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Bere è piacere

20/04/2012

Quando si dice che non solo gli addetti ai lavori partecipano al Vinitaly è proprio vero. Tra gli imbucati, da qualche anno, ci sono anche mia sorella con una sua amica, che partecipano più perchè riesco a trovargli i biglietti omaggio che per estrema passione enoica.
Questa è anche una perfetta occasione per me di dimostrarmi l’esperto (??) di famiglia consigliandole le cantine da provare, che in genere gradisce sempre esaltando così il mio ego.
Anche perchè gli assaggi che propongo sono sinonimi di garanzia ferrea.
Tanto per farvi un esempio quest’anno la lista comprendeva tra le altre: Poderi Sanguineto, Arianna Occhipinti, La Stoppa, Sanfereolo, Coulee de Serrant etc… (praticamente il ViViT). 

Ok lo ammetto mi piace vincere facile… 😉

Ogni anno da questa esperienza però riesce a trovare un suo vino preferito.
Prima Il Sigillo delle Cantine del Notaio, l’anno dopo il Grecante di Caprai e poi l’Es di Fino. Quest’anno tra gli altri ha apprezzato particolarmente i vini di Ar.Pe.Pe. (ça va sans dire..).
L’avevo spinta anche a provare i grandi Nobile di Dora Forsoni (Podere Sanguineto), ma non hanno riscontrato il suo totale gradimento  😯  con la motivazione (senza sapere con che uve venisse prodotto) che aveva un pò troppo quel gusto come di…sangiovese!
Amen.

P.S. per chi pensasse (erroneamente) che sia una provetta sommelier o quant’altro, sappia che una settimana dopo non avendo gradito molto un teroldego ha posto questa domanda: “Anche il Teroldego è sangiovese vero? ”  😉

Evviva l’ingenuità di chi beve per puro piacere senza doversi atteggiare.

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Agriturismo il Pino: i vini della Maremma

14/02/2012

Abbiamo scoperto questo posto quasi per caso durante una vacanza al mare nei pressi di Scarlino diversi anni fa. Da allora ogni estate, per togliersi la voglia di fare un tuffo nel mare limpido di Cala Violina, si cerca sempre di fare una capatina, anche solo per un weekend.

La location è davvero meravigliosa (come si vede dalla foto).
Immerso nella Maremma tra ulivi e cipressi, è circondato da una pace e una tranquillità che ti sembra di essere entrato in un  mondo parallelo.
Ad aiutare la magia del luogo c’è anche la cucina. Noi si va li (per parlare alla toscana 😉 ) per mangiare il cinghiale, che è qualcosa di strepitoso, sia in umido come secondo, sia a condimento delle pappardelle nei primi, anche se non manchiamo mai di provare altri piatti.
La fiorentina viene servita come tradizione toscana, portata, prima di essere cucinata (rigorosamente non troppo cotta!), su un piatto al cliente che la sceglie.

 

L’agriturismo produce anche alcune tipologie di vini, due delle quali sono rientrate tra i nostri assaggi:
Alma Rosso: è quello che prendiamo di solito per accompagnare i nostri pasti, un rosso derivante da un uvaggio di uve locali con predominanza Sangiovese. E’ un vino beverino con un buon corpo e una discreta acidità, che emana delicati profumi di ciliege, more e viole, con leggeri sentori di chiodo di garofano. Ha una media persistenza in bocca, vino senza prestese, ma piacevole.
Le Pignon: vino bianco frizzantino derivante da uve trebbiano, al naso porta profumi minerali, di mela, pera, una nota citrina e biancospino. In bocca è freschissimo, con una buona mineralità che ricorda i sapori marini, e l’aiuto delle bollicine lo rende incredibilmente perfetto per un aperitivo estivo, magari sotto una veranda accompagnato da un mix di crostini. Sarà stato il luogo, la compagnia o il relax, ma quando l’ho assaggiato mi ha positivamente sorpreso: ben bilanciato, non eccessivamente aggressivo nonostante la spiccata acidità.

Si beve bene, si mangia meglio e la location è da favola, in più nei paraggi ci sono spiagge veramente bellissime: mi sembra chiaro il motivo nei nostri continui ritorni… 😉

Umbria Rosso “San Valentino” 2006 – Paolo Bea

04/02/2012

Ne ho sempre sentito parlare bene, ma trovare bottiglie di Giampiero Bea in giro non è cosa affatto semplice.
Quindi se Maometto non va alla montagna…decido di contattare direttamente la cantina e farmene spedire qualche bottiglia.

La prima che decido di aprire è questo Umbria Rosso “San Valentino” annata 2006, imbottigliato nel 2009, come riporta la sempre esaustiva etichetta, scritta a mano,  che viene impressa su ciascuna bottiglia prodotta. Questo IGT è prodotto da un uvaggio di uve locali, Sangiovese, Montepulciano e Sagrantino, cosa che apprezzo sempre in un vino.

Si presenta con un colore rubino buio, impenetrabile, al naso porta profumi di prugna e di viola, note ferrose accompagnate da un leggero sentore iodato, e sul finire anche un ricordo di incenso.
In bocca esprime subito un buon corpo e scivola setoso su tutta la lingua. Fruttato, polposo, dotato di una buona dinamicità e con una punta tanninica che rilascia un leggero e piacevole retrogusto amarognolo.
L’alcol è ben presente (13,5°), ma magistralmente bilanciato con un’ottima struttura. Spesso capita che in molti vini, l’alcolicità si scompone proprio sul finale, quando dopo la deglutizione ti lascia una leggera ma fastidiosa sensazione di bruciore in gola, cosa che qui non succede assolutamente. Vino genuino e di buona beva, lascia in bocca un durevole ricordo di un gusto fine e caratteristico.

Alla prima prova Bea non tradisce, le positive voci sentite su questa cantina trovano pieno riscontro nel mio primo assaggio.