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Vinix Live!#16: Azienda Agricola Gradizzolo

18/01/2013

Ritorniamo sui nostri passi e dirigiamoci verso oriente (come diceva una canzone “da brividi” di qualche anno fa) puntando dritti verso quello splendido paesaggio che sono i Colli Bolognesi.
Qui in cima c’è il regno di Antonio Ognibene: un bellissimo agriturismo e la cantina.

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Sono già 40 le vendemmie di Antonio nei suoi 5 ettari vitati, dove coltiva Barbera, Merlot, Pignoletto e Negrettino. Sulle colline di Monteveglio, accanto alla cantina, ha un vigneto di Pignoletto del 1933 (!!) di cui si occupa solamente lui in prima persona spiegando che “…bisogna conoscerlo bene, sapere come va potato, sfogliato etc…”. Da queste viti ricava il Bersot 1933.
Oltre a questo la sua produzione di bianchi vede anche un Pignoletto vinificato in anfora (rivestita di cera d’api) che conferisce al vino un sapore davvero particolare e interessante.
I suoi vini affinano principalmente in acciaio, anche se ultimamente sta rivalutando molto il cemento (non vetrificato) perchè è convinto che sia il materiale d’affinamento migliore. L’acciaio, sebbene molto comodo e pratico da pulire, provoca una specie di campo elettrico e il liquido rimane sempre in movimento, non riposa mai.
Tra i suoi prodotti il Negrettino è una vera chicca, premiato anche ad Autochtona nel 2011 col Premio speciale Terroir.

Al Vinix Live!#16 Antonio porterà i vini tipici del territorio bolognese:

il Negrettino 2011 e il Pignoletto 2011 (rifermentato in bottiglia)

vini gradizzolo

Azienda Agricola Gradizzolo
Via Invernata, 2 40050 Monteveglio (BO)
Tel. e Fax 051 830265
www.gradizzolo.it

vinicolaognibene@libero.it

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Il Pignoletto di Vigneto San Vito all’Antica Trattoria Belletti

23/08/2012

I colli bolognesi sono per me e la mia compagna, una sorta di piccolo rifugio.
Uno di quei posti dove amiamo rintanarci per una cena carica di pace e tranquillità.
E raramente si sbaglia anche in fatto di cibo.
E così è stato anche l’altra sera.
Dopo aver ormai passato in rassegna gran parte delle osterie, trattorie e agriturismi (non so perchè ma i locali con questo nome li preferisco ai “ristoranti”, lo so sono malato…) di quelle colline e con la maggior parte di questi chiusi per ferie (uno addirittura mi ha detto che erano chiusi per…caldo!! Lo giuro!!) ne abbiamo trovato uno ancora da testare in località Montepastore, l’Antica Trattoria Belletti.

La serata ci arride subito, ci fanno infatti accomodare in quello che io ho prontamente ribattezzato privè, ovvero un tavolo un pò isolato sotto la frescura degli alberi, lontano dai brusii della sala.
Oltre al buon cibo, una nota di merito per la carta dei vini.
Solo pochi giorni fa mi gnolavo che troppo spesso le carte dei vini nei ristoranti sono pressochè scarse, e subito vengo piacevolmente smentito.
Da Belletti la scelta dei vini è più che discreta e la carta redatta in modo esauriente, con una buona selezione di prodotti locali.

Vista la temperatura (anche se i 25° erano ben distanti dalla canicola cittadina) optiamo per un bianco, e la scelta (a me l’onere) cade su Pignoletto Classico “Monte Rodano” di Vigneto San Vito, azienda di Monteveglio, paese poco lontano.
Il Monte Rodano è un Pignoletto all’85%, con eventuali aggiunte di riesling e/o chardonnay e/o Sauvignon. Tutte le uve derivanti da agricoltura biodinamica.

Bollicine non particolarmente fini, ma nemmeno troppo aggressive, aiutano a dargli un approccio setoso e morbido. Sono crosta di pane, mandorle e fiori bianchi non dolci che vengono trasmessi dal bicchiere.
Fresco e piacevolmente dissetante, si arrotonda sul palato lasciando una bocca pulita e salivante. Un vino delicato con un pizzico di struttura in più rispetto alla tipologia, perfetto per occasioni come questa.

Vitigni autoctoni: Negretto (Negrettino)

18/02/2012

Il Negretto (o Negrettino) è uno tra i vitigni autoctoni meno conosciuti dell’Emilia-Romagna, che rimane ad oggi l’unica regione italiana dove viene impiantato.
Con questo nome, nel passato venivano indicati i vitigni che avevano una bacca particolarmente scura.
Negli ultimi anni sono stati abbattuti quasi tutti i vecchi vigneti di questa varietà e solo grazie al “Consorzio Vini Colli Bolognesi”  che ne sono stati salvati alcuni biotipi interessanti.

Nel periodo della ricostruzione post-fillosserica il Negrettino fu molto utilizzato per la sua rusticità e in particolare per la sua tolleranza nei confronti dell’oidio, tanto che nel 1902 dei circa 20.000 ettari di vigneti presenti nel Bolognese, circa 14.000 erano di Negrettino. 
Questo vitigno non era però particolarmente indicato per la vinificazione in purezza, e veniva utilizzato come vino da taglio per la sua ricchezza in colore.
Un tempo veniva anche consumato come uva da tavola.

Ha una buona e costante produzione, predilige terreni argillosi e poco fertili. Come forma di allevamento è consigliato il GDC (Geneve Double Courtain) o il cordone speronato, con una potatura corta. Molto sensibile alle brinate e alla botrite.

Nel 2004, presso il Centro di Tebano di Faenza, si è ottenuto un vino di Negrettino in purezza, ma nonostante l’enologia abbia fatto passi da gigante rispetto all’inizio del ‘900, il vino ottenuto non era particolarmente equilibrato. Di colore intenso e con un profilo olfattivo discretamente complesso profilo olfattivo era intenso e complesso ricco di note speziate, profumi fruttati di bacche rosse e amarena, e sentori erbacei. Al gusto, però, era un pò astringente, amarognolo, di media acidità e corposità.

Come dico sempre però non bisogna fare di ogni erba un fascio, infatti alla scorsa edizione di Autochtona, questo vitigno ha vinto un importante riconoscimento: il premio speciale Terroir, andato ad Antonio Ognibene, titolare dell’Azienda Agricola Gradizzolo di Monteveglio (BO), con il suo Naigar Tén 2009.