Posted tagged ‘viticoltura eroica’

Valtellina superiore 2005 – Le Strie

12/11/2012

La cena che prevedeva polenta taragna e funghi mi ha convinto ad aprire questa bottiglia.

Il rosso intenso nel bicchiere emana subito profumi di prugna cotta e castagne.
Anche spezie pungenti, che pian piano però svaniscono.

Col passare dei minuti apre poi a note di frutta caramellata e miele di castagno.
Vino di sostanza e corpo che evidenzia un tannino non troppo tenace, un pò scontroso nell’immediato ma che gradualmente si ammorbidisce e si rilassa. Freschezza e mineralità (in particolare la seconda) non latitano e supportano la beva.
L”importante struttura spalleggiata da un grado alcolico torreggiante, ne fa un vino a tratti impegnativo e sicuramente non da tutti i giorni, ma pulito e lineare. Niente in disordine, come un cameriere di sala in un ristorante di lusso. Il sorso non è lunghissimo ma caratterizzato da una buona finezza.

Annunci

Valtellina Superiore Inferno 2007 – Nino Negri

08/05/2012

La cena post-trasloco ci ha beneficiato di un’altra bottiglia interessante. Sfuttando le origini di lombarde di un’amica trapiantata nella provincia modenese, abbiamo potuto accompagnare i nostri piatti con una bottiglia derivante delle uve regine di quella regione.

Il Valtellina Superiore Inferno della nota cantina Nino Negri è una bella scoperta (per chi non lo aveva mai provato prima). Il classico colore rubino scarico, sfumato verso un granato vivace, porta con sè i ricordi della viticoltura eroica, dei sassi, con una vaga aurea di grafite che fa da cornice ai lamponi, alle viole, a spezie lievemente pungenti.
Succoso, con un tannino non troppo aggressivo ma che “fa presa” in bocca contribuendo al deciso equilibrio di questa bottiglia. Alcol e acidità viaggiano  insieme senza che nessuno soccomba, ed un frutto fresco è ciò che lascia il passaggio coinvolgente del liquido.
Elegante ma non affabile, esprime il suo carattere incisivo ma gentile allo stesso tempo.

Avevo bevuto altre bottiglie di Nino Negri (Sassella 2005 se non ricordo male) ma questa mi ha convinto di più. Sensazioni.

Pinot Gris “Le Plantse” 2010 – Didier Gerbelle

20/02/2012

Sono solo 2,8 gli ettari vitati nei pressi di Aymavilles coltivati da Didier Gerbelle, diplomato enotecnico ad Alba nel 2006. Proprio da quell’anno rileva azienda vitivinicola di proprietà prima dei nonni e poi dei genitori, ed inizia a vinificare in proprio.

Il Pinot Gris “Le Plantse” 2010 rispecchia nel bicchiere le caratteristiche del vitigno, con un colore giallo paglierino tendente al grigio-ramato.
I profumi minerali danno ricordi di ardesia e silice al naso, assieme a profumi di fiori di campo, erba fresca e mela.
Anche in bocca la sapidità è grande e preponderante, ma è una mineralità più secca, meno limacciosa, che differenzia secondo me i vini di montagna da quelli costieri. Questa è la caratteristica principale del “Le Plantse“, vino leggero e fresco, che mi stupisce quando leggo sul retroetichetta un’alcolicità di 14°! Mai lo avrei immaginato all’assaggio, l’alcol non si avverte e rimane perfettamente amalgamato nella struttura del vino che è in piena sintonia con la tipologia, dando al vino un connotato delicato e beverino.

Per i fans degli abbinamenti direi che è perfetto per piatti come: linguine panna e salmone, pesce, sformati di patate e verdure.