Posted tagged ‘modena’

2014: il vino sommerso

29/01/2014
La Cantina di Sorbara dopo l'alluvione

La Cantina di Sorbara dopo l’alluvione

Alla natura non si comanda. Ma è la complicità umana, arrogante e superficiale, che trasforma un evento naturale in un disastro. E per favore non scarichiamo le colpe sulle nutrie.
E fu così che anche il mondo del vino emiliano, modenese in particolare, conobbe la forza distruttiva dell’acqua.
La produzione di Lambrusco in provincia rischia di essere gravemente compromessa.
Alla storica Cantina Sociale di Sorbara, ad una settimana dall’esondazione del Secchia, un reparto è ancora sott’acqua (compresa una parte delle bottiglie di vino) e i motori di molte apparecchiature sono da buttare.
Non è andata meglio alla Cantina della Volta, in quel di Bomporto, duramente colpita dall’esondazione del Naviglio e alla Soc. Agricola Bellei Aurelio e figli, sempre a Sorbara, i cui stabilimenti sono stati sommersi da quasi 2 metri di acqua.
Si è salvato fortunatamente Alberto Paltrinieri dell’omonima cantina, i cui stabilimenti e vigneti sono solo stati lambiti dalla piena.
Senza tener conto degli immani danni a campi e vigneti.
Chi viene da quelle zone racconta di scenari da battaglie belliche.

Puoi vedere il video QUI

“Vino in Valle” a Modena!

19/11/2013

Vino in valle

Anche Modena entra finalmente tra le tappe del “Vino in Valle Tour”!
Sabato 23 novembre sarà lieta ed onorata di ospitare Enofaber, all’anagrafe Fabrizio Gallino, che ci presenterà il suo libro “Vino in Valle” narrandoci le storie dei vignaioli eroici della Valle d’Aosta e introducendoci alle meraviglie di questo territorio anche grazie ad assaggi di vini e prodotti valdostani.
L’evento si svolgerà alle ore 11.30 presso Archer, il nuovo locale di Marina Bersani, sito in Via Cesare Battisti 54 nel centro storico della città Ducale. Un ringraziamento particolare va anche a Stefano Malagoli che con abile maestria si è prodigato per mettere in piedi questo avvenimento.

C’entro in cantina a Modena

11/09/2012

Anche quest’anno, durante i mercoledì settembrini, il vino sarà protagonista nel centro storico di Modena.
Saranno 4 (ora già 3 😉 ) le serate dove poter degustare calici di vino in diversi locali nel cuore della città.

Presso i locali aderenti o l’ufficio di Modenamoremio, con soli 10,00 euro si potrà ritirare il calice e 3 buoni degustazione da usufruire nei vari ristoranti, bar, enoteche che circondano la Ghirlandina.

Mercoledì scorso sono stati protagonisti i vini del Sud, il 12-09 sarà la volta delle bollicine, e a seguire i successivi mercoledì toccherà prima ai vini bianchi ed infine ai vini del Nord.
Il tutto passeggiando e ammirando il piacevole nucleo storico modenese.
Per consigli su locali e simili, non esitate a domandare.

Qui sotto potrete scaricare la mappa in pdf delle vie del centro con i locali aderenti all’iniziativa.
Ed ora non vi resta che armarvi di calice e partire e…buoni assaggi! 😉

Scarica mappa in pdf dei locali

Lambrusco a km 0

25/05/2012

Lungo il rientro dal lavoro, a due passi da casa, mi imbatto spesso in un cartello che invita ad entrare in una cascina e acquistare del vino a km 0.
L’altro giorno, complice anche un seguente cartello che pubblicizzava fragole, ho deciso di fermarmi e fare qualche acquisto campagnolo.
Fragole per la macedonia e finchè c’ero, punzacchiato dalla curisità,  mi son detto: “Perchè non provare anche una bottiglia?”.
Le opzioni erano discrete: un Lambrusco di Modena, un Pignoletto+Trebbiano, un moscatello dolce e un Lambrusco tipo Sorbara.
L’indice della scelta ha puntato il Lambrusco di Modena, per la modica cifra di € 2,50 con etichetta (senza €1,90)

Una breve pausa in frigo prima di essere subito stappato durante un’aperitivo la sera stessa, dove, quasi a sorpresa, ha ricosso consensi praticamente unanimi.
Vino giovane, fresco, beverino, anche se credo che la bassa temperatura gli abbia dato un certo sostegno. Profumi vinosi e fruttati nascono dal bicchiere purpureo, il liquido croccante e carnoso dimostra freschezza ben bilanciata senza particolari spigolosità. Leggero e immediato, rimane però un pò compatto nel sorso, rigido, e anche dopo qualche secondo fatica un pò ad appropiarsi omogeneamente del palato.
In sostanza è comunque un vino piacevole e gioioso, ottimo per i presumibili numerosi aperitivi in vista dell’imminente estate.

14-5: Degustazione a Modena

12/05/2012

Interessante degustazione Lunedi 14 maggio a Modena. Dalle ore 17,00 fino alle 21,00 Federico Graziani e Marco Pozzali presenteranno il loro noto libro “Grandi vini di piccole cantine”. Siccome all’evento parteciperanno con i loro vini in degustazione i vari Ar.pe.pe, Maule, Dalzocchio, Busso etc.., è facile intuire che “piccole” è riferito alle dimensioni, in quanto a livello qualitativo queste cantine sono già “grandi”.

Ode al lambrusco

12/04/2012

Si ricorda che Luigi Bertelli, meglio noto come il Vamba, nel 1888 durante la cena del giovedì grasso in compagnia dei suoi più cari amici scrisse un poemetto in onore del Lambrusco.
Il menù prevedeva piatti classici della tradizione emiliana tra cui tortellini di Bologna e zampone di Modena, mentre per il vino fu scelto un Lambrusco di Sorbara.
Ad un certo punto, con la compagnia piena d’allegria, fu chiesto al Bertelli di comporre un’ode al magnifico liquore da lui decantato durante la cena.
Il risultato fu il seguente:

“Guarisce l’emicrania e il rafffreddore
il mal di nervi e la malinconia
scaccia del morbo asiatico il timore
che è la causa maggior della moria,
sopra il convulso ha poi tal potenza
che cessa al sol odor la tremolenza.

Chiarifica le idee… Oh! Se alla Camera
ne tracannasser certi Deputati
(tenendone provvista in anticamera)
d’ogni ragion tosto chiarendo i lati,
volar per l’aula niun vedria più mai
fra il diavolio… soltanto i calamai.

Oh! se bevesser tutti un tal liquore
ritornerebbe a noi l’età dell’oro,
ché ognun faria di miel l’anima, e il core
zucchero diverrebbe e fra di loro
s’amarebber di cuor gli uomini tutti
e sparirebber dalla terra i lutti.

Oh! liquor glorioso almo e giocondo
che hai d’Esculapio i merti e il buon umore
risvegli in ogni core in fondo in fondo
cacci ogni affanno e plachi igni dolore,
O balsamo divin dimmi che sei
se il nettare non se’ tu degli dei?”

Sistemi di allevamento della vite: Bellussi

07/03/2012

Il Bellussi (o Belussi o Raggi) era una forma di allevamento molto diffusa nel modenese parecchi anni addietro, ora ormai in disuso, anche se qualche “zoccolo duro” ancora è rimasto.

Sistema con un sesto d’impianto ampio (in genere 8×4 mt.) che dava un’elevata vigoria alla pianta. I pali in legno erano appoggiati ad una base di cemento, collegati tra loro attraverso fili che venivano poi fissati al terreno. I pali non essendo piantati a terra avevano una durata maggiore in quanto meno soggetti a marciume. Intorno ad essi venivano piantate 4 (o 2) piante che avevano un cordone permanente obliquo rispetto al tronco, su cui venivano lasciati i tralci di 1 anno a 10-12 gemme (in media circa 90-100 gemme per ceppo) piegati ad archetto in inverno con la potatura secca.
Le piante allevate a Bellussi erano solitamente innestate su un portainnesto vigoroso come il Kober 5BB (o il Golia utilizzato spesso per il Lambrusco Grasparossa).

Forma di allevamento di altezza elevata (la punta del cordone arrivava intorno ai 4 mt.) che riduceva il rischio di gelate delle gemme, ma che rendeva scomoda e difficoltosa sia la potatura che la raccolta, con costi elevati di manodopera (circa 100 ore all’ettaro). 
L’unica possibilità di abbattimento del monte ore poteva essere la speronatura dei tralci dell’anno a 3-4 gemme, il che consentiva di eliminare il tempo della legatura.

Proprio per questi fini, alla fine degli ’90 è stata sperimentata un potatura corta su un vigneto di Grasparossa di 28 anni. L’intervento ha determinato inizialmente un aumento della vigoria, probabilmente scatenando anche la schiusura di gemme latenti, a discapito della produzione, ma dopo una prima fase di assestamento, le viti speronate hanno dimostrato di ricostituire un buon equilibrio vegeto-produttivo.

Impianto Bellussi a Castelnuovo Rangone (Mo)

In conclusione la potatura con speroni a 3-4 gemme, pur inducendo una minore produzione e un risultato qualitativo non significativamente diverso rispetto agli altri carichi di gemme, consentiva comunque di affermare che il Lambrusco Grasparossa si adatta bene alla potatura corta, consentendo di ottenere un certo risparmio nei costi di gestione del vigneto.

In ogni caso la scomodità per i lavori manuali e meccanici hanno fatto si che questo sistema sia andato sempre più nel dimenticatoio a favore di impianti che meglio si adattano alla meccanizzazione (vedi GDC).