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Villa Favorita 2012: Santa Caterina

27/03/2012

Ho cominciato il mio primo anno a VinNatur con la Liguria, regione sicuramente non tra le più rinomate in ambito vitivinicolo, ma non per questo priva di cantine degne di nota. Una di queste è senz’altro Santa Caterina, sita a Sarzana (dove nel lontano 1981 il grande Faber tenne uno dei suoi più famosi concerti).
La degustazione al banco d’assaggio è stata accompagnata da una lunga e piacevole chiacchierata con Andrea Kihlgren (il proprietario), che mi ha spiegato le sue preferenze per una viticoltura slow, sempre alla ricerca di un vino nel massimo rispetto della natura e dell’uomo. Dice che, al contrario di altri suoi collega, non ha voluto partecipare al Vinitaly (nello spazio ViViT) perchè preferisce parlare di vino anzichè di commercio.
Grande sostenitore della sosta a contatto con le fecce, produce un vermentino senza macerazione e uno con.

In sequenza ho assaggiato:
Bianco 2010: albarola in purezza (quello che usano nell’uvaggio dello Sciacchetrà), colore paglierino tenue quasi bianco, sia in bocca che al naso è molto delicato con una mineralità secca, leggero e di buona beva.

Vermentino 2010: (senza macerazione) vermentino in purezza, si presenta con un colore lievemente più intenso del precedente e con una mineralità che ricorda il mare. Al naso porta sentori citrini e di fiori freschi, di discreto corpo e decisa finezza.

Vermentino 2010: (macerato sulle bucce): questo fa una macerazione di 12 giorni sulle bucce (ma Andrea dice che la vuole ridurre perchè si è accorto che non necessita di così tanto tempo). Colore ancora più evoluto, di un giallo paglierino più intenso. Grandi profumi di erbe aromatiche (origano, basilico), fresco e dinamico, con ricordi agrumati.

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Villa Favorita 2012: il prologo

26/03/2012

Arrivo alla buon ora sabato mattina, ovvero intorno alle 10, l’orario di apertura. Saggia decisione visto che il parcheggio inizia già a riempirsi. Ringrazio Dio che non piove visto che i posti auto sono su una pendenza collinare erbosa degna di un Gran Cru.

Essere “mattinieri” ha il vantaggio di trovare campo libero, con i tavoli ancora esenti dagli assedi e con discrete possibilità di poter scegliere volontariamente cosa assaggiare. Ma la pacchia dura poco visto che già nel mezzogiorno il numero di visitatori è ormai cospicuo.

Sono comunque riuscito ad assaggiare tutto l’assaggiabile (per me), anche se per provetti degustatori aficionados di questi saloni potrei essere poco più che una barzelletta. Eh già, perchè dopo qualche assaggio inizio a far fatica a distinguere bene le sensazioni, quello che al primo bicchiere pareva così nitido ora non lo è più, e il confine tra i diversi sapori diventa sempre più labile e meno evidente. Forse perchè non ho ancora imparato a “sputare”. Lo so che è fondamentale (magari anche solo per il fegato), ma proprio non mi riesce di incarnarmi in un lama, anche se solo per poche ore. Ma dovrò imparare visto che poi mi resta il rammarico di tante degustazioni mancate.
E qui a Villa Favorita era difficile travare qualcuno da scartare.

Comunque sia grazie alla cernita preparatoria fatta prima di partire e a qualche prezioso consiglio di Luigi Fracchia con il suo commento a questo post, il tasting panel effettuato mi ha sicuramente soddisfatto. Nei prossimi giorni posterò le varie degustazioni che in realtà sono solamente un incipit delle bottiglie provate, perchè il mio status di recluta non mi permette di carpire esattamente l’anima di un vino (e a maggior ragione una tipologia come quelli naturali) con un minimo assaggio in pochissimi secondi.

Mi ha fatto piacere salutare la signora Donati, mi sono intrattenuto in un interessante discussione con i produttori della cantina ligure Santa Caterina e sono anche riuscito ad assaggiare l’olio di Natalino Del Prete (i suoi vini avevo già avuto la fortuna di assaggiarli al Vinitaly lo scorso anno). Non male, ma io sono ancora stregato dall’incantesimo  di quello di Arianna Occhipinti.
Bè, tirando le somme credo che proprio che l’anno prossimo mi farò rivedere da quelle parti  😉 .

Salone del vino 2012

10/02/2012

Ancora poco più di un mese e ci siamo, iniziano i tanto attesi saloni dei vini.

Si comincia in concomitanza (pensa te!) con VinNatur e VinoVinoVino, il 24-25-26 Febbraio, il primo a Villa Favorita nel vicentino, il secondo a Cerea, nel veronese. A ruota poi il classico Vinitaly previsto nei giorni 25-26-27-28 marzo, guarda caso questi hanno pensato bene di non fare coincidere esattamente le giornate…

Quest’anno proprio la grande fiera veronese, cavalcando probabilmente l’onda del momento, ha dedicato un’area ai viticoltori biologici/biodinamici, chiamata Vivit (Vigne Vignaioli Terroir). La lista dei partecipanti è sicuramente interessante, a partire da Nicolas Joly passando per Emidio Pepe fino a Elisabetta Foradori (solo per citarne alcuni). Ricordo però che si tratta di vini biologici/biodinamici, non per forza naturali.

Ieri scorrendo tutti questi nomi mi era quasi venuta voglia di farci un salto (quest’anno avevo deciso di impegnare il mio tempo tra gli altri 2 saloni), senonchè, dopo un rapido confronto, ho notato subito che le cantine principali (forse i veri vinonaturalisti, perchè ricordo che il solone al Vinitaly ospita  viticoltori biologici/biodinamici, che non producono per forza tutti vini naturali ) sono anche inseriti negli altri 2 saloni (chi in uno chi nell’altro, e chi in entrambi).

Ora sulla scelta di questi produttori di partecipare o no al Vinitaly non mi voglio soffermare perchè se ne è già discusso tanto in rete e penso che ognuno sia libero di decidere come meglio crede per sè e per la sua azienda. Certo apprezzo chi mantiene una determinata coerenza delle proprie azioni e parole, ma capisco che alla fine devi portare a casa il pane. Vero è che il Vinitaly meno si presta ad un approccio con i cosidetti “vini naturali”, perchè questi ancor più di altri vini non sono da toccata e fuga. Bisogna andargli incontro, capire il lavoro che c’è dietro, sapere cosa stai bevendo (chi non li ha mai provati non incontrerà il solito gusto standard-convenzionale, ma rimarrà stupito e forse un pò spiazzato), insomma necessitano di un approccio più slow e approfondito (che a mio parere risulta anche più piacevole).

Una cosa che mi piacerebbe modificare però sono le date. Posso capire che, in base ad ideologie diverse sul fare vino, le associazioni abbiano deciso di fare 2 saloni a parte, ma perchè proprio gli stessi identici giorni??
Scalate di un paio di giorni (e qui si vede la vera anima commerciale del Vinitaly), o il weekend successivo, per dare modo agli interessati a questa tipologia di prodotto di conoscere tutte le realtà, anche perchè vista la quantità di partecipanti (in particolar modo a Cerea), difficilmente si riesce a visitare in un giorno solo.

Ad oggi io sono ancora indeciso quale visitare, certo mi piacerebbe andare ad entrambi, perchè entrambe le liste dei partecipanti sono davvero appetibili, ma il tempo ed il lavoro potrebbero non permettermelo, per questo magari in 2 week differenti si riuscirebbero a conciliare le cose.
(Se qualcuno avesse consigli su quale dei due è assolutamente da non perdere, sarebbero molto ben accetti..  😉   )

In merito ai saloni dei vini aggiungo una piccola postilla a favore di Gusto Nudo, fiera dei vignaioli eretici che si terrà a Bologna il 19-20 febbraio. Le aziende presenti non sono tante, ma davvero interessanti.
Come si dice: pochi ma buoni  😉