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Ezio Rivella e il Barolo made for USA

15/02/2012

Lunedi le associazioni “Strada del Barolo e grandi vini di Langa” e “Vini del Piemonte”, hanno invitato Ezio Rivella al primo dei 5 seminari promossi sul tema: Piangersi addosso o reagire alle difficoltà? Tra crisi e competizione, uniamo le forze per affrontare il mercato.
Il titolo dei seminari spiega l’invito, che altrimenti non avrebbe avuto motivazione plausibile.

Chi è Ezio Rivella?
Dal 2010 è il presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, colui che ha tentato poco tempo fa (senza riuscirci) di stravolgere il disciplinare del Rosso.
Fiero sostenitore dell’omologazione del gusto e cavaliere del dio mercato, colui che tenta di infilare vitigni internazionali in ogni vino, così come in parlamento cercano di piazzare figli, parenti, amici su ogni poltrona vuota.
Interessante questo articolo di Gianluca Mazzella su “Il fatto quotidiano.

Come si può leggere nell’interessante post di Alessandro Morichetti su Intravino, il Rivella si è presentato ad una platea di un centinaio di persone, a cui (o almeno alcune) il buon Ezio non è degno nemmeno di allacciare le scarpe, sbandierando (come riferisce Ziliani nel suo blog Vino al vino) la teoria che “le tradizioni sono palle al piede”, senza pensare che spesso la tradizione è la madre della qualità. Parole comunque quantomeno irrispettose verso gli interlocutori presenti.

Rivella disse di fare vini in stile californiano perchè il mercato sono gli Stati Uniti, ma io mi chiedo perchè dobbiamo produrre vini in base a ciò che chiede un Paese che ha una tradizione vinicola praticamente nulla?
Per assecondare i loro capricci modaioli del momento?
Perchè non cercare di costruire un mercato migliore in Italia attraverso canali informativi?

Chissà cosa avranno pensato i viticoltori presenti in sala (che da anni tengono alti con il loro lavoro, la qualità e il nome di un prodotto rendendolo un vanto per il nostro Paese) ascoltando le parole di uno che già anni fa vaneggiava che “se il Barolo potesse utilizzare anche uve Barbera e Syrah uscirebbe certamente di livello qualitativo più elevato”.
Forse a nelle farmacie di Barolo e dintorni lunedi sera hanno esaurito le scorte di Maalox.

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