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I lambruschi dissidenti conquistano la Mole

15/05/2013

lambrusco

E’ un periodo così, in cui la primavera è ancora molto timida e le giornate sono troppo spesso scandite da piogge e nubi. L’altra sera, alla vigilia di Enodissidenze, il cattivo tempo è però rimasto fuori le mura del ristorante “Le Scodelle”, nel pieno centro di Torino, dove invece riecheggiava un’aria gioiosa e ”frizzante “. In questa piccola enclave emiliana la caparbietà di Luigi Fracchia è riuscita là dove molti avevano fallito, e cioè dar voce ai vini emiliani all’interno dell’elitario ambiente  enoico sabaudo.
E avreste dovuto sentire che voce!
I vini serviti a Le Scodelle sono pezzi da novanta del territorio emiliano, vini che non chinano la testa di fronte a nessuno nemmeno nelle zone dove risuona l’eco di nomi come Barolo e Barbaresco.
E lasciatevelo dire da uno che i vini emiliani li beve da sempre 😉

foto di Luigi Fracchia

foto di Luigi Fracchia

Crocizia, Denny Bini, Cinque Campi, bottiglie che si integrano alla perfezione con i piatti del menu e i calici vengono svuotati con celerità impressionante, tant’è che viene da chiedersi come mai sia così difficile reperire vini emiliani in Piemonte. Un nonsense.
Ha ragione l’amico Mauro quando afferma che con vini così si fa davvero fatica a seguire il consiglio “bere con moderazione” .
E c’è stato anche chi ha deciso di mettere da parte per un attimo i canoni della sommellerie e calarsi totalmente nel clima della serata bevendo i lambruschi come usava un tempo e come ancor oggi succede in alcune osterie emiliane di vecchio stampo, ovvero nella scodella!

lambrusco scodella

Amo particolarmente questi eventi dall’atmosfera estremamente friendly dove esce l’altra faccia del vino, la sua origine, la sua storia, il suo lato umano, e la degustazione sembra passare in secondo piano.
Chiacchiere, risate, confronti, la sala ribolle di euforica convivialità, la gente è felice anche solo per il fatto di essere lì, di vivere quel clima.
L’altra sera da “Le Scodelle” usciva l’unica luce di una Torino grigia sferzata dalla pioggia battente.

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Vinix Live #16: Denny Bini

31/12/2012

Il Vinix Live! Tour si sposta ora più a ovest, lasciando la provincia modenese ed entrando in territorio reggiano.

map1
Di Denny Bini ne ho parlato poco tempo fa, in tempi ancora non sospetti per Vinix Live!

Al Luoghetto Denny porterà, oltre ai vini, anche le sue marmellate fatte in casa, vivamente raccomandate da Vittorio. 😉

Il 26 gennaio potrete assaggiare:

levante 90 denny bini

Levante 90 : bianco frizzante, ottenuto dalla vinificazione di un piccolo vigneto dove sono presenti alcune varietà aromatiche, è un uvaggio nato più dal caso che dalla tecnica, che subisce una macerazione di una notte.

ponente 270 denny bini

Ponente 270: rosso frizzante che deriva dall’unione di tutte le uve lambrusche presenti nel vigneto, sottoposte a breve macerazione di 3 gg.

libeccio 225 denny bini

Libeccio 225: rosso frizzante, è l’espressione fedele della rusticità del lambrusco Grasparossa, qui vinificato in purezza. Il vitigno in questa bottiglia si manifesta nella sua versione più schietta e tradizionale.

grecale 45 denny bini

Grecale 45: rosso frizzante da malbo gentile in purezza, un frizzante un pò fuori dagli schemi. Assaggiare per credere.

tramontana 360 denny bini

Tramontana 360: dulcis in fundo il passito (rosso) da malbo gentile. Un fiore all’occhiello nella produzione di Denny. Vendemmiato e lasciato appassire in fruttaio fino a gennaio, dopodicheè vengono diraspati i grappoli a mano, acino per acino e fatti macerare per 40 gg.

Az. Agr. Bini Denny – Podere Cipolla
Via Pomponazzi 29 42100, Coviolo (RE)
Tel. 320/0229600
denny.bini@libero.it

Azienda Agricola Denny Bini

11/10/2012

Era da qualche tempo che “puntavo” i vini di Denny Bini.
Non ricordo esattamente dove ho letto di lui la prima volta, forse in merito a  la Terra trema.

L’altro giorno, trovandomi in zona Reggio Emilia, ne ho approfittato e sono passato a trovarlo.

Denny è un ragazzo giovane e molto disponibile, che ormai da qualche lustro lavora per una cantina sulle colline reggiane.
Produttore artigianale, un piccolo garage sotto casa funge da magazzino per le 6000 bottiglie che ogni anno, dal 2007, gli regalano le sue vigne di Coviolo.
Lambrusco Grasparossa, di Sorbara, Malvasia, Malbo gentile e Spergola sono tra i vigneti che ha impiantato lui stesso nel 2003 nel Podere Cipolla.
Vigneti coltivati con metodo biologico, solo travasi in cantina senza filtrazioni e aggiunta di solo 1/3 della solforosa consentita per i vini BIO: così nascono i vini di Denny Bini.

Durante la visita e la piacevole chiacchierata con lui, abbiamo stappato un “Ponente 270”, rifermentazione naturale in bottiglia di un uvaggio di Grasparossa, Malbo e Montericco (unico blend, gli altri prodotti sono monovitigno), vino che ha ottenuto le onoreficenze della guida Slow Wine. Ora, io sono un pò allergico a queste cose dei premi e delle guide (anche se SlowWine penso sia tra le poche (unica?) discrete), ma immagino che sia davvero una grande soddisfazione per il produttore, soprattutto se giovane e artigianale.
E infatti gli occhi di Denny si illuminavano mentre me lo raccontava.
Un colore intenso e impenetrabile avvolgeva il bicchiere.
Non era troppo felice del brusco risveglio e ha mandato avanti i suoi tannini spigolosi e agguerriti. Ma col passare dei minuti si è pian piano disteso ed è apparso più equilibrato. 
Da seguire attentamente.

Per non sbagliare ho preso una bottiglia di ciascun vino, incluso un passito di Malbo gentile in purezza.
Le uve di Malbo vengono raccolte piena maturazione e lasciate appassire in cassette fino a gennaio, e poi vinificate.
Denny era molto orgoglioso di questo suo prodotto, e del riscontro che aveva avuto tra gli acquirenti.
Bene, sono proprio curioso di provarlo.  😉

P.S. Interessanti anche i prezzi. A parte il passito che costa 13€, gli altri viaggiano ad una media di 4-5€ cadauno.