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Terre di Vite 2011 – A’ Vita

24/11/2011

A Terre di Vite 2011 ho fatto tappa anche al banco di Francesco, dell’azienda agricola A’ Vita, a Cirò in Calabria, dove la tipica espressione del territorio è rappresentata dal vitigno gaglioppo.

8 ettari vitati a gaglioppo e greco bianco (vitigni autoctoni che danno la migliore interpretazione di questo terroir). In vigna nessuna sostanza di sintesi e nessuna concimazione.
Anche in cantina Francesco lavora in completa armonia con la Natura, assecondandola e non cercando di dominarla. Qui regnano da anni lieviti indigeni responsabili della trasformazione dei mosti, a cui fanno seguito decantazioni naturali (evitando così filtrazioni e chiarifiche pesanti). Si conclude con un uso davvero limitato di solforosa.

Produce 3 vini tutti da  gaglioppo, io ne ho assaggiati 2.

Il Calabria IGP Rosato 2010, ottenuto da brevissima (12h) macerazione sulle bucce. Ottima freschezza e sapidità in bocca, vino di personalità e deciso equilibrio. Contorna tutto con intensi e cangianti profumi floreali al naso.

Il Cirò Rosso Classico 2008, si dimostra mutevole al naso. Timido e un pò ostile appena versato nel bicchiere, ma in pochi minuti rivela profumi che di viola, di ciliegia e spezie. In bocca è caldo e intenso, con un buon equilibrio e una valida struttura. Dotato di un tannino molto fine che non aggredisce il palato. Senza dimenticare la sua coda di piacevole mineralità che esprime a pieno il territorio.

Purtroppo ho fatto l’errore di non acquistarne  😦 , e devo rimediare quanto prima.

Terre di vite 2011 – Tenuta Grillo

22/11/2011


Come al solito quando partecipo ad eventi dove ci siano degustazioni, mi preparo prima una lista mentale di ciò che intendo assaggiare.

Così anche a Terre di Vite sono entrato avendo già in mente dove fermarmi.
Una tappa era la Tenuta Grillo, di Guido e Igiea Zampaglione, Azienda vitivinicola in provincia di Alessandria. Ne avevo sentito parlare poco in realtà, però dopo aver preso ulteriori informazioni, ero deciso a provarne i prodotti.
Col senno di poi è stata una scelta saggia. 😉

Producono vini da vitigni tipici del territorio: Barbera, Dolcetto, Freisa, Cortese.


Baccabianca 2006
: ottenuto da Cortese in purezza, con lunghe macerazioni sulle bucce. Il colore giallo intenso, quasi ambrato, e leggere velature ne rendono inconfondibile la sua naturalità. Degustato alla cieca (senza vederlo) potrebbe confondersi con un rosso. Di corpo, penetrante e fresco, di ottima personalità.

Igiea 2004: prodotto da uve Barbera, di cui rispecchia un’ottima acidità. Colore intenso, impenetrabile. A mio parere ancora rustico, nervoso, si deve ingentilire ancora un pò per dare il meglio di sè, ma le qualità le ha già tutte. Per chi sa aspettare.

Pratoasciutto 2004: è un Dolcetto in purezza. Più educato del precedente, e quindi più pronto. Accogliente in bocca, dotato di buon equilibrio e persistenza.

Tutti i suoi vini hanno profumi davvero intensi e piacevoli, cangianti, si evolvono nel bicchiere. Percepisci nettamente l’odore della terra e dell’uva.

Terre di vite 2011 – Aleatico de “La Piana” dell’isola di Capraia

16/11/2011

Tra le varie degustazioni che ho fatto a Levizzano lo scorso weekend, ci sono stati anche i vini di questa Azienda vitivinicola biologica, dove si fa una viticoltura quasi eroica, a causa di un territorio decisamente impervio.

I proprietari (modenesi trapiantati sull’isola), coltivano vitigni di aleatico (che in queste fasce climatiche trova un ambiente ideale), da cui producono 2 vini: un rosato ed un passito.

Il Rosa della Piana è un Aleatico rosato, praticamente appena nato (la prima vendemmia è stata quella del 2009), prodotto da una breve macerazione (12h) sulle bucce. E’ un vino delicato, fresco, che emana profumi di fiori e note aromatiche tipiche di questo vitigno. Perfetto per un aperitivo o cene a base di pesce.

Il Cristino 2008 è un Aleatico passito, prodotto da uve derivanti da agricoltura biologica. I grappoli vengono lasciati appassire sui graticci per quasi un mese, prima di essere vinificati. Fa una maturazione in acciaio per 6 mese e poi altri 4 in bottiglia prima di essere messo in commercio.
Profumi dalle stesse caratteristiche, ma più intensi rispetto al rosato. In bocca entra sottile, quasi in punta di piedi, e poi si espande in tutta la sua eleganza. Infine esce di nuovo in modo delicato lasciando nel palato una notevole freschezza. Vino dolce ma non stucchevole, che non lascia residui di opulenza e patinosità in bocca. Davvero fine.

Terre di vite 2011 – la pasta di Mauro Musso

14/11/2011

Non ero mai stato a questo evento, e devo dire che mi è piaciuto. Bella la location (l’interno del Castello di Levizzano è sempre molto suggestivo) e soprattutto interessanti le cantine partecipanti. Anche qui come a Fornovo (Vini di Vignaioli ndr) sarebbero stati da provare tutti. Peccato però che non affittino stanze al Castello, per fermarsi in caso di tasso alcolemico sopra i limiti ;)…


Fortunatamente, oltre ai banchi degustazione vini, ce ne era qualcuno anche con prodotti gastronomici per poter fare un pò di “fondo”.
Uno di questi, con mia piacevole sorpresa, era il banco della pasta di Mauro Musso, il “Maestro” dei tajarin di Langa (qui il suo sito).
Come già avevo accennato dopo l’ultimo passaggio in terra piemontese, avrei fatto sicuramente tappa da lui la volta successiva.
Non c’è stato bisogno di fare tanta strada ;).

Mauro aveva con sè due piastre elettriche dove bollivano continuamente pentole d’acqua, pronte per cuocere tutti i suoi tipi di pasta.
Io sono arrivato giusto in tempo per assaggiare le sue “Casarecce alla segale”.
Condimento semplicissimo, solo con qualche pezzetto Logo aziendadi burro, che comunque risaltava l’ottimo sapore della pasta, e quindi della segale.
Mauro spiegava a tutti i commensali ricette “ad hoc” per cucinare al meglio i suoi prodotti.

Mi sono perso in chiacchiere piacevoli con lui. Mi ha spiegato il suo metodo di produzione dei vari tipi di pasta, dove acquista le sue materie prime (gira l’Italia per trovare i prodotti migliori, rigorosamente BIO).
Mi ha colpito la sua filosofia, (che tra l’altro mi sento di condividere):
Non bisogna dare retta alla bocca, ma a questa (indicando la pancia). Se un cibo è buono al gusto ma non ti fa stare bene, allora è meglio lasciarlo perdere“.

E siccome la sua pasta (che comunque conoscevo bene perchè regalatami da Ezio Cerruti) mi ha fatto stare molto bene ne ho presi 2 pacchi a casa con me! 😉