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2014: il vino sommerso

29/01/2014
La Cantina di Sorbara dopo l'alluvione

La Cantina di Sorbara dopo l’alluvione

Alla natura non si comanda. Ma è la complicità umana, arrogante e superficiale, che trasforma un evento naturale in un disastro. E per favore non scarichiamo le colpe sulle nutrie.
E fu così che anche il mondo del vino emiliano, modenese in particolare, conobbe la forza distruttiva dell’acqua.
La produzione di Lambrusco in provincia rischia di essere gravemente compromessa.
Alla storica Cantina Sociale di Sorbara, ad una settimana dall’esondazione del Secchia, un reparto è ancora sott’acqua (compresa una parte delle bottiglie di vino) e i motori di molte apparecchiature sono da buttare.
Non è andata meglio alla Cantina della Volta, in quel di Bomporto, duramente colpita dall’esondazione del Naviglio e alla Soc. Agricola Bellei Aurelio e figli, sempre a Sorbara, i cui stabilimenti sono stati sommersi da quasi 2 metri di acqua.
Si è salvato fortunatamente Alberto Paltrinieri dell’omonima cantina, i cui stabilimenti e vigneti sono solo stati lambiti dalla piena.
Senza tener conto degli immani danni a campi e vigneti.
Chi viene da quelle zone racconta di scenari da battaglie belliche.

Puoi vedere il video QUI

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Cena con Vittorio Graziano (e i suoi vini) alla Locanda Marcella

09/10/2013

Venerdì 18 ottobre nella suggestiva location di Festà, sulle prime colline modenesi, la Locanda Marcella ospita Vittorio Graziano, vignaiolo in Castelvetro. I suoi vini saranno la perfetta cornice alla sapiente cucina dello chef Catia Fornari che ci proporrà piatti tipici del territorio modenese cucinati con materie prime di qualità.

cena graziano

Locanda Marcella
Via Festà, 530
Loc. Festà – 41054 Marano Sul Panaro (MO)
059 703027

(Purtroppo le temperature del periodo non consentono lo svolgimento della cena nell’ampio spazio esterno alla Locanda e siccome le sale interne permettono solo 25-30 posti disponibili, ricordo a chi volesse partecipare che è necessaria la prenotazione.

Per chi volesse fermarsi a dormire la Locanda ha camere disponibili.

Per prenotare:
Andrea Della Casa 335-8093194
Locanda Marcella  059-703027)

Lambrusco Reggiano – Mazzi e Tasselli

20/05/2013

lambrusco mazzi e tasselli

Siamo a Rio Saliceto piccolo comune in territorio reggiano laddove la denominazione consente  nel lambrusco l’assemblaggio di numerose varietà di vitigni. Nella fattispecie questo di Mazzi e Tasselli ha origine da un blend di  Salamino, Marani e Ancellotta.
Proprio quest’ultima uva tintoria esprime al meglio le sue capacità e il vino si presenta scuro, cupo, impenetrabile.
La classica vinosità lambruscosa è la prima ad affacciarsi dal calice per poi lasciare il passo ad un naso ricco di frutti di bosco, mirtillo su tutti, prugne e qualche macchia balsamica che anticipano una bollicina leggera, setosa e seducente.
Esibisce i caratteri tipici del lambrusco reggiano, un corpo rotondo e pieno, si distingue poi con una decisa amaritudine che forse ne penalizza un po’ la bevibilità ma gli conferisce personalità e profondità. Il mio gusto approva.
Da servire rigorosamente a temperatura di cantina ed evitare di indurgli ipotermia in frigo. Le basse temperature corroborano pungenza e penetranza delle bollicine, snellendone il corpo e favorendo l’avvento di una sensazione amarognola finale soverchiante e un po’ antipatica.
I  sedimenti sul fondo sono il ricordo della fermentazione in bottiglia

Costo al market bio: 5/6 euro.

I lambruschi dissidenti conquistano la Mole

15/05/2013

lambrusco

E’ un periodo così, in cui la primavera è ancora molto timida e le giornate sono troppo spesso scandite da piogge e nubi. L’altra sera, alla vigilia di Enodissidenze, il cattivo tempo è però rimasto fuori le mura del ristorante “Le Scodelle”, nel pieno centro di Torino, dove invece riecheggiava un’aria gioiosa e ”frizzante “. In questa piccola enclave emiliana la caparbietà di Luigi Fracchia è riuscita là dove molti avevano fallito, e cioè dar voce ai vini emiliani all’interno dell’elitario ambiente  enoico sabaudo.
E avreste dovuto sentire che voce!
I vini serviti a Le Scodelle sono pezzi da novanta del territorio emiliano, vini che non chinano la testa di fronte a nessuno nemmeno nelle zone dove risuona l’eco di nomi come Barolo e Barbaresco.
E lasciatevelo dire da uno che i vini emiliani li beve da sempre 😉

foto di Luigi Fracchia

foto di Luigi Fracchia

Crocizia, Denny Bini, Cinque Campi, bottiglie che si integrano alla perfezione con i piatti del menu e i calici vengono svuotati con celerità impressionante, tant’è che viene da chiedersi come mai sia così difficile reperire vini emiliani in Piemonte. Un nonsense.
Ha ragione l’amico Mauro quando afferma che con vini così si fa davvero fatica a seguire il consiglio “bere con moderazione” .
E c’è stato anche chi ha deciso di mettere da parte per un attimo i canoni della sommellerie e calarsi totalmente nel clima della serata bevendo i lambruschi come usava un tempo e come ancor oggi succede in alcune osterie emiliane di vecchio stampo, ovvero nella scodella!

lambrusco scodella

Amo particolarmente questi eventi dall’atmosfera estremamente friendly dove esce l’altra faccia del vino, la sua origine, la sua storia, il suo lato umano, e la degustazione sembra passare in secondo piano.
Chiacchiere, risate, confronti, la sala ribolle di euforica convivialità, la gente è felice anche solo per il fatto di essere lì, di vivere quel clima.
L’altra sera da “Le Scodelle” usciva l’unica luce di una Torino grigia sferzata dalla pioggia battente.

Impressioni di Lambrusco

18/03/2013

lambrusco1

Come già scritto qui il weekend scorso il Castello di Levizzano è stato teatro dell’anteprima della nuova annata del Lambrusco. Oltre 30 aziende produttrici si sono riunite per 2 giorni in questa suggestiva location.
Tante degustazioni e piacevoli incontri con nuovi e vecchi amici.
Qui di seguito un’istantanea di alcuni assaggi:

Cantina Zucchi (San Lorenzo): produce Sorbara in purezza forse di approccio non facilissimo ma di buona personalità. Il “Rito” ha infatti un’acidità a dir poco tagliente, mentre il “Marascone” è un Sorbara con aggiunta di Salamino che lo rende più rotondo e meno spigoloso.

Cantina della Volta (Bomporto): dopo che il marchio di famiglia (Bellei) è stato acquistato da Cavicchioli, Christian nel 2010 diventa protagonista di questa nuova realtà che con un pizzico di innovazione produce una linea di Metodo Classico tutti (bianco a parte) da uve lambrusco di Sorbara in purezza. Secondo il creatore “..questa metodologia aumenta la longevità del prodotto”. Unico a distinguersi il “Rimosso” un Sorbara figlio di rifermentazione naturale in bottiglia senza sboccatura. Tutti vini puliti, decisi e piacevoli, ma il mio palato strizza l’occhio alla tradizione.

Azienda Agricola La Piana (Castelvetro): interessante realtà condotta dal giovane Mirco che conduce le vigne secondo i principi dell’agricoltura biologica. Il “Magia Nera” è un lambrusco Grasparossa (con aggiunta di Malbo Gentile) amabile. Sebbene io non ami la tipologia devo dire che questo vino è comunque gradevole e mai stucchevole. Il “Lacrime di Bosco” (Grasparossa + Fortana) ha buon equilibrio e morbidezza, mentre molto particolare è il “Noi Due” rosato da Grasparossa e minime quantità di Sorbara, che regala profumi di fragola, lamponi e note di mandorle, dal sorso fresco e invitante.

Azienda Agricola Paltrinieri Gianfranco (Sorbara): nota realtà modenese, è stata tra i miei migliori assaggi fatti domenica. Il “Sant’Agata” è, diciamo così, la versione base del loro Sorbara, rifermentato in autoclave ha davvero una buona beva. Così come “Leclisse”, sempre Sorbara in purezza con un gusto più complesso e croccante. Il “Radice” (quello che più mi ha affascinato) deriva da uve Sorbara in purezza coltivate nella zona storica del vigneto, è l’unico rifermentato in bottiglia che gli conferisce maggior corpo e pienezza.

Tenuta Pederzana (Castelvetro): davvero un grande assaggio il suo “Grasparossa della tradizione”, piacevole, equilibrato, non schiumoso*, da abbinare anche a piatti importanti. Bella scoperta. Produce anche il “Cantolibero” un Grasparossa senza solfiti aggiunti, di acidità vibrante e con un tannino levigato.

Fondo Bozzole (Poggio Rusco – MN ): altra bella scoperta. Dal 2007 vinificano le loro uve che prima conferivano alla cantina sociale. Dal 2010 seguono la coltivazione biologica sia in vigna che in frutteto. Il lambrusco “Incantabiss” da Ruberti in purezza e il lambrusco “Giano Et. Nera” da salamino in purezza sono 2 rossi armoniosi, succosi e di ottima digeribilità. In un prossimo futuro pensano di provare a vinificare con il metodo della rifermentazione in bottiglia e l’utilizzo di lieviti indigeni. Da seguire con attenzione.

Agricola del Farneto (Tressano di Castellarano – RE): azienda iscritta all’associazione VinNatur utilizza metodologie biodinamiche in vigna, niente chimica e soli lieviti indigeni durante la vinificazione.
Siamo diventati subito amici. 😉
Marco ha iniziato per passione, ed è con la stessa passione che sta portando avanti il lavoro in campagna. A 50 anni, mantenendo il suo lavoro, ha deciso di provare ad inseguire un sogno “…ma è davvero dura” ammette.
Il “Lambrezmein” (lambrusco + marzemino) è un connubio interessante che pare aver trovato un propria linearità. Mentre il bianco da spergola e sauvignon (due uve molto simili tanto che un tempo si pensava fossero una varietà unica) è  prodotto sia fermo che frizzante ed è caratterizzatto da una buona beva, con un tocco appena rustico e amarognolo. Mi ha convinto meno il suo “Caberzmein” (Cabernet Sauvignon + Marzemino), ancora eccessivamente rude e scontroso, con tratti un pò legnosi. Dopo una lunga chiacchierata mi sono ripromesso di andarlo a trovare in cantina. Il suo approccio agricolo mi incuriosisce.

*= per schiumoso io intendo un vino che crea una “frizzantezza” eccessiva che forma una schiuma tipo birra, che in bocca impasta un pò e ti dà un’idea di pesantezza dopo la deglutizione (mi è capitato soprattutto con certi Grasparossa)

Emilianizzazione

11/03/2013

Se provate a scorrere i post dalla nascita di questo blog (un paio di anni fa) fino ad oggi vi accorgerete che negli ultimi mesi è forte in me la tendenza a riempirmi il calice di vino emiliano. Non è una casualità ma una scelta fortemente voluta perchè mi sono reso conto di non conoscere veramente a fondo le qualità enoiche della mia regione.

locandina

Mi sono allontanato da questi vini frettolosamente e con troppa leggerezza forse a causa di bevute sbagliate, in gioventù, quando all’osteria con gli amici ci si andava per sbaraccare e non per il cibo. Tra quei tavoli la parola d’ordine era quantità, mai qualità.
Segnato da queste esperienze ho passato un periodo dalla parte di quella folta schiera di persone che solo a sentire la parola lambrusco gli si drizzavano i capelli. Avevo condannato con (in)giustizia sommaria il nostro vino più famoso. Col tempo ho imparato a non generalizzare mai.

Poi un approccio diverso al mondo del vino e alcune bevute interessanti mi hanno portato alla riflessione e a voler indagare in modo più approfondito tra le cantine “di casa”, e la scoperta di prodotti e produttori di notevole livello qualitativo mi ha stimolato a continuare in questa “caccia” ai tesori dell’Emilia.
Quel mio errore grossolano di (pre)giudizio è stato la molla per convincermi ad organizzare il Vinix Live! con l’intento di far conoscere alcune delle eccellenze enoiche della regione ed evitare che altri rischiassero di imboccare come me la via sbagliata.
Per ora ho mosso solo il primo passo e la curiosità di conoscere sempre più intimamente la realtà vinicola che mi circonda è alta, perciò preparatevi a trovare tra queste ed altre pagine sempre più Emilia nel mio bicchiere.

To be Lambrusco

06/03/2013

to be lambrusco

Sabato 9 e domenica 10 marzo sarà di scena l’evento biennale “To Be Lambrusco“.
Nella splendida cornice del castello di Levizzano si potrà degustare il Lambrusco in tutte le sue “forme”. Gli appassionati potranno infatti assaggiare questo vino delle diverse zone di produzione, da Parma a Mantova passando da Reggio Emilia e Modena. La manifestazione organizzata dai soci del Simposio dei Lambruschi quest’anno sarà un’anteprima della nuova annata (vendemmia 2012) e sarà molto ricco di eventi abbinati che spaziano dalle tavole rotonde ai cooking show, dalle degustazioni dedicate fino alla cena di gala di chiusura (aperta al pubblico su prenotazione) dove cucineranno quattro cuochi stellati dalle quattro province sopra citate di produzione tipica del lambrusco. Saranno ovviamente presenti anche anche tantissimi produttori.

Scarica qui il programma in pdf: To be lambrusco 2013