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Le Langhe: Ezio Cerruti

31/10/2012

Ammiro molto certi personaggi che ti aprono la porta di casa nonostante sia domenica, nonostante abbiano faticato duramente tutta la settimana, e quello potrebbe essere il loro unico giorno per godersi un pò di pace e tranquillità in compagnia delle persone care.
E invece arriva qualcuno come noi, che la domenica se la spassa, che decide di venire proprio quel giorno lì a trovarti per una chiacchierata e un bicchiere di vino.
E così addio pace e tranquillità. Sigh!
Devi accogliere lo straniero che invade (amichevolmente, per carità) la tua terra.
Ok che anche questo per loro è lavoro, ma non date per scontato che tutti siano così ospitali come Ezio e Anna (e lo “scarlancato” ma simpaticissimo gatto Tino). Anche perchè, diciamocelo sinceramente, il SOL non ha bisogno di “farsi bello” davanti a 4 ragazzi qualunque, visto che la sua fama lo precede.
Quindi io penso: Chapeau!
Per la loro disponibilità.
Per la loro gentilezza.
Per il loro vino.

Rinviata di un giorno la visita causa imprevisto prolungamento a San Fereolo, arriviamo a Castiglione Tinella subito dopo pranzo (che poi in realtà è pomeriggio inoltrato, l’ho detto che qui il tempo scorre più veloce), ma stavolta siamo arguti e, memori di esperienze passate, riusciamo a non arargli il prato. 
La compagnia di Ezio e Anna e sempre piacevolissima, chiacchiere divertenti davanti ad una bottiglie di vino e ad una splendida torta di mele homemade proprio da Anna, che purtroppo rimarrà intonsa causa satollamento ventrale post-pranzo che ci impedisce, ahimè, di tuffarcisi sopra. 😦

Ezio apre il suo Sol 2008, già imbottigliato, ma non etichettato e non ancora in vendita: “…manca poco, ma non è ancora pronto…”, ci spiega.
Il Sol non sbaglia mai. E quest’annata, per quanto possibile, pare ancor meglio delle precedenti!
Nessuna opulenza nè grassezza.
Freschezza invidiabile che invoglia alla beva.
Meravigliosa finezza ed eleganza. 
Godurioso.
Il palato applaude e chiede il bis.

Questa compagnia, questo vino…sono cose che mi convincono sempre più che casa Cerruti sarà tappa fissa di ogni gita in Langa.
Ezio ed Anna si rassegnino, andremo a “rovinargli” altre domeniche. 😉

  

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Quelle strane leggi del vino

10/03/2012

A volte certe cose sono al limite dell’assurdo, soprattutto se si pensa che la trasparenza dei prodotti, in particolare quelli alimentari, è quantomai fondamentale.

L’autunno scorso durante la visita alla sua cantina, Ezio Cerruti raccontava come nell’etichetta del suo Sol doveva ricorrere a degli  escamotage per poter far intuire l’annata del vino. Già perchè la legge vieta al suo passito, essendo un semplice VdT (mi permetto di dire che tra l’altro lo definirei come esempio ineluttabile di come un vino può essere grandioso anche senza avere denominazioni prestigiose), che vi sia indicato in etichetta l’annata della vendemmia (e anche il vitigno di provenienza).

Vorrei che qualcuno mi spiegasse questa legge irrazionale (eufemismo), di cui proprio non capisco l’obiettivo. Mi sta bene che non venga imposta l’obbligatorietà e si lasci al viticoltore la libertà di indicare o meno tali dati  in etichetta, ma  negare la possibilità di comunicare importanti informazioni al consumatore mi sembra davvero insensato.

Gaston Hochar 1998 – Chateau Musar

25/01/2012

L’altra sera avevamo amici a cena, e ho deciso di accompagnare il pasto con questo blend di Cabernet Sauvignon, Cinsault e Carignan, acquistato solo da qualche settimana.
Lo Chateau Musar è prodotto in Libano. Al corso AIS non lo abbiamo nemmeno studiato il Libano come paese vinicolo. Gaston Hochar piantò le sue prime barbatelle nella Bekaa Valley nel lontano 1930, di ritorno da un viaggio a Bordeaux, e da lui prende il nome questo vino.

La cantina non si discute è una sicurezza, per questo resto un pò nel limbo senza prendere una posizione ben definita con questa degustazione. Ad alcuni commensali è piaciuto molto, a me ha lasciato qualche (piccola) perplessità, soprattutto ai primi sorsi. Vino color aranciato, non particolarmente intenso, situazione apparentemente strana vista la tipologia dei vitigni, tutti in grado di contribuire con una buona dose di colore. Sprigiona profumi terrosi, di cuoio accompagnati a note di frutti sotto spirito.
Di buon corpo con una notevole spalla acida, a volte leggermente troppo penetrante e pungente. Vino profondo e diretto, di buona personalità, non particolarmente mobido e a tratti un pò angoloso. Visita tutto il palato, lasciando dopo la deglutizione una sensazione succosa in bocca.

Non mi ha pienamente convinto quell’acidità troppo prevalente sulle altre sensazioni, ma potrebbe essere anche una mia sensazione visto che ha riscosso ampie approvazioni.
Anche se, mi consiglia chi ne sa più di me, da certi tipi di vini, con questi anni, bisogna aspettarsi più eleganza e profondità anziochè corpo e pienezza.

Mi riprometto quindi di riprovarlo non appena mi ricapiterà l’occasione… 😉

La cena si è poi conclusa con salame di cioccolato bianco e Sol di Cerruti, che ha strappato i soliti applausi. 

Il potere del Sol

07/12/2011

Racconto questo episodio simpatico e indicativo sulla qualità del Sol passito di Ezio Cerruti.

L’altra ero a cena con amici, per una grigliata (ebbene si, mica si devono fare solo in estate). Sulla tavola, tra gli altri, spiccavano la Barbera e il Nebbiolo del “Citrico”.
Dopo antipasti a base di pizze e panzerotti, teglie di lasagne e la carne grigliata, eccoci arrivati al momento del dolce (si un piccolo spazio in pancia lo avevamo tenuto 😉 ).

Dalla cucina sbucano un paio di spettacolari torte di ricotta e cioccolato, che prontamente vengono scortate da due bottiglie di Sol 2007 (che finiranno ça va sans dire…). Uno dei commensali, che notoriamente non beve vino (nè birra, nè qualunque cosa contenente alcol) decide di assaggiarne un goccio, che discreta meraviglia di tutti.

Alla fine della cena si era bevuto quasi una bottiglia da solo!
Ora nel dizionario di lingua italiana bisognerà modificare la voce Astemio: “Colui che non beve vino, a meno che non sia un Sol di Cerruti…”  😉

Langhe tour: Ezio Cerruti e il “Sol”

14/10/2011

La nostra 2giorni nelle Langhe termina con un dulcis in fundo (in tutti i sensi): visita ad Ezio Cerruti ed il suo passito “Sol”.

Dopo un lauto pranzo alla “Trattoria del Campo” in quel di Mango, proseguiamo il nostro viaggio per  Castiglione Tinella, dove ad attenderci c’è Ezio.
L’arrivo è quantomeno rocambolesco. Il fido navigatore ci segnala di utilizzare l’ingresso sul retro proprio dove era appena stato seminato il prato!
E così siamo riusciti a farci riconoscere da subito, con un solco degno del peggior Attila!

Dopo le scuse d’obbligo, ci accomodiamo in veranda con Ezio e la sua famiglia.
Il pomeriggio trascorre in modo estremamente piacevole, tra le chiacchiere e i sorsi di Sol, mentro Tino, la sua gatta scorrazza in giardino.
Il Sol è l’unico (per ora…) vino prodotto da Ezio. Deriva da uve moscato in purezza, lasciate appassire sulla pianta (ebbene si, sulla pianta!) dopo il taglio del tralcio: “Questo tipo di appassimento è possibile grazie al microclima di questa zona, spesso molto ventilato” ci dice Ezio.
Lui ha 6,5 ettari vitati a Moscato, ma solo quelle vigne meglio esposte producono il Sol, le altre uve le vende. Il Sol in annate negative (es. 2002) non viene prodotto. La concentrazione di solfiti è di 50 mg/l (contro i 400 di un Sauternes…), e la lavorazione è svolta in modo totalmente natuarle, sia in vigna che in cantina

Ezio apre in sequenza il 2007 e il 2006, (delicato e rotondo il primo, intenso e corposo il secondo). La cosa più immediata che dimostra questo vino (senza perdersi in sproliloqui sommelleriani su profumi, persistenze etc…) è quella che, a differenza di molti altri passiti, non stanca, n0n è mai stucchevole.
Le due bottiglie si sono svuotate come fossero acqua fresca in un pomeriggio di caldo afoso.

ci fa visitare la sua cantina, appena messa a nuovo, e ci omaggia di un paio di pacchi di tajarin di Mauro Musso (che ci ripromettiamo di andare a trovare nel prossimo giro in Langa).

Prima di congedarci però mi viene una domanda:
– “Come mai il nome Sol?”. 
“Non ha un motivo specifico. Ognuno lo può leggere come meglio crede. Può essere il sole, può derivare dalla musica di cui sono un grande appassionato (Frank Zappa su tutti… ndr). Avevo fatto un sondaggio tra amici per trovargli un nome ed è uscito veramente di tutto!” ride Ezio.
– “A me era venuta l’idea che siccome era l’unico vino che produci…”
– “Anche. In realtà un piccolo aneddoto c’è. Un giorno mi trovavo a sfogliare i miei 1700 vinili, e mi saltò all’occhio ‘…in Sol minore’. Quell’episodio fu la miccia. Ma in realtà Sol può volere dire tante cose”.

Sicuramente meno delle emozioni che regala.