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Verticale-trasversale: Nero d’avola “Siccagno” – Arianna Occhipinti

28/08/2012

Spesso prima di acquistare un vino si cerca online qualche impressione da chi quel vino lo ha già provato, per sapere se vale la pena affrontare la spesa.

Per questo mi sembra utile e divertente proporre in una stessa pagina più informazioni derivanti da vari blog su un vino di annate diverse, degustato da persone diverse ed anche in momenti diversi, una specie di verticale-trasversale mi verrebbe da chiamarla.
Interessante anche confrontare come il prodotto può essere diverso da anno ad anno.

Rimanendo su vini provati anche da me, ho deciso di proporre oggi il Nero d’avola “Siccagno” di Arianna Occhipinti, nelle annate 2006 (che se non erro dovrebbe essere la prima vinificata), 2007, 2008 e 2009.

Ecco il risultato di questa cyberdegustazione:
– Nero d’avola “Siccagno” 2006
Nero d’avola “Siccagno” 2007
Nero d’avola “Siccagno” 2008
Nero d’avola “Siccagno” 2009 (la mia degustazione)

Nero d’Avola “Siccagno” 2009 – Arianna Occhipinti

06/07/2012

Bottiglia acquistata lo scorso inverno direttamente dalla produttrice, durante la Vini di Vignaioli a Fornovo. In quell’occasione acquistai anche 2 bottiglie del suo olio, che consiglio vivissimamente di provare perchè è davvero qualcosa di straordinario!

Bicchiere rubino con evidenti ricordi purpurei che ancora resistono.
Profumi fini di ciliegia e prugna sono i primi a farsi strada, poi viole di campo, un azzardo di salamoia che gli dà un tocco rustico, e poi ancora grafite.
Ottima la sua freschezza, che non arriccia il palato, anzi lo distende e si mantiene in un equilibrio perfetto con i 13° alcolici. Vibrante e succoso, con una nota tannica poco aggressiva ma presente che dona polposità. Ottima beva davvero, anche in calde giornate come queste riesce ad invogliare al sorso.

Senzatrucco: il film sulle donne del vino

16/12/2011

Ne avevo sentito parlare, sono andato sul loro sito-blog e l’ho ordinato.
Poi finalmente dopo varie settimane di impegni sono riuscito a vedere questo film-documentario enoico.

Tratta di 4 donne viticoltrici, 4 colossi nel loro campo:

  1. Elisabetta Foradori: patron dell’omonima cantina in quel di Mezzolombardo (TN). Sicuramente uno (il?) dei migliori teroldego (e non solo), di cui parlo anche nel post precedente.
  2. Nicoletta Bocca: proprietaria della cantina San Fereolo, a Dogliani. Produce vino con il metodo dell’agricoltura biodinamica.
  3. Dora Forsoni: produttrice di Vino Nobile di Montepulciano nella sua cantina del Podere Sanguineto.
  4. Arianna Occhipinti: in Sicilia produce vini naturali rossi da Nero d’Avola e Frappato, e un bianco da Moscato d’Alessandria (strepitoso anche il suo olio!).

Quattro donne, quattro realtà differenti ma tutte legate dall’amore per la terra e per i suoi prodotti. Prodotti derivanti da una viticoltura autentica, naturale.
Il film sprigiona passione, sentimento, emozioni (nel vedere Dora Forsoni assaggiare un calice di Nobile 2006 dalla botte, ti vien voglia di aprirti una bottiglia 😉  ).


Bellissime le immagini del nel film (le stagioni che si susseguono, i lavori in vigna e cantina che avanzano), che  risaltano la genuinità dei personaggi e lo slancio con cui parlano del loro lavoro, e trasmettono un’incredibile sensazione di tranquillità e serenità.
Credo che potrebbe far appassionare anche gli astemi…

Vini di vignaioli 2011

02/11/2011


Il ponte appena trascorso ha visto protagonista questa rassegna sui vini naturali in quel di Fornovo di Taro.
Sono riuscito a farci una scappata nella giornata di lunedi.

Parecchia gente in visita (almeno rispetto a quello che credevo), non me lo aspettavo, ma mi ha fatto piacere vedere che c’è gente interessata a queste tipologie di vino.
Lo spazio era davvero ridotto, e ogni tanto capitava qualche ingorgo.

Sono riuscito a soddisfare qualche mia curiosità di assaggiare produttori (i loro vini ovviamente!) che avevo “puntato” da un pò di tempo, ma che ancora non ero riuscito a provare.

In primis Massavecchia, con il suo Sangiovese e il bianco (profumatissimo) da uve Malvasia di Candia e Vermentino.
Poi abbiamo scambiato 2chiacchiere interessanti con Nicoletta Bocca di San Fereolo, nonchè assaggiato il suo bianco di Riesling e Gewurztraminer (due “anomalie” per le Langhe, ma il risultato premia decisamente) e il suo Dolcetto “nebbioleggiante” (un paio di bottiglie sono poi arrivate fino alla mia cantina 😉 ).
Fino ad arrivare alla degustazione dei vini (e dell’olio, che direi strepitoso. Magari gli dedicherò un post tutto suo..) di Arianna Occhipinti ( e anche qua un Nero d’Avola mi ha seguito fino a casa).
In mezzo un paio di tappe anche da Dario Princic (assaggiando due orange wine di Toca..ops Friulano  😉 e Ribolla. Minerali, di spessore, con una buona acidità. Notevoli.) e per un Brunello al Podere Santa Maria (notevole, peccato non avesse bottiglie da “arraffare”).

Siccome a fianco c’erano anche gli stand enogastronomici, per fare un pò di fondo non abbiamo disdegnato un panino con prosciutto cotto affumicato, tagliato al coltello.

L’unica cosa che non amo di questi eventi è l’inevitabile mancanza di rapporto stretto con i produttori. Il caos regna sovrano e, a maggior ragione in una location come era quella di Fornovo, stretta e  asfittica, spesso dovevi lottare per arrivare anche solo a vedere il banchetto.
E non va certo meglio a chi propone i suoi vini, che si trova assalito da attacchi incrociati di persone che allungano bicchieri per un assaggio.
Ok si è li per assaggiare i vini, ma la cosa più interessante (a maggior ragione rispetto ai vini naturali) sarebbe conoscere la realtà e il lavoro dell’azienda. Il perchè di determinate scelte.

Ma se Maometto non va alla montagna… mi sono ripromesso che appena capita l’occasione, una capatina da un paio di produttori “adocchiati” la faremo.