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Sangioveto 1997 – Badia a Coltibuono

19/11/2012

Sangioveto, da San Zoveto, è Sangiovese ante litteram.
L’Azienda Badia a Coltibuono, nel cuore del territorio chiantigiano, coltiva le sue uve con metodi biologici, e questa bottiglia è frutto di acini di sangiovese in purezza derivanti da vecchie vigne.
Piccolo affare, acquistato diverso tempo fa on-line da privato, incluso in una partita di Barbacarli e Montebuoni.

Bevuto alcuni giorni fa, senza purtroppo appuntarmi nulla, quindi sarà un racconto breve, poco approfondito, figlio dei ricordi che mi sono rimasti maggiormente impressi.

L’apertura è preoccupante, effluvi di alcol e poco più, colore aranciato  scarico, temo il peggio. Ma ha i suoi annetti, e abbisogna di un pò d’aria e spazio per distendere le sue membra.
Infatti dopo qualche ora è un’altro. Meno irruento e scomposto, più mansueto e docile.
I profumi di frutta matura quasi marmellata, ciliegia sotto spirito e tabacco lasciano il liquido ed inebriano il naso.
Bocca morbida e complessa, con tutte le parti fuse in un equilibrio ormai raggiunto. Ciascuna ha il suo spazio, nessuna soverchia. Vino ricco ma non grasso, con un’acidità non immensa ma ancora viva. Gusto pieno e appagante. Da assaporare con calma. 
In estrema sintesi:
l’ho aperto,
                       l’ho bevuto,
                                               e sono stato parecchio contento.

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Montevertine 2006 – Az. agr. Montevertine

02/05/2012

Pranzo del 1 maggio. La tavola propone un morellino anonimo proveniente da un non ben noto scaffale di qualche market. Decido allora di andre a scuriosare in cantina alla ricerca di qualcosa di più appetibile.
Scelta immediata, sicura.
Rimango in Toscana ma cambio zona, dalla Maremma alle colline del Chianti.
Anche se il vino scelto Chianti non è.

Il Montevertine 2006 è un uvaggio di uve tipiche toscane, Sangioveto, Colorino e Canaiolo. E al naso la sua toscanità si percepisce subito, inequivocabile. Si riconosce subito l’aroma inconfondibile di sangiovese “etrusco“, quella sua fresca pungenza contornata da pepe verde, chiodi di garofano, amarene e note ferrose.
Colore scarico di un rubino che volge lentamente verso un granato.
Inizia piano, piano poi la polposità si appropria del palato e si mostra in tutto il suo equilibrio, con una acidità rinfrescante, un tannino delicato e una nota alcolica percettibile ma che non sfora mai in quella sensazione bruciante e fastidiosa. Grande finezza e linearità gustativa, vivo e succoso.