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Una gita a Montepulciano

29/04/2012

Sono passati ormai 6 anni da questa visita, ma il ricordo è ancora vivo e presente.
Nel giugno 2006, assieme alla mia compagna, dedicammo l’ultimo giorno delle vacanze marine alla visita di Montepulciano, paesino a noi noto principalmente per il Nobile che lì veniva prodotto.
Erano i tempi in cui per me tutti i vini e tutte le cantine erano (quasi) uguali.

Dopo qualche giorno di soggiorno in quel di Scarlino, sulla strada del ritorno facemmo tappa in questo bellissimo borgo, arroccato sopra ad una collinetta.
Lasciata l’auto ai piedi del paese c’incamminammo tra i vicoli lenti e silenziosi.
Siccome l’orario d’arrivo corrispondeva  a quello del pranzo decidemmo di sederci a spazzolare un piatto di meravigliosi pici con le briciole, prima di cominciare le “fatiche” enoiche.


 Nel centro del borgo sono ubicate diverse cantine, e non avendo preferenze ciascuna rappresentava una buona occasione per una fermata degustativa.
Luoghi davvero incantevoli e pittoreschi, tonneaux enormi facevano da sentinelle al nostro cammino in questi passaggi sotterranei dove archi in pietra sovrastavano le nostre teste.
Oltre al vino ciascuna cantina aveva anche apposite zone dedicate alla stagionatura del pecorino. Qui era possibile trovarlo in una moltitudine di varianti: sotto cenere, alle erbe, alle vinacce etc…

Ogni nostra tappa era segnata, ovviamente, da un bicchiere di vino ed un assaggio di formaggi.
Per questo, prima della ripartenza verso casa necessitammo di una piccola pausa di relax sopra ad una panchina assolata di un parco (oblio), per smaltire i postumi alcolici 😉 .

Col senno di poi (e con un pò di esperienza) forse avrei puntato ad altre cantine nella zona, ma forse fu proprio questa mancata organizzazione a rendere la visita davvero piacevole e rilassante.
Nonostante tutto ciò sia fatto quasi a misura di turista, Montepulciano è un borgo davvero affascinante che merita senz’altro una visita approfondita.

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Umbria Rosso “San Valentino” 2006 – Paolo Bea

04/02/2012

Ne ho sempre sentito parlare bene, ma trovare bottiglie di Giampiero Bea in giro non è cosa affatto semplice.
Quindi se Maometto non va alla montagna…decido di contattare direttamente la cantina e farmene spedire qualche bottiglia.

La prima che decido di aprire è questo Umbria Rosso “San Valentino” annata 2006, imbottigliato nel 2009, come riporta la sempre esaustiva etichetta, scritta a mano,  che viene impressa su ciascuna bottiglia prodotta. Questo IGT è prodotto da un uvaggio di uve locali, Sangiovese, Montepulciano e Sagrantino, cosa che apprezzo sempre in un vino.

Si presenta con un colore rubino buio, impenetrabile, al naso porta profumi di prugna e di viola, note ferrose accompagnate da un leggero sentore iodato, e sul finire anche un ricordo di incenso.
In bocca esprime subito un buon corpo e scivola setoso su tutta la lingua. Fruttato, polposo, dotato di una buona dinamicità e con una punta tanninica che rilascia un leggero e piacevole retrogusto amarognolo.
L’alcol è ben presente (13,5°), ma magistralmente bilanciato con un’ottima struttura. Spesso capita che in molti vini, l’alcolicità si scompone proprio sul finale, quando dopo la deglutizione ti lascia una leggera ma fastidiosa sensazione di bruciore in gola, cosa che qui non succede assolutamente. Vino genuino e di buona beva, lascia in bocca un durevole ricordo di un gusto fine e caratteristico.

Alla prima prova Bea non tradisce, le positive voci sentite su questa cantina trovano pieno riscontro nel mio primo assaggio.

Montepulciano d’Abruzzo 2006 – Praesidium

05/01/2012

Seguivo da parecchio tempo quest’azienda, senza però mai aver avuto l’occasione di assaggiare i loro vini.
Niente certificazioni biologica o biodinamica , ma un grande rispetto per la terra e la vigna contraddistingue il lavoro di Ottaviano ed Enzo. L’attività nel vigneto è caratterizzata dall’assenza di irrigazione, da concimazioni organiche e dall’uso di  rame e zolfo come unici alleati contro le malattie, mentre in cantina i lieviti autoctoni e le decantazioni statiche senza filtrazioni contribuiscono ad ottenere un prodotto naturale e di qualità.

Colore – questo Montepulciano si presenta con un colore intenso, un vivace rosso rubino fitto.
Profumo – al naso mostra una buona complessità olfattiva, composta da profumi fruttati di ciliegie
 e lamponi, note speziate tra cui spicca il pepe nero, e una leggera nota minerale che ricorda la pietra focaia.
Gusto – al palato rivela la tipicità del vitigno, mostrando un tannino ancora rustico ma non eccessivamente astringente. L’ingresso in bocca è penetrante, e si rivela subito succoso, di buona struttura e personalità, con una
  pungente freschezza e una mineralità percepibile.

Vino ancora un pò ruvido, anche se rappresenta già
una buona bevuta. Da attendere ancora un pò per godere delle sue grandi potenzialità che già si denotano chiaramente.