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Vinix Live! #16: Gaetano Solenghi

17/01/2013

In verità non erano tante le volte che avevo sentito parlare dei vini di Gaetano Solenghi. E ci tenevo anche per questo che partecipasse al Vinix Live!  proprio per fare conoscere il suo modo di lavorare e i suoi prodotti. Perchè secondo meritano.

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Gaetano ha 2,5 ha vitati esposti a sud sulle pendici collinari in quel di Borgonovo Val Tidone. 
Le vigne, alcune di parecchi lustri, non godono di nessun tipo di irrigazione. Produce circa 15000 bottiglie all’anno.
I tini in inverno vengono messi all’esterno per provocare naturalmente la precipitazione tartarica. In cantina la fermentazione è condotta esclusivamente dai lieviti indigeni.
I vini rossi vengono lasciati macerare a contatto con le bucce per tempi abbastanza lunghi, e dopo l’affinamento in tonneaux vengono imbottigliati senza filtrazione nè chiarifica. Anche i vini bianchi (fa ortrugo fermo e frizzante) dopo pressatura soffice e travasi vengono imbottigliati senza filtrazione.

vigneto solenghi

Tutti i frizzanti vengono prodotti utilizzando il metodo tradizionale, che anche qui nel piacentino e quello della rifermentazione naturale in bottiglia, che consiste nell’imbottigliare ad inizio primavera il vino contenente ancora un residuo zuccherino che e grazie ai lieviti, con l’innalzarsi della temperatura, sarà rifermentato consentendo la presa di spuma.
Oltre ai frizzanti Gaetano produce anche vini fermi: un Gutturnio Riserva e una Barbera figli di lunghi affinamenti prima in botte e poi in bottiglia. Questo perchè vuole dimostrare che in queste zone da sempre conosciute per prodotti di pronta beva, è possibile anche fare vini di qualità con un buon potenziale d’invecchiamento. Se si va in visita in cantina Gaetano è solito far assaggiare anche vini con diversi anni sulle spalle, proprio per farne capire l’evoluzione nel tempo.
Il risultato è che io me ne sono tornato a casa con una Barbera ’98 e Gutturnio ’97 e ’98.

Gaetano sarà al Vinix Live! con i seguenti prodotti:

Gutturnio Frizzante : come già anticipato prima deriva dalla rifermentazione naturale in bottiglia

gutturnio-frizzante solenghi

Gutturnio Riserva 2008 : un Gutturnio un pò atipico, figlio di diversi anni di affinamento, corposo e lungimirante

Barbera “L’attesa” 2009 : nasce quando nel 1993 con davvero poca barbera prodotta ma molto concentrata decise di farla maturare vino in una botte di legno nuova di 3,5 hl. La materia prima era talmente ricca e tannica che il vino rimase nel tino per un lunghissimo tempo. Questa lunga attesa diede origine al nome

barbera-attesa solenghi

Malvasia Passito “Danza del sole” 2009 : da uve Malvasia di Candia appassite al sole per circa tre settimane e poi pigiate in un torchio verticale, in modo talmente soffice da ottenere appena una resa del 30%

passito solenghi

Azienda Agricola Gaetano Solenghi
Loc. Battibò di Corano, 160 29010 Borgonovo Val Tidone (PC)
Tel. 0523 860352 – Cell. 349 2538574
www.solenghigaetano.com

info@solenghigaetano.com

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Vino senza solfiti a Gualdora

11/12/2012

gualdora

Stefano è un ragazzo milanese che lavorava nelle telecomunicazioni. Un giorno di qualche anno fa, durante un viaggio di lavoro in Africa gli venne un’illuminazione.
Al rientro a casa si licenzia, acquista podere e casale nei luoghi dove, da bambino, passava le estati sui campi, a cavallo del trattore dello zio, e decide che lui è nato per fare il vino.
Si laurea in enologia e nel 2009 ecco la sua prima vendemmia.

La vitivinicoltura dell’azienda cerca di rispettare il più possibile la natura, utilizzando pochi trattamenti ed unicamente a base di rame e zolfo. Anche in cantina l’impatto della mano del vignaiolo è ridotto ai minimi termini. Bandito ogni additivo e utilizzo di solfiti ridotti al minimo.
Questa filosofia è però globale qui a Case Gualdora, dove si utilizzano i pannelli solari per ricavare l’energia per l’abitazione e unicamente la legna per scaldare le mura domestiche. Perchè si è convinti che non solo il vino debba essere sostenibile, ma anche tutta la nostra vita.

Esposizione a sud, collinare, per le vigne.
Nessuna irrigazione, nemmeno in questo torrido 2012.
Circa 10.000 bottiglie in totale, non sufficienti ancora per far quadrare i conti.
Per ora però Stefano non si vuole allargare. Così riesce ad avere tutto sotto controllo, in ogni momento.
Già perchè la vite, perchè dia buoni frutti, va seguita ed accudita, ed in vigna ed in cantina c’è solo lui.

I suoi vini regalano belle emozioni.
Tra tutti spiccano il Malvasia Blanca 2011 (in onore della sua bimba, nata proprio con la prima vendemmia), un frizzante di grande aromaticità  perfetto per gli aperitivi, e i Gutturni frizzante e fermo, che fanno della tipicità e della bevibilità il loro inno.

senza solfiti gualdora

A breve  imbottiglierà un rosso (principalmente Croatina, più un po’ di Merlot) senza nessuna aggiunta di solfiti. Una sfida che già all’assaggio dalla vasca sembra interessante. Trionfo di  profumi ed un sorso fruttato che rinfresca, anche se una sottile scia vanigliata, non pesante ma presente, data dal legno rimane, per il mio palato, un po’ aliena nell’equilibrio del fluido.

Ma oltre ai suoi vini che sono davvero godibilissimi, Stefano è da ammirare per le sue scelte ed il suo approccio con l’ambiente. Se vi trovate sulle strade piacentine, passate a trovarlo. Il suo entusiasmo e la sua solarità vi cattureranno.

Gutturnio “San Bartolomeo” 2006 – Croci

05/11/2012

Siamo al solito “Luppolo e l’uva” a Modena, che apprezzo sia per la buona cucina sia per la carta dei vini decisamente sopra la media.
L’altra sera la scelta è caduta su questo Gutturnio di Croci.
Solo una nota dolente, atipica per il locale e per la passione che il proprietario ha verso vino e birra. La bottiglia era conservata in frigorifero e quindi è arrivata al tavolo (nonostante l’abbiano fatta  riposare un pò fuori frigo prima di servircela) ad una temperatura decisamente troppo bassa.

Per questo motivo non racconterò una degustazione dettagliata, perchè non credo possa dare una visione corretta del vino, ma solo qualche impressione istantanea.
Il freddo ha rinforzato il tannino, che come uno scalatore si arrampica con scarpe chiodate sulla lingua, arricciandola con decisione. Sensazione che cambia in modo inversamente proporzionale al crescere della temperatura.
Anche se il tannino resta comunque scalpitante.
La sostanza c’è (e si vede bene dalle foto, il residuo che rimane nel bicchiere e nella bottiglia è notevole) ed il sorso è comunque succoso. Vino che a parer mio ha grandi potenzialità di crescita, e attenderlo potrebbe valerne la pena.

Anedotto finale divertente (ma anche no).
Tutti gli amici guardavano inorriditi la discreta quantità di residuo depositata in fondo a bicchieri e bottiglia (forse complice ancora la bassa temperatura), e nonostante le mie rassicurazioni non si sono convinti che ciò era un bene.
Purtroppo certi stereotipi sono difficili da scacciare.