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Merlot “Vigna Ghilotto” 2010 – Casa ElvirA

13/11/2013

Gaetano Zarantonello e la sua famiglia lavorano con passione i vigneti di Casa ElvirA, a San Germano dei Berici.
Il nome dell’azienda è stato ispirato da tale Elvira, madre di 14 figli, vista come sinonimo della generosità della terra. Dal 1987 ElvirA coltiva i propri vigneti con rispetto per la natura seguendo i dettami dell’agricoltura biologica.

merlot casa elvira

Annuso questo merlot 2010 e subito mi ritornano alla mente ricordi bucolici, di cantine di un tempo, del vino del contadino dietro casa. Note di frutti di bosco miscelati a sentori di sottobosco e fieno fresco, appena tagliato.
Lontano da i soliti indistinti merlot morbidoni e ruffiani, questa bottiglia si rivela esuberante, snella, con una leggera rusticità. Pare forse più giovane di quello che è in realtà e la freschezza balsamica la rende estremamente bevibile e godibile, tanto che la mescita risulta davvero facile.
Un vino che non ti aspetti, davvero una bella bevuta.

Ortrugo Frizzante 2011 – Gaetano Solenghi

23/10/2013

ortrugo solenghi
Bottiglia acquistata circa un anno fa, durante la visita in cantina.

Mi venne descritto dal produttore stesso come un vino base, semplice, senza note di merito particolari.
A memoria non ricordo di aver mai provato un ortrugo fino ad ora e non ho quindi basi di esperienza per poter descrivere tale uvaggio.

Così memore della parole di Solenghi ho lasciato un po’ nel dimenticatoio questa bottiglia, non smosso da curiosità di assaggio.
Ma l’apertura ha confutato con decisione le mie aspettative.
L’ortrugo 2011 non è certamente un vino dotato di enorme finezza e forse la bollicina ha dato l’idea di essere un po’ grossolana (in verità potevo servirlo ad una temperatura appena inferiore), ma ha personalità da vendere!
Lievi profumi agrumati accompagnati da note di miele d’acacia e camomilla, e poi frutta secca.
Corpo e tono alcolico sono perfettamente uniti conferendo sostanza, l’acidità, seppur non troppo pungente, si fa sentire e ne sostiene la bevuta. Scorrevole con retrogusto leggermente amarognolo, si versa e riversa che è un piacere.
L’assenza di filtrazione gli dà una marcia in più  (lo so, ho una predilezione per la tipologia) e lo rende più gustoso, succoso e avvolgente al palato.
Peccato averne avuto solo una!

Domaine Jour de Miane 2011

26/08/2013

Regalo di compleanno da parte di amici, acquistato durante una loro gita in Provenza.
Premessa.
Io rientro tra quelli che…”è il pensiero che conta”.
Indi questo vino vince in partenza. A prescindere.

jour de miane

Vin issu de agriculture biologique.
Rientra nelle mie corde.

Mi conoscono bene.
Ho cercato info online su questo Domaine ma con scarso successo. E le mie papille non sono così competenti da individuare con certezza il/i vitigno/i.
Spezie e aloni etilici, muschio, note erbacee e di marasche.
Esibisce tutta la sua giovinezza, rivelandosi scattante, nervoso, impulsivo. Non eccessivi i tannini, forse coperti da un alcol che è sovrastante e tende ad anestetizzare il palato, a tratti in modo lievemente bruciante trasformando un ingresso piacevole in un finale antipatico. Abbassando la temperatura di servizio migliora ma senza addrizzare granchè gli equilibri.
La sostanza c’è, ma è smarrita e disorientata.

Ruché “Chiovende” – Az. Agr. Ferraro

03/07/2013

Vitigno endemico piemontese, in particolare nella zona di Castagnole Monferrato trova la sua culla prediletta.
Il nome pare derivi da roncet, malattia virale della vite al cui attacco il ruchè pare decisamente più resistente rispetto ad alcuni colleghi della zona come barbera e grignolino. Voci non confermate lo vogliono importato qualche secolo fa dalla Borgogna.

ruchè ferraro chiovende

Il Chiovende rosso dell’Azienda Agricola Ferraro è un ruché in purezza con i profumi caratteristici e particolari del vitigno. Rose, fragoline di bosco, amarene e pungenze di spezie. Profumi dolci, delicati che riportano alla mente i potpourri di certe tisane. Aromatico mi viene da pensare. Come una sirena ammalia e seduce le narici.
Si libra leggiadro nel palato con ali di tannicità che contribuiscono a dargli un sottile spessore. Calore alcolico evidente ma non egemone e che non ne appesantisce la beva. La dolcezza (è secco) fruttosa e floreale si impadronisce anche del gusto avvolta in una sensazione setosa e allo stesso tempo vibrante.
Sorso scorrevole per alti livelli di piacevolezza. Potrebbe essere un ottimo vino quotidiano.

P.S. un sentito ringraziamento a Luigi Fracchia che mi ha omaggiato di questa bottiglia

Lambrusco Reggiano – Mazzi e Tasselli

20/05/2013

lambrusco mazzi e tasselli

Siamo a Rio Saliceto piccolo comune in territorio reggiano laddove la denominazione consente  nel lambrusco l’assemblaggio di numerose varietà di vitigni. Nella fattispecie questo di Mazzi e Tasselli ha origine da un blend di  Salamino, Marani e Ancellotta.
Proprio quest’ultima uva tintoria esprime al meglio le sue capacità e il vino si presenta scuro, cupo, impenetrabile.
La classica vinosità lambruscosa è la prima ad affacciarsi dal calice per poi lasciare il passo ad un naso ricco di frutti di bosco, mirtillo su tutti, prugne e qualche macchia balsamica che anticipano una bollicina leggera, setosa e seducente.
Esibisce i caratteri tipici del lambrusco reggiano, un corpo rotondo e pieno, si distingue poi con una decisa amaritudine che forse ne penalizza un po’ la bevibilità ma gli conferisce personalità e profondità. Il mio gusto approva.
Da servire rigorosamente a temperatura di cantina ed evitare di indurgli ipotermia in frigo. Le basse temperature corroborano pungenza e penetranza delle bollicine, snellendone il corpo e favorendo l’avvento di una sensazione amarognola finale soverchiante e un po’ antipatica.
I  sedimenti sul fondo sono il ricordo della fermentazione in bottiglia

Costo al market bio: 5/6 euro.

Savennières 2009 – Patrick Baudouin

09/05/2013

Savannieres Baudouin

Prima d’ora non avevo mai fatto caso ai prodotti distribuiti da Mineral Wine, e devo ringraziare Luigi per il suggerimento. Ho scoperto vini che hanno stuzzicato la mia curiosità, tra cui questo chenin blanc stappato giusto un paio di sere fa.

Patrick Baudouin coltiva i suoi ettari di vigna lungo la Loira seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Questo vino è figlio di vigneti di circa 35 anni, frutto del “lavoro” di lieviti indigeni in cantina, subisce una lieve filtrazione prima dell’imbottigliamento e la SO2 totale si aggira intorno ai 40 mg/L.
Al naso colpisce l’acidità prorompente, agrumata, in particolare sono note di lime ad elevarsi. Poi anche pungenze di erbe aromatiche. Sul fondo escono ricordi di birre acide, quelle belghe, da fermentazione spontanea.
Anche in bocca troviamo una bella acidità viva, fresca, tagliente, avvolta da un velo setoso e accompagnata da una mineralità subordinata.
Sul finale si ritrova quella chiara assonanza lambiccheggiante.
Beva agile e scorrevole per un sorso di ottimo equilibrio.
Davvero un bell’approccio per me con lo Chenin Blanc.

Pagadebit “Vigna delle Rose” 2010 – Podere Vecciano

22/04/2013

Il Pagadebit, ovvero la versione del Bombino Bianco in Romagna, è vitigno un tempo utilizzato per pagare i debiti grazie alle sue elevate e costanti rese e favorite anche dalla sua bassa sensibilità nei confronti delle malattie. Una leggenda narra che un contadino impiantò questo vigneto e con le sue uve riuscì a pagare i successivi debiti derivanti da altri investimenti. Da qui l’ovvio nome di questa varietà.

pagadebit podere vecciano

Un colore appena dorato ammanta il bicchiere sprigionando odori intensi e penetranti. Erba fresca e fiori di campo portano un po’ di primavera. Pungenze di biancospino e semi-dolcezze di mela, e pesca non ancora a piena maturità. Poi la mineralità, iodata, marina avvolge tutto il calice.
In bocca è sapido, salino con una vena alcolica ben pulsante. Si distende bene avvolgente e pulente, con spigolature levigate e pacifiche. Lascia con un finale ammandorlato. Ricordo non lunghissimo se non per quella netta, decisa sapidità che prevale. Ad ogni modo sorprende il suo sorso piacevole.
Forse non possiede la stoffa del campione, ma si propone sicuramente come un ottimo gregario.
Costo: 5 euri in enoteca.