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Azienda Agricola “Il Lorese” – Vino Cotto

18/07/2011

Causa un impegno lavorativo in territorio marchigiano, ho approfittato dell’occasione per ampliare un pò i miei limitati orizzonti enologici.
Meta del mio impegno era Cerreto d’Esi, e, memore di recente lettura del celebre libro “Vino al vino” di Soldati, ho iniziato a cercare in rete dove poter trovare il tipico vino cotto marchigiano.
Senza allontanarmi più di tanto dalla via maestra ho trovato questa azienda a Loro Piceno (il paese del Vino cotto).

Il vino cotto ha origine remote. Un tempo i mezzadri che coltivavano la vigna davano il prodotto al padrone del terreno, escludendo quella parte di uva danneggiata o ammuffita. Quest’ultima, per allungarne la conservazione, veniva scottata. Infatti in epoche antiche il primo nome di questo vino era proprio “vino scottato“.

Arrivo in tarda mattinata alla suddetta azienda, e, dopo un piccolo e simpatico equivoco (vengo scambiato per un venditore di stampanti! 😯 ), vengo accolto con grande cortesia e disponibilità dal signor Simone e suo nipote Cristian.
E’ davvero molto interessante ascoltare le loro spiegazione sulla storia e la produzione del vino cotto. Produzione che va avanti da tre generazioni, e che ora stanno cercando di incrementare, ora che (dal 2002) è stato riconosciuto come prodotto alimentare. Prima era possibile la vinificazione solo per consumo personale, la vendita era vietata.

Derivante da uve autoctone (montepulciano, sangiovese e trebbiano), il mosto dopo la pigiatura viene fatto sobbollire lentamente anche per 12 ore (!) fino a che non ha raggiunto circa 30-32 gradi Babo di residuo zuccherino, con una diminuzione di volume di circa 1/3.
Dopodichè viene messo in vecchie botti che già hanno contenuto del vino cotto (importante perchè contengono residui e la fermentazione si innesca più facilmente) e lì viene lasciato maturare per almeno 4-5 anni (!) prima di essere imbottigliato, senza effettuare nessuna solfitazione, ma solo una filtrazione grossolana.

Dopo l’affascinante parte teorica siamo passati a quella pratica.
Mi hanno fatto visitare la loro cantina e assaggiare vino cotto di annate diverse. Scrivo così anche se in realtà il vino cotto non è mai d’annata, è un pò come il Marsala, deriva da miscele di annate diverse.
Il primo assaggio è stato un vino cotto in botte da solo un anno e quindi, come già mi era stato anticipato, decisamente acerbo. Di colore ambrato  scarico, al gusto infatti si rivela decisamente acidulo, non molto equilibrato, ma in ogni caso non del tutto spiacevole.
La seconda degustazione riguardava un vino cotto prossimo all’imbottigliamento. Prodotto decisamente di altro livello rispetto al precedente. Colore scuro, intenso, maggior equilibrio gustativo, morbido, dolce, veramente piacevole.
Infine mi hanno fatto provare un vino cotto di circa 10 anni (o meglio: in cui vi era parte del vino che aveva almeno 10 anni). Intensamente profumato, caramello, fichi, marmellata, frutta secca, miele…. veramente un ventaglio impressionante di sentori. E la bocca non tradisce il naso. Anche al gusto si presenta morbido, dolce, robusto, con una grande struttura, tutto supportato da un’ancora ottima spalla acida. Davvero un bel prodotto!

Peccato purtroppo che questa tipologia di prodotto sia poco conosciuta fuori dalla regione, perchè è un ottimo vino da dessert.

Al termine della mia visita, prima di salutare e ringraziare per la loro squisita disponibilità Cristian e Simone, faccio scorta di qualche bottiglia da portarmi a casa, per fare da piccolo ambasciatore del vino cotto in Emilia-Romagna.

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