindi credevo il libro molto impegnativo per un lessico alquanto sterile come il mio.
Invece così non è stato, le pagine scorrono fluide nonostante siano molteplici le parole che non appartengono al mio vocabolario.
Dire che è un bel libro è banale e scontato, per questo la prima cosa che mi viene  in mente è la capacità di raccontare cose diverse, che nessuno o pochi si sono mai presi il tempo di scrivere, o almeno in modo così esaustivo.
Il libro è molto interessante, lo definirei una piccola Bibbia per enoappassionati e, avendoli provati, sono convinto che potrebbe scalzare i testi AIS ai corsi per sommelier, vista la miglior capacità esplicativa e una descrizione analitica e chiara per ciascun argomento trattato. Diciamo che all’interno un sommelier (ma non solo lui) può trovare tutto ciò che avrebbe sempre voluto sapere, ma che i testi AIS non hanno mai raccontato, o che hanno illustrato con poca cura e passione.
Libro completo per gli interessati in materia in quanto, come già accennato, offre un’analisi approfondita in ogni argomento: dalla viticoltura all’abbinamento, fino alle vinificazioni speciali (argomento che mi ha sempre incuriosito parecchio, forse perchè troppo spesso sintetizzato in eccesso).
Complimenti a Sangiorgi per questa creazione, che è frutto di un lungo e duro lavoro, ma con cognizione di causa posso dire che è stato veramente ben speso.
Da acquistare.