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Le vespe sono insetti sociali…e non astemi!

21/08/2013

vespa
Capita che in una calda domenica d’agosto si mangi all’aperto, in giardino. E’ una delle tante piacevolezze dell’estate.

A casa dai miei dopo i raid invernali sui colli parmensi si pasteggia praticamente solo a vino sfuso di Crocizia e Donati.
Grazie al cielo.
Evitando così altri spiacevoli inconvenienti.

Anche domenica scorsa sulla tavola troneggiava una bottiglia di lambrusco di Marco Rizzardi che pian piano sta acquisendo le bollicine adeguate.
Durante questi pranzi esterni succede spesso che tra i commensali si auto-inviti anche qualche vespa in genere attirata dai piatti.
Stavolta però il loro obiettivo non era il cibo bensì il vino!

La sete era tale che una di queste si infila nel collo della bottiglia e si tuffa a capofitto nel liquido.
Ora fare uscire il povero imenottero maldestro diventa impresa ardua.
Urge scaraffare il vino.
Qualche minuto concitato ma alla fine l’intruso è libero.

Senonché passano solo pochi minuti che una delle sue sorelle decide di lanciarsi a mo’ di kamikaze dentro al bicchiere dove il vino fluttuava beatamente. Secondo salvataggio in pochi minuti sacrificando il liquido sul prato.

Anche alle vespe, da buoni insetti sociali, piace stare in compagnia bevendo un bicchiere di buon vino! 😉

vino sfuso crocizia

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Il mio Trebbiano 2010 – Camillo Donati

27/06/2012

Tempo di maturità (la 2°, e ogni tanto mi chiedo chi me l’ha fatto fare, anche se in fondo sono contento di averlo fatto), tempo di serate trascorse sui libri come neanche da diciottenni si faceva. Tempo di rinunce e sacrifici, per raggiungere un obiettivo a cui si è data una priorità temporanea.

Le rinunce però non escludono una buona cena e un buon vino. Per questo l’altra sera, contornati da una canicola più che mai estiva e padana, si è deciso di stappare qualcosa per dissetarsi, da sgargarozzare piacevolmente, un bicchiere dopo l’altro.

Il mio Trebbiano 2010 era una delle bottiglie acquistate durante la mia visita alla cantina di Camillo Donati, in territorio parmense. Là in cantina non l’avevo assaggiato, ma mi ero ripromesso comunque di provarlo in un secondo momento, a casa.
Non lasciatevi ingannare dalla foto, il liquido nel calice non è aranciata amara, anche se la torbidità e la totale assenza di trasparenza potrebbero lasciarlo credere (quello era poi l’ultimo bicchiere, quello con la maggior parte del residuo).
Il naso ricorda un evidente sentore di vinacce, di cantina in fase di fermentazione, arancia ed erba fresca bagnata dalla rugiada mattutina.
Un grande vin de soif, leggero con una vaga nota di pompelmo aleggiante tra un sorso e l’altro. L’ottima freschezza non ruba la scena ad una sostanza ben presente, quasi masticabile, ed integrata perfettamente con una succosità invidiabile. Vivace e brioso, con una leggera punta amarognola finale.

Tra nozioni di diritto, ecologia ed economia, la bottiglia non ha visto una nuova alba 😉

Ogni bottiglia è diversa, parola di Camillo Donati

17/03/2012

Ad integrare la mia visita alla cantina Donati di qualche giorno fa voglio inserire questo interessante video dove Camillo spiega come nascono i suoi vini. Vini veri, vini vivi che esprimono la loro diversità di anno in anno e nello stesso anno anche da bottiglia a bottiglia.

Nella fucina di Camillo Donati

16/03/2012

Ho sempre avuto un pò di reticenza ad andare visitare la cantina di Camillo Donati, non per un vero motivo valido ma per la mia poca predisposizione verso i vini frizzanti. Invece, citando il grande Faber, “…il seguito prova che aveva torto“.

Arrivo in tarda mattinata ad Arola, ad attendermi Francesca, la gentilissima moglie di Camillo, che  mi accompagna in collina a Barbiano, dove l’azienda ha i suoi 10 ettari di vigna. Là c’è Camillo impegnato potare le viti allevate a Guyot. Non lascia a nessun altro questo gravoso compito, ci tiene a farlo personalmente, perchè l’occhio è maestro e certe sensazioni sono impossibili da insegnare. La coltivazione in campo è totalmente biologica e naturale, senza l’uso di sostanze chimiche, quantitativi minimi di rame e zolfo, sovescio e concimazioni con letame.

Francesca mi guida all’interno della cantina di vinificazione dove hanno una vecchia vasca in cemento che usano come “starter”, perchè all’interno si possono ammirare (e sentirne il profumo!) dei lieviti indigeni che favoriranno le fermentazioni. Fermentazioni che avvengono in tini aperti senza il controllo della temperatura e si concludono lasciando un lieve tenore zuccherino nel vino che servirà per la rifermentazione naturale in bottiglia. Per la tappatura utilizzano speciali tappi a corona, gli unici che riescono a dare garanzia garantire contro imprevisti spiacevoli di “esplosioni” dovute proprio alla rifermentazione naturale.

Continuando con piacevoli chiacchierate ci appropincuiamo al banco d’assaggio, dove ci aspetta un fila di promettenti bottiglie. Tutti i vini di Camillo sono da monovitigno (a parte la Malvasia rosa che contiene un 5% di uve rosse scelte di anno in anno).
Ecco i vini assaggiati:

il mio Sauvignon 2008: colore paglierino, profumi minerali e di frutta fresca, davvero piacevole in bocca, delicato e setoso.

il mio Malvasia 2010: colore giallo oro, più velato rispetto al Sauvignon, con i profumi inconfondibili del vitigno e un sentore come di pesce fresco, che mi ricorda i pomeriggi da bambino passati in riva al lago a pescare (e non lasciatevi ingannare, è un profumo non una puzza). Buon corpo e bell’acidità, territoriale e caratteristico.

il mio Lambrusco 2010: lambrusco Maestri in purezza, colore rubino-viola intenso, profumi di fiori e di carne, rotondo, pieno e succoso, scende in gola che è un piacere, da berne a secchiate tanto per intenderci.

Vini tutti molto diversi tra loro e caratteristici, accumunati però da un fattore: l’incredibilie bevibilità, non una sensazione di bruciore nè un eccesso di pungenza sgradevole. Vini che trasmettono allegria.

Chiacchierando anche Francesca mi conferma che pure loro per l’Ovidio (che è un Vino da tavola) non possono indicare in etichetta l’annata della vendemmia  😕  .

Dulcis in fondo vado a casa con un cartone di 6 bottiglie miste, e quando mi presenta il prezzo penso sia uno scherzo: 30 € in totale!  😯
Ok, domani ripasso col camion 😉