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Villa Favorita 2012: Musto Carmelitano

30/03/2012

Azienda agricola a conduzione familiare, le uve coltivate con metodi biologici sono selezionate a mano, e quelle dei singoli vigneti (Pian del Moro, Serra dei Preti e Vernavà) sono vinificate separatamente .
In cantina si evitano filtrazioni, chiarifiche e qualsiasi intervento di stabilizzazione.

A Villa Favorita io ho provato i rossi da aglianico (so che è solo una mia restrizione mentale, ma i rosati con quel colore tipico da ginger mi incutono sempre un pò di timore. Io li metterei in una bottiglia scura…  😉  ).

       

Maschitano Rosso 2010: fa solo acciaio, si notano residui nel bicchiere (e questo, per me, potrebbe essere nota di merito). Al naso arrivano note fruttate, di prosciutto, speziate. Rivela il tannino tipico del vitigno che ne fa un vino deciso ma accompagnato da una buona freschezza e profondità.


 

Serra del Prete 2009: da vigne di 45 anni. 6 mesi di cemento e poi altrettanti in acciaio danno un vino speziato, caratterizzato in bocca da buone acidità e tannicità.


 

Pian del Moro 2007: deriva da un vigneto piantato 80 anni fa. Invecchia un anno in piccoli tonneaux che gli conferiscono una delicata morbidezza. Rivela frutta matura e spezie dolci al naso, buon corpo ed equilibrio, rilascia in bocca un finale amarognolo.

Cantine del Notaio: “Sigillo” di Garanzia

23/01/2012

Venerdi sera rientrando a casa trovo un pacco all’interno del cortile, da me mai richiesto.
L’indicazione del mittente diceva “Cantine del Notaio”, ho cercato quindi di pensare se per caso avevo ordinato qualcosa dimenticandomene (ok sono suonato ma non fino a questo punto 😉 ).

Aperto il pacco la sorpresa è stata notevole quando ho estratto una bottiglia de  “Il Sigillo”, con tanto di lettera accompagnatoria.
Il signor Gerardo (owner della Cantina) mi scriveva scusandosi per la bottiglia 2005 (di cui ho scritto qualche post fa), (acquistata per corrispondenza direttamente da loro nel 2010) che  purtroppo non aveva incontrato i gradimenti sperati.
Sono rimasto positivamente colpito e meravigliato da questo gesto davvero cortese, che rende onore alla cantina.
Un signor nessuno che su un blog sconosciuto scrive le sue (più che mai soggettive) impressioni, viene preso in considerazione da una cantina che non ha certo bisogno di presentazioni. Tradotto significa cure e attenzioni veramente scrupolose per la propria clientela, chiunque essa sia, cosa rara al giorno d’oggi, e solo chi produce vino con passione può arrivare a tanto. Chapeau!

Ovviamente sono il primo (come avevo anche già scritto) a sapere che la bottiglia non perfetta ci può essere, anzi per fortuna che c’è, a dimostrazione che il vino è materia vivente, e come tale soggetto a modificazioni imprevedibili.
Sento comunque doveroso sottolineare che non era necessaria una nuova bottiglia, per farmi capire (come avevo già scritto pure questo) la serietà e qualità della cantina, ma il gesto è stato sicuramente molto apprezzato e questa bevuta sarà sicuramente fatta alla loro salute.
Prosit!

Il Sigillo 2005 – Cantine del Notaio

16/01/2012

Mi servo spesso per corrispondenza da questa cantina, che secondo me ha degli ottimi prodotti (come ho già descritto anche qui) e sono molto cortesi.

L’altra sera però, come spesso può accadere, sono incappato in un piccolo incidente di percorso.
Porto ad un aperitivo/cena l’ultima bottiglia rimasta della “batteria” diversificata acquistata qualche tempo fa.

Il Sigillo 2005 è un aglianico del vulture in purezza, vitigno che trova qui in Basilicata la sua terra d’elezione.
L’etichetta indica una gradazione alcolica di 14,5°, stenderò qualcuno, ho pensato.. 😉

Il colore è coerente con le caratteristiche del vitigno, rosso rubino intenso con qualche riflesso granato. Al naso non presenta un ventaglio esagerato di profumi, che comunque sono puliti e netti, rivelandosi in sentori di ciliegie cotte, spezie e vaniglia.

Ma è in bocca che  mi delude. Il sapore risulta un pò troppo legnoso, e si avverte un netto distacco (come se ci fosse un gradino) tra la nota alcolica preponderante e la corrispondente acidità. Pare un pò fiacco, stanco, non si muove in modo fluido, rimane diviso nelle singole parti. Non accarezza il palato, ma denota una certa spigolosità proprio per questa mancanza di assonanza tra le varie sensazioni gustative. Rimane pesante in bocca, con una freschezza che non riesce a supportare l’alcolicità, con un conseguente retrogusto amarognolo non piacevolissimo.

Oltre a questo, della stessa cantina avevo già provato diversi prodotti, tutti con buoni risultati. Per questo considero quest’assaggio come un incidente di percorso.

L’Autenica 2006 – Cantine del Notaio

07/11/2011

L’altra sera a fine pasto, a contornare una torta di grano saraceno e nocciole, avevamo questo vino passito delle Cantine del Notaio.

Prodotto da uve Moscato e Malvasia, coltivate sul terreno vulcanico del Vulture. Terreno vulcanico significa anche un terreno sabbioso, con ceneri molto fini, originate da eruzioni, di grande permeabilità e scarsa fertilità.
Si creano così le condizioni per ottenere grandi vini, di grande mineralità e complessità, con una qualità sopra la media (ovviamente sappiamo che se il terreno dà, l’uomo poi non deve rovinare, altrimenti….).
Proprio su terreni di questo tipo si possono trovare ancora viti su piede franco, perchè la fillossera qui difficilmente riesce ad attaccare.

L’Autentica 2006  viene affinato 14 mesi in barrique e poi altri 4 in bottiglia prima di essere messo in commercio.
Si presenta nel bicchiere con un vestito giallo oro intenso, e sprigiona profumi di miele, albicocca, frutta candita, frutta secca. All’assaggio ritroviamo parecchi di questi sentori. Entra sottile e poi si apre, donando  un finale citrino che persiste in bocca, lasciando una buona freschezza e negando quella stucchevolezza che è spesso uno spauracchio per queste tipologie di vini.