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Fungo vs fungo

18/05/2012

Forse qualcuno ancora non conosce l’Ampelomyces quisqualis.
E’ un un fungo parassita che sta dalla parte dei buoni. Normalmente presente in natura viene utilizzato per il controllo biologico dell’oidium tuckeri (volgramente oidio), diventando una validissima alternativa allo zolfo.

Le sue spore paralizzano il micelio dell’oidio vi penetrano all’interno e lo parassitizzano (il cosiddetto iperparassitismo = parassitizzazione di fungo parassita). Questo microrganismo può essere conservato a temperatura ambiente per circa 1 anno e a 4-7° per circa 2 anni.
Se si utilizza una strategia preventiva, cioè applicando il fungo prima dell’avvento della malattia, agisce anche come competitore occupando la nicchia ed impedendo così al fungo dell’oidio di germinare sulla pianta.

Non dà fitotossicità e rispetto allo zolfo, la cui azione è fortemente limitata al di sotto dei 20°, agisce a temperature più basse e quindi utile in caso di attacchi tardivi (anche se in realtà l’oidio ha un optimum di germinazione intorno ai 25-26°).
Essendo un metodo di lotta relativamente “nuovo” non ha il problema di sviluppare ceppi resistenti per ora. Inoltre non è tossico per altri insetti utili (es. acari fitoseidi), non lascia residui sull’uva e non interferisce nè sulla vinificazione nè sulle caratteristiche organolettiche del vino.

Questa validissima strategia a basso impatto ambientale mi porta a pensare che al momento, la ricerca ed il rafforzamento della presenza di organismi antagonisti siano una delle vie migliore da seguire per combattere le fitopatologie e per potenziare un agricoltura sostenibile.

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