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Antica Osteria del Mirasole: la cucina

23/05/2012

A grande richiesta riporto qui di seguito la cronistoria dei piatti che si sono susseguiti al nostro tavolo accompagnando il barbera Monleale di Massa.
(chiedo preventivamente scusa ai ragazzi de La Grande Abbuffata per avergli scippato qualche foto visto che non ho avuto l’accortezza di farne personalmente)

L’ottimo servizio comincia con un calice di spumante fresco e tocchettini di ricotta, in cui abbondava la percentuale di panna, e per ciò molto saporiti. Seguono a ruota due bruschette con pomodorini, olio e origano. Sarà la mia passione per queste stuzzicherie mediterranee, ma ne avrei mangiate a secchi.

La carta dei primi ci fa scegliere: maccheroncini al torchio alla crema di latte d’affioramento, con spalletta di iberico e carciofi, e spaghetti al torchio con broccoli, cipollotti e guanciale. Due piatti vellutati e gourmand.

Proseguiamo poi con una frittatina morbida di cipollotti (buona anche se un pò unta) e sardoncini sulle braci con radicchio di campo e pomodorini, il tutto accompagnato da una porzione di patate al forno.

Menu dei dolci alla mano si opta per una cremoso gelato alla panna d’affioramento con marmellata e per i libidinosi biscotti di mandorle burrosi e friabili con zabaione.
Caffè per concludere.

Locale piccolo e davvero accogliente, servizio curato e cucina gustosa.
Se siete da quelle parti non mancatelo.

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Barbera Monleale 2007 – Walter Massa

22/05/2012

Era una serata di pioggia battente quando, in dolce compagnia, approdai  all’Osteria del Mirasole, a San Giovanni in Persiceto nel cuore della provincia bolognese. Locale scelto in seguito a lettura della recensione sul blog lagrandeabbuffata.

Locale caldo e accogliente, in stile vecchia trattoria, proprio come piace a noi. Visto il tempo da lupi ci posizioniamo nel tavolo più vicino al camino/griglia, mentre ci accoglie un rapidissimo servizio.
Come preventivato i vini sono l’unica “pecca” (se di pecca si può parlare) del locale. Sembra una carta un pò turistica, con nomi altisonanti e mainstream (e anche un pò carucci), ma pochi vini “veri”. Nonostante ciò qualcosa di interessante siamo riusciti a trovarlo. Il ballottaggio è stato tra il Dolcetto di Pecchenino e il Monleale di Massa.
L’ha spuntata quest’ultimo al fotofinish.

Vino opulento ma non grasso, morbido, polposo, rotondo, che non manca mai di succosità. Ignaro dell’operato di Massa mi viene da pensare ad un passaggio in legno piccolo, ma non nuovo.  Diffonde vaniglia e cacao, pepe e noce moscata, assieme a marmellata di un frutto che pare prugna.
Grande complessità, non un semplice vino da pasto. Prezzo sui 20-22€.
Scoccia, e molto, non arrivare al fondo, ma il fantasma dell’alcoltest semina terrore (e l’etichetta diceva 14,5°).