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Appunti da GustoNudo 2012

21/02/2012

Nonostante la neve sono riuscito a fare un giro al Circolo Mazzini, nella giornata di lunedi. Luogo interessante, non eccessivamente grande e quindi poco dispersivo.

Diversi gli assaggi, che qui commenterò solo con brevi impressioni, figlie dell’istantenea del momento. In un contesto come può essere quello di un salone, faccio fatica degustare pienamente un vino, mi limito a capire se mi “prende” oppure no. Per una relazione più approfondita vi rimando ai post che inserirò dopo le bevute di alcuni “campioni” acquistati ;).

Calcabrina: bingo! Mai assaggiato il suo Umbria Rosso (2007) da sagrantino in purezza, ma mi ha lasciato di stucco. Corposo, equilibrato, succoso…ne ho preso una bottiglia per “studiarlo” meglio ;)….

 

 

I Clivi: presente allo stand “generico” della distribuzione GustoNudo. Decisamente sapida la Ribolla 2010, quasi salata. L’ho sentita parecchio questa sensazione, forse perchè è un gusto al quale non sono molto abituato, tipico di questi terreni calcarei. Entra in bocca come un’onda e lascia i suoi residui salini sulla lingua, così come il Merlot 2004, che risulta essere però un pò più equilibrato.

Lieselhof: (anch’esso allo stand generico) delicata la Schiava, di un colore rubino scarico, con profumi fruttati e dolci. Interessante il Julian, derivante da uva Bronner (vitigno creato dall’università di Friburgo, un incrocio di 80 varietà diverse), corposo e con una buona mineralità.

La Biancara: i vini Maule non tradiscono le aspettative, fresco e delicato il Masieri 2011 (appena imbottigliato),  di corpo e minerale il tipico Sassaia 2010. Aggiungerei un ulteriore punto esclamativo sul So San  2008 (ma non  giurerei sull’annata) da uve tocai rosso in purezza, che assaggiavo per la prima volta. Vino di una gradazione alcolica impressionante (non ve la dico per non spaventarvi e perchè potreste giungere a conclusioni sbagliate) che all’assaggio non si fa sentire assolutamente, amalgamata in modo perfetto nella struttura del liquido. Superbo.

Cascina Tavijn: Barbera d’Asti 2009 davvero di buon equilibrio, mi è parsa invece ancora un pò scorbutica la 2007 barricata (in botti vecchie), comunque apprezzabile proprio perchè non “sa” di legno. Molto piacevole e fruttato il Ruchè, che porta al naso e in bocca sensazioni di dolcezza (N.B. non dolci, è un vino secco).  

Avrei assaggiato volentieri anche il rosso di Monte di Grazia (il bianco lo avevo provato al Vinitaly lo scorso anno) e Sorelle Palazzi, ma non ce l’ho fatta (guidavo ndr) .

Ho inoltre portato a casa una bottiglia di Filippo Manetti aka Vigna San Lorenzo (uvaggio di sangiovese, malbo, cabernet e merlot) e de La Mercareccia (Syrah in purezza). Vi dirò non appena bevuti.
Stay tuned!

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Rosso Masieri 2010 – La Biancara di Angiolino Maule

18/01/2012

Dopo aver assaggiato tempo fa il Pico, l’altra sera ho provato per la prima volta un rosso di Maule.
Il Rosso Masieri è un uvaggio di Cabernet Sauvignon e Merlot, e mi ricorda un pò il vino genuino du cui parlava Mario Soldati nel suo “Vino al vino”.

Colore rosso rubino con riflessi purpurei, ci mette un pò ad aprirsi. Appena versato nel bicchiere è ancora chiuso, rivela una nota di zolfo, di pietra focaia, ma pian piano lascia uscire i suo fresco bagaglio odoroso, che ricorda viole, ciliegie e frutti di bosco.
In bocca è vivo, di una bevibilità estrema e di buona profondità. Succoso e polposo, al palato mostra tutta la sua vivacità e freschezza, risultando gentile ma deciso e di buon nerbo, rilascia un fin di bocca piacevolmente amarognolo.

Dopo la deglutizione non si sente assolutamente una eventuale pesantezza alcolica, anzi è decisamente forte il richiamo di un altro sorso 😉

La Biancara: Pico 2009

06/09/2011

Non sono certo io a scoprire Angiolino Maule, forse il pioniere, (sicuramente il “guru”) dei vini naturali. Anche i suoi erano, prima di questo, solo sentiti per nome, seguiti da una grande curiosità per l’assaggio.

Il Pico è un vino di colore giallo intenso, quasi ambrato con quelle velature caratteristiche di un vino non filtrato (nè solfitato). Al naso porta profumi di fiori, albicocca, mandorla, agrumi…
Al palato è fresco e sapido, ben equilibrato e soprattutto non stanca.
Finire una bottiglia di Pico è estremamente semplice e piacevole.

Mi piacerebbe scrivere di più, perchè nutro davvero una grande ammirazione per il suo lavoro, ma conosco poco di Maule, e potrete sicuramente trovare ottime notizie in rete (come ho fatto io). Un giorno mi piacerebbe molto fare una capatina in quel di Gambellara per visitare la sua azienda e vedere come lavora, ma fino ad allora le mie parole resteranno nella tastiera…