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Risposta di Franco Maria Ricci di Bibenda

22/12/2011

Pubblico qui di seguito la risposta inviatami per email dal direttore di Bibenda Franco Maria Ricci, alla lettera del post precedente che gli avevo inviato:

Carissimo Andrea,
grazie della tua lettera, sicuramente non fai parte di un popolo che apre la bocca senza sapere che dice…estremamente accalorato senza motivo alcuno.
Ti ringrazio di essere stato diretto con me. Condivido quello che dici perchè lo dici ma non sono d’accordo e rimango della mia idea. 
Ma piccole imprecisioni della tua lettera desidero “precisarle” proprio per la eleganza che dimostri diversa dai tuoi colleghi del web…

 Chi fa la più bella e venduta al mondo Rivista di Vino Italiano e dirige il più grande Centro di Cultura del Vino del Mondo non è così sciocco di non sapere che per parlare di vino bisogna berlo.

 Non è patetico enunciare che bisogna osservare la legge dello Stato. Moltissimi messaggi arrivano in certi orari che destano dubbi se fatti o meno in orario di lavoro…
Ma questa forse è una tara che mi porto dietro per essere stato il Capo del Personale di una Compagnia di assicurazioni con 7.000 dipendenti e averne licenziati 2 per questo motivo.
E’ mio dovere, amico mio, dovere di giornalista fare e dire e alludere è mio dovere!

Non sono d’accordo con quello che dici. Per saperlo semmai di tuo interesse al telefono o personalmente a tua disposizione.

 Buon Natale!

 Franco M. Ricci

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Lettera aperta Franco Maria Ricci direttore di Bibenda

21/12/2011


Gent.mo Sig. Ricci,

ho appena finito di leggere il suo editoriale sul numero 39 di Bibenda (che potete leggere anche qui).
Da quasi un anno ho terminato positivamente la “trilogia” di corsi per Sommelier, che mi hanno dato veramente molto in cultura enologica, non solo un diploma di cui, peraltro, vado molto orgoglioso.
Oltre che Sommelier sono anche uno dei tanti signor X (come chiama lei nel suo articolo) che parla di vino on-line, perché fermamente convinto che ciò sia molto utile, e sono rimasto alquanto deluso perché non mi aspettavo da una persona del suo calibro una polemica così pleonastica. Forse sono io che involontariamente non ho compreso il vero senso delle sue parole, ma non condivido assolutamente le sue idee a proposito di degustazioni virtuali, che non possono esprimere le emozioni e sensazioni date da un vino. Probabilmente, al contrario di quello che lei dice, molte persone hanno apparecchiato la tavola, servito un piatto caldo ed un bel bicchiere di vino ad amici, e magari, al momento dell’assaggio prima di portarlo in tavola, hanno preso appunti per ricordare meglio le sensazioni di quel bicchiere, che il giorno dopo avranno riportato in rete per metterle a disposizione di milioni di utenti interessati.
Se non crede che le degustazioni riportate su Internet possano esprimere le emozioni di quel vino, non si può dire la stessa cosa delle guide? L’unica differenza è che invece di trasmettere sensazioni su pagine on-line, lo fanno su pagine di carta. Anzi, credo che l’informazione data on-line sia ad un livello più evoluto, proprio grazie alla dinamicità data dall’interazione in tempi brevi che ci può essere tra i vari utenti.
Ritengo inoltre veramente sterili, patetiche ed offensive le sue insinuazioni su dove e come ciascuno di noi scrive di vino. Io non mi permetto di alludere a quello che fa lei durante le sue ore di lavoro, e gradirei che lei avesse un po’ più di umiltà e facesse altrettanto. Rispetto la sua non condivisione in merito a certi canali di informazione, ma non accetto che punti il dito alla cieca con accuse infondate.

Cordialmente
Sommelier
Andrea Della Casa