Posted tagged ‘prezzo vino’

Discorso ovvio e banale

24/04/2012

Poco tempo fa Filippo Ronco ha pubblicato un interessante post su Vinix riguardo alle problematiche su filiera del vino e prezzi. Io non voglio addentrarmi ulteriormente in merito anche perchè credo siano sufficienti i commenti approfonditi e derivanti da persone ben più competenti di me in materia.

Un paio di cose forse semplici e un pò banali però vorrei esprimerle.
Parto dal presupposto che chiunque abbia diritto ad un guadagno e a portare a casa il pane. Non so ora se quella lettera firmata da diverse enoteche sia nata da un calo delle vendite, ma se questo è stato il motore principale mi sento di dire che probabilmente il problema non sono i produttori che vendono a prezzi più convenienti, ma la gente che ha meno soldi in tasca.

Il vino non è un bene primario e va da sè che in periodo di austerity siano proprio questi beni “extra” ad essere eliminati o ridotti dalle spese quotidiane di ciascuno di noi.
Se in più aggiungiamo che nella GDO si possono trovare bottiglie a prezzi notevolmente inferiori si capisce già quale sarà la scelta degli italiani.
Ovviamente la qualità sarà ben differente.

Proprio qui volevo arrivare.
Si incita sempre più la gente verso un consumo (non solo di vino) più consapevole e qualitativamente migliore, si combattono battaglie per un’agricoltura biologica e sostenibile, ma troppo poco spesso si affronta la problematica del costo per il consumatore.
Serve a poco partecipare a fiere per pubblicizzare il proprio prodotto se poi per acquistarlo devo fare un mutuo. Ok, ho capito che sia qualitativamente che dal punto di vista salutare il tuo prodotto è molto meglio di altri, ma se non arrivo ad acquistarlo tutto rimane vano.
A questo proposito credo siano emblematiche le parole del grande Lino Maga (quello del Barbacarlo per intenderci) durante una chiacchierata con Danilo Gatti.
E’ chiaro che più il prezzo aumenta più si stringe la cerchia di persone che ha possibilità di acquisto. E meno gente acquista meno vino si vende.

Io non voglio assolutamente eliminare enoteche e/o distributori, perchè ritengo possano essere importanti nella diffusione della cultura del vino, e sono anche convinto che la gente continuerà ad andare in enoteca anche se ogni tanto riesce a spendere qualche euro in meno direttamente in cantina. Per il semplice fatto della maggior varietà che può trovare e per l’impossibilità (economica e fisica)  di raggiungere certe cantine.

Invece che stroncare ogni iniziativa di riduzione dei costi, bisognerebbe cercare di arrivare ad un compromesso, perchè in Italia si producono ottimi vini, ma si fa poi di tutto per non renderli accessibili alla maggioranza.

Il prezzo del vino

23/11/2011

L’altro giorno mi è capitato per caso tra le mani un volantino pubblicitario di una nota marca di supermercati, con il quale promuoveva il catalogo vini dell’autunno 2011.

Ho sfogliato così a caso, di fretta.
Mi balza all’occhio un Barbaresco (tra le più datate e note garantite italiane) che viene venduto a €9,50 ( 😯 ).
Ok, qui allora c’è da porsi alcune domande.
Come mai ci sono Barbaresco che costano dai €30- 50 e qui con meno di 10 te lo porti a casa? Dove sta il trucco?
E’ il proprietario che vende il vino a €50 a farci un guadagno da paura o è il Barbaresco da €10 che è degno solo del lavabo?

Chiariamoci, io non sono dell’idea che se un vino costa molto è buono, viceversa è scadente. Ma dobbiamo essere realisti e capire che produrre vino ha i suoi costi. Non solo, bottiglia, marketing etc.., ma anche e soprattutto costi a partire dalla vigna (ore passate in campo, potature, diradamenti, vendemmia etc…). Quindi un pò diffiderei di vini che costano pochi spiccioli. Vuoi che abbiano un’alta resa, vuoi che riescano ad abbattere miracolosamente tutti i costi, vuoi che sia un vino da tavola (non è però il caso del nostro Barbaresco) senza particolari controlli di qualità. Però a tutto c’è un limite. Un vino che costa €2 forse non proviene dall’uva!

Tornando al nostro di cui sopra bisogna ricordare qualche punto che un vino deve avere per conquistare la Garantita: “[…]le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti a  denominazione di origine controllata (DOC) da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati […]”.
Ricordo che tali vini prima di essere messi in commercio vengono sottoposti anche a vari esami organolettici che certifichino il rispetto dei requisiti (praticamente questi esami devono attestare che il prodotto sia di ottima qualità).
Tutti i vini possono essere buoni, ma qui si parla di ottima qualità.
Che quello che costa €50 sia “più ottimo di quello che ne costa €10?
Forse certi controllo dovrebbero essere più scrupolosi, se non è un vino da Barbaresco, (come dice la legge “…di particolare pregio […] rispetto alla media…”) gli si dia la DOC Langhe (che non vuol dire sia un prodotto peggiore).

Mi è capitato di parlare di quest’argomento anche con la titolare dell’Azienda Agricola “Le Piane”, dell’Isola di Capraia. Anche lei che produce un rosato (con particolare attenzione a tutti le fasi del processo produttivo), si spaventa quando va a proporlo e vede che in commercio ci sono vini rosati che vengono venduti al pubblico a circa €2.
“Non riuscirò a vendere nemmeno una bottiglia” mi diceva (a torto).
E’ chiaro però che la differenza qualitativa è notevole.

La cosa che più mi fa arrabbiare è che chi si trova ad acquistare certi vini a (troppo) buon mercato, poi non può venire a conoscenza del prodotto reale,
perchè un Barbaresco a €9 potrebbe dare un messaggio sbagliato al consumatore, potrebbe essere una truffa legalizzata
, significa screditare un prodotto di pregio.
Anche perchè diciamoci la verità, il consumatore medio (colui che non ha enosperienza) per €9 acquista un Barbaresco senza pensarci, ma se fosse stato un Langhe DOC non lo guarda neppure.

Mi immagino che uno arriva al market, vede questa bottiglia e pensa: “Barbaresco, l’ho sentito nominare spesso. Stasera alla cena porto proprio questo. Spendo poco e faccio bella figura” (sperando che nessuno si intenda, anche minimamente, di vino).
Ok, però non hai bevuto un Barbaresco, e quando ne vedi uno a €30-40 pensi: “Come quello che ho bevuto l’altra sera. Buono, però sono dei ladri, mica è un vino da €30/40 questo Barbaresco”.

E la frittata è fatta.

Vino shopping

01/06/2011

Spesso mi capita di voler assaggiare un vino e quindi mi chiedo dove poterlo acquistare. Anche perchè di solito i vini che mi “stuzzicano” di un assaggio non si trovano al supermercato. Che snob direte voi, in realtà no.

Non vado cercando vini da 100 euro a bottiglia ( 8O), anzi vini di piccole cantine che, per sentito dire, meritano di essere provati. E ovviamente nella grande distribuzione sono di difficile reperitbilità.

La soluzione migliore (e meno realizzabile) sarebbe quella di acquistare direttamente in cantina. Purtroppo non tutte le cantine fanno vendita diretta, e in ogni caso per ammortizzare le spese di spedizione almeno (eufemismo) 6 bottiglie le devi prendere. In questo caso si è sicuri che il vino è stato conservato perfettamente e i rischi di trovare bottiglie con difetti sono assai remote. La cosa più bella, poetica, romantica e soprattutto….utopistica sarebbe quella di andare “fisicamente” nelle varie cantine ad acquistare il vino. Qui non mi soffermo neanche a spiegare il perchè del termine utopistico… 😉

Altra soluzione è l’acquisto in Enoteca. Solitamente qui si trovano molti (non tutti) vini delle cantine più diverse. E anche qui dovremmo (condizionale d’obbligo) essere abbastanza sicuri della buona conservazione delle bottiglie. Ma qui l’assenza del “km 0” pone questa soluzione nelle zone alte dal punto di vista economico.

Ulteriore possibilità di reperire le bottiglie desiderate è la rete, internet. Mi capita spesso di fare acquisti on-line, per una maggiore convenienza di prezzi e perchè in un’unica partita puoi acquistare bottiglie di più cantine diverse. Ovviamente non sempre (anzi raramente) i prezzi sono effettivamente convenienti, ma se trovi il sito giusto qualcosa si risparmia e la scelta delle varie cantine è buona.
Purtoppo anche qui i rischi restano.

Non molto tempo fa ho acquistato on-line su un sito specializzato di vendita vini (di cui per correttezza non faccio il nome) 6 bottiglie.
Dopo qualche giorno decido di aprirne una, e la scelta cade su una Lacrima di Morro 2005  “Guardengo” – Azienda Mario Lucchetti.
Già alla rimozione della capsula un leggero velo di muffa sul tappo mi fa trasalire. Decido comunque di continare all’apertura. Già…. come se fosse cosa semplice… il tappo è cementato! 😯
Dopo molto tentativi e aver ridotto praticamente in frantumi il tappo, metà di questo è ancora al suo posto orignario :x.
Non avendo un martello pneumatico in casa mi arrendo e spingo i residuo di sughero dentro alla bottiglia. Sono già rassegnato di dover utilizzare il lavandino per la mescita di questa bottiglia, ma la mia curiosità mi spinge a sentirlo, solo per capire a che “livello di allarme” è arrivato.
Direi elevato, “livello acetone”. Vino imbevibile che prende la via dello scarico in pochi secondi. Sic.  😦

Le altre 5 bottiglie (che sono comunque altri tipi di vini) le devo ancora aprire, sperando che si sia trattato di un caso isolato….

Tutto ciò per dirvi che non è sempre così facile comprare un prodotto, che alla fine sia anche buono….
La conservazione e il trasporto sono fondamentali. Se il camionista si è fermato (giustamente) all’autogrill a mangiarsi un Camogli il 15 di luglio mentre le gomme del camion che trasportano il tuo vino (che magari non è stato confezionato in modo adeguato) si sciolgono sull’asfalto, e poi magari si fa anche una “pennica”…allora prepara l’insalata che quando arriva il pacco avrai già l’aceto per condirla…. 😉

A che servono i sondaggi???

03/04/2011

L’altro giorno leggevo questo sondaggio:
Da “vino da tavola” a “vino da favola”: il 71% degli eno-appassionati distingue nettamente tra le bottiglie da bere tutti i giorni e quelle destinate alle occasioni speciali.

Partendo dal presupposto che credo che i sondaggi, soprattutto quelli fatti on-line (come, presumo, questo) a cui tutti possono accedere, siano abbastanza inutili, questo ci dice che:
“…ben il 71% degli amanti del buon bere opera infatti un netto distinguo nel proprio stile di consumo, separando il vino da bere tutti i giorni da quello da stappare in ricorrenze particolari…”
Grazie tanto, non credo ci volesse Einstein per capire che, soprattutto tra gli appassionati di vino (se è vero che sono questi che hanno risposto al sondaggio), si faccia una netta distinzione tra le bottiglie. Si perchè purtroppo nei sondaggi, e soprattutto quelli on-line, chiunque può rispondere, per questo credo che il risultato finale sia, per usare un eufemismo, ingannevole.

Si prosegue:
“…la variabile che distingue il “vino da tavola” e il “vino da favola” è principalmente il prezzo..”
Ok, anche stavolta mi sembra che la risposta fosse scontata, cos’altro poteva essere?? Continua poi con un elenco di prezzi che si è disposti a pagare con relative percentuali di acquirenti (probabilmente ha risposto anche Silvio, perchè c’è un 1% disposto a spendere 30 € per il vino da tutti i giorni! )

 E ancora:
“La maggioranza degli enonauti (74%) considera “equo” il prezzo pagato per il vino quotidiano, a fronte di un 26% che lo ritiene troppo elevato. Per il vino “speciale” la percentuale si abbassa: il 61% giudica il prezzo equo, a fronte di un 39% che lo considera eccessivo.”
Questo secondo me non ha molto senso, perchè se sei disposto a spendere 5 euro per il vino da tutti i giorni vuol dire che il prezzo per te è equo, altrimenti ne prenderesti uno che costa meno. Se poi vuoi bere Barolo tutti i giorni e spendere un euro a bottiglia…eh caro mio….anch’io vorrei guadagnare senza lavorare (vabbè che c’è chi lo fa…sic!).

La domanda andava fatta forse diversamente:
“Il vino che bevi vale i soldi che spendi?”

Tra qualche giorno magari mi soffermerò anche a rispondere anche a questo.

In conclusione, a mio umile parere, hanno perso tempo loro a fare il sondaggio e io a leggerlo…